Il lusso secondo Zegna
di Sara BennewitzGildo Zegna, presidente e ad di Ermenegildo Zegna Group ha comprato Tom Ford, investe in nuovi stabilimenti, nuovi negozi , nell'Accademia dei mestieri e prevede 300 nuove assunzioni.
A un anno dalla quotazione a Wall Street cosa è cambiato per lei, per la sua famiglia e per l'azienda?
"Essere la prima azienda del lusso italiano a quotarsi nella più grande Borsa al mondo è certamente una responsabilità. Ho apprezzato la capacità degli investitori di stimolare iniziative che rendono l'azienda sempre più dinamica, efficiente e reattiva. Ricercare il continuo miglioramento è un concetto che si sposa molto bene con la nostra cultura dell'eccellenza. Certamente la quotazione non ha cambiato e non cambierà mai chi siamo: un'azienda a conduzione familiare che mette i valori al primo posto, insieme all'eccellenza del prodotto".
Zegna ha dato importanti obiettivi di crescita, come pensate di raggiunger…
Gildo Zegna, presidente e ad di Ermenegildo Zegna Group ha comprato Tom Ford, investe in nuovi stabilimenti, nuovi negozi , nell'Accademia dei mestieri e prevede 300 nuove assunzioni.
A un anno dalla quotazione a Wall Street cosa è cambiato per lei, per la sua famiglia e per l'azienda?
"Essere la prima azienda del lusso italiano a quotarsi nella più grande Borsa al mondo è certamente una responsabilità. Ho apprezzato la capacità degli investitori di stimolare iniziative che rendono l'azienda sempre più dinamica, efficiente e reattiva. Ricercare il continuo miglioramento è un concetto che si sposa molto bene con la nostra cultura dell'eccellenza. Certamente la quotazione non ha cambiato e non cambierà mai chi siamo: un'azienda a conduzione familiare che mette i valori al primo posto, insieme all'eccellenza del prodotto".
Zegna ha dato importanti obiettivi di crescita, come pensate di raggiungerli?
"Un anno fa abbiamo detto di puntare a 2 miliardi di euro di fatturato entro il 2025. Annunceremo nuovi obiettivi entro fine anno includendo anche Tom Ford Fashion. Per il marchio Zegna questo significa una sana crescita organica. Abbiamo una rete di negozi sviluppata nei principali mercati; esistono però opportunità di nuove aperture selettive. Stiamo lavorando sull'aumento della produttività dei nostri negozi e investendo sullo sviluppo di nuovi mercati come il Medio Oriente e la Corea. Continueremo a sviluppare Zegna su nuove categorie merceologiche come le sneaker, con il rebranding abbiamo aperto le porte a un cliente diverso e con Zegna X, la piattaforma sviluppata con Microsoft, stiamo potenziando il fatto su misura. Per natura e storia eravamo già predisposti a offrire il più elevato livello di servizio possibile, ora grazie alla tecnologia siamo certi di poter ampliare le nostre capacità".
Zegna ha fatto della filiera la sua forza, sono alle viste nuovi investimenti come quello fatto con Prada in Filati Biagioli Modesto?
"Tessuti e filati sono al centro del Gruppo Zegna, la nostra essenza e la nostra storia. Per questo abbiamo portato avanti l'acquisizione di storiche aziende italiane specializzate in specifici settori. Lo abbiamo fatto prima di tutti, garantendo autonomia gestionale alle aziende che entrano a far parte della nostra piattaforma. Le acquisizioni di filiera sono un elemento centrale nello sviluppo di un brand del lusso, sia per tutelare al meglio il made in Italy sia per la tracciabilità".
Anche Thom Browne cresce a due cifre, qual è il prossimo traguardo?
"Thom Browne sta lavorando per raddoppiare il fatturato nel medio termine. Vedo grandi e ampi margini di crescita su una base molto forte costruita nel tempo. Il brand, che ha già una buona produttività, ha una strategia precisa di nicchia sia per posizionamento sia per sviluppo del retail. Dall'acquisizione abbiamo raddoppiato il peso della donna grazie a nuove categorie merceologiche e per il futuro punteremo di più su calzature e accessori. Sono poi orgoglioso che Thom Browne sia stato eletto presidente del Council of fashion designers of America".
Tom Ford, marchio simbolo del lusso, ha una lunga storia con Zegna, ci racconta come è nata l'operazione fatta insieme a Estée Lauder?
"Inutile negare che la componente umana ha inciso. Con tutti gli attori coinvolti, dalla famiglia Lauder, al top management di Estée Lauder, a Tom Ford e a Domenico De Sole, ci sono legami profondi. Inoltre, siamo stati partner industriali per il menswear Ford sin dalla sua creazione. Per questo motivo siamo stati da subito un interlocutore naturale. Non nascondo l'orgoglio per essere riuscito a portare a completamento un deal che ha visto importanti player sfidarsi".
Ford porta Zegna anche nel mondo della donna, quali programmi avete?
"I progetti del brand saranno raccontati una volta che il nuovo ad sarà operativo. Io posso dire che Tom Ford è uno dei marchi ultra-lusso più iconici del mondo e l'accordo con Estée Lauder, che ci dà un orizzonte temporale lunghissimo, si sposa con la nostra strategia e ci permetterà di bilanciare meglio la nostra esposizione geografica e le categorie merceologiche".
La sostenibilità è da sempre nel dna del gruppo, dopo aver creato un'Oasi in Piemonte, su cosa puntate?
"L'Oasi Zegna rappresenta la casa dei nostri valori. Per questo Oasi Cashmere è stato l'inizio del nostro viaggio verso la tracciabilità: il 100% di cashmere di questi prodotti e la produzione dei filati e tessuti esclusivamente realizzata in Italia già dall'autunno del 2024. Inoltre, entro il 2026 oltre il 50% delle materie prime del Gruppo Zegna saranno tracciabili, per superare il 95% entro il 2030".
Cosa fate sulla formazione dei dipendenti e delle nuove generazioni?
"Il successo futuro del made in Italy passa dalla formazione. Per soddisfare la crescente domanda è necessario disporre di professionalità altamente specializzate, e che queste professionalità non si perdano col passaggio generazionale. Per questo nei nostri centri industriali di Biella e Novara abbiamo creato una task force dedicata e stiamo creando a livello di gruppo l'Accademia dei mestieri. In Italia investiamo per rafforzare la produzione nelle calzature, con un nuovo stabilimento a basso impatto ambientale, abbiamo assunto oltre 100 persone negli ultimi 15 mesi e stimiamo 300 nuovi ingressi nel medio termine".
Il titolo è sopra i valori dell'Ipo, ma per essere quotati a Wall Street non ha bisogno di un maggiore flottante?
"Per una azienda con 113 anni di storia la quotazione non è uno sprint, ma una maratona. Sono contento della performance del titolo e dell'interesse del mercato. Con il tempo non escludo che si possano creare le condizioni per un allargamento del flottante".
Cosa è il lusso per Gildo Zegna?
"Considero lusso l'aver acquisito brand internazionali iconici portandoli sotto un controllo italiano, tutelando così il nostro know-how, accrescendo la loro desiderabilità e valorizzando ulteriormente la nostra unicità".