Pnrr, la Corte dei conti risponde a Fitto: "Delibere corrette, i ritardi sull'idrogeno ammessi dal ministero"
di Giuseppe ColomboROMA - La Corte dei conti ha agito in maniera totalmente legittima, rispettando il perimetro dei suoi poteri. Nessuna invasione di campo, quindi, come ha lamentato ieri il governo, dopo i rilievi del Collegio per il controllo concomitante sui ritardi di alcuni progetti del Pnrr. Tre ore e mezza di analisi e riflessioni, poi i vertici dell'associazione magistrati della Corte, riuniti in conclave, mettono in fila la risposta all'esecutivo. Con passaggi anche morbidi: "Le delibere" adottate - sottolinea la Giunta - "non sono assimilabili a sentenze passate in giudicato" e "come tali, non hanno il crisma di definitività, concetto del tutto estraneo al controllo concomitante".
Ma la critica principale, che il ministro per il Pnrr Raffaele Fitto aveva esposto in chiaro al Sole 24 ore, viene respinta in maniera netta: è stato il governo stesso, tramite il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, a riferire al Collegio il mancato con…
ROMA - La Corte dei conti ha agito in maniera totalmente legittima, rispettando il perimetro dei suoi poteri. Nessuna invasione di campo, quindi, come ha lamentato ieri il governo, dopo i rilievi del Collegio per il controllo concomitante sui ritardi di alcuni progetti del Pnrr. Tre ore e mezza di analisi e riflessioni, poi i vertici dell'associazione magistrati della Corte, riuniti in conclave, mettono in fila la risposta all'esecutivo. Con passaggi anche morbidi: "Le delibere" adottate - sottolinea la Giunta - "non sono assimilabili a sentenze passate in giudicato" e "come tali, non hanno il crisma di definitività, concetto del tutto estraneo al controllo concomitante".
Ma la critica principale, che il ministro per il Pnrr Raffaele Fitto aveva esposto in chiaro al Sole 24 ore, viene respinta in maniera netta: è stato il governo stesso, tramite il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, a riferire al Collegio il mancato conseguimento della milestone relativa all'aggiudicazione degli appalti per la costruzione delle stazioni di rifornimento a idrogeno.
Nella risposta della Giunta del Collegio c'è anche altro. Il tentativo è quello di arrivare a un chiarimento con il governo. Anche perché c'è un secondo obiettivo: portare il tema della "paura della firma" dei dirigenti su un tavolo operativo a Palazzo Chigi. Nelle scorse settimane, infatti, l'associazione aveva criticato la proroga al 31 dicembre 2025 dello “scudo erariale” per gli amministratori pubblici, che il governo ha affidato al Parlamento.