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Leonardo, governance a tre: Cingolani ad ma ci sarà un secondo dg e un presidente con deleghe

L'ex ministro Roberto Cingolani,  nominato ad del gruppo Leonardo 
L'assemblea dei soci nomina capo azienda l'ex ministro dell'Ambiente del governo Draghi, ma Lorenzo Mariani (già a capo della controllata dei missili) sarà condirettore generale e l'ambasciatore Stefano Pontecorvo sarà responsabile dei rapporti istituzionali, della Sicurezza del gruppo e delle "operazioni finanziarie agevolate"
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ROMA - A Leonardo finisce, dopo sei anni, l'era di Alessandro Profumo. L'ex banchiere che ha guidato a lungo Unicredit non era gradito al governo di centrodestra: al suo posto arriva Stefano Cingolani, ex ministro all'Ambiente del governo di Mario Draghi (su indicazione dei Cinquestelle). Ma anche presidente dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, nato nel 2003 per lo sviluppo delle start up hi-tech (dalla nanotecnologia ai nuovi materiali), da una idea dell'allora ministro Giulio Tremonti.

La nomina di Cingolani quale amministratore delegato è arrivata con il voto dell'assemblea degli azionisti di Leonardo. Era scontata, dopo il braccio di ferro all'interno di Fratelli d'Italia, vinto dalla premier Giorgia …

ROMA - A Leonardo finisce, dopo sei anni, l'era di Alessandro Profumo. L'ex banchiere che ha guidato a lungo Unicredit non era gradito al governo di centrodestra: al suo posto arriva Stefano Cingolani, ex ministro all'Ambiente del governo di Mario Draghi (su indicazione dei Cinquestelle). Ma anche presidente dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, nato nel 2003 per lo sviluppo delle start up hi-tech (dalla nanotecnologia ai nuovi materiali), da una idea dell'allora ministro Giulio Tremonti.

La nomina di Cingolani quale amministratore delegato è arrivata con il voto dell'assemblea degli azionisti di Leonardo. Era scontata, dopo il braccio di ferro all'interno di Fratelli d'Italia, vinto dalla premier Giorgia Meloni che ha sostenuto l'ex ministro contro il candidato di Guido Crosetto. Il ministro della Difesa, per quanto considerato tra i più vicini alla presidente del Consiglio, ha appoggiato fino alla fine la nomina di Lorenzo Mariani, manager alla guida di Mbda, società missilistica controllata proprio da Leonardo.

In realtà, l'esito finale del voto in assemblea è la rappresentazione del compromesso trovato all'interno del governo e, in particolare, del suo partito di maggioranza. Come si legge nella nota ufficiale arrivata dopo il voto dei soci, Cingolani - che è stato nominato anche direttore generale - avrà le deleghe "per la gestione della Società e del Gruppo" ma Mariani oltre ad avere la carica di condirettore generale, avrà la competenza su un settore creato per l'occasione e indicato come della nuova "Direzione Generale Business & Operations".

In buona sostanza, Cingolani avrà il ruolo di capoazienda, a partire dall'area di Ricerca&Sviluppo (di cui si era già occupato prima di essere chiamato al governo da Draghi) e dovrà guidare Leonardo verso i nuovi business, dalla cybersicurezza alle nuove tecnologie applicate ai satelliti e ai supercomputer. Mentre Mariani, che proviene da un settore della Difesa, sarà affidato lo sviluppo commerciale dei nuovi prodotti.

Ma non è finita, perché la governance di Leonardo è stata costruita con una logica di contrapposizioni di poteri. Ne avrà anche l'ambasciatore Stefano Pontecorvo  che l'assemblea dei soci ieri ha nominato presidente: avrà deleghe di primo piano come i “Rapporti Istituzionali”, la “Sicurezza di Gruppo” e "il coordinamento per i progetti di Finanza Agevolata. Cosa significano più nel dettaglio lo si saprà fra qualche giorno, quando si riunirà il consiglio di amministrazione.

Infine, da segnalare il successo della lista presentata dal fondo americano Greenwood che ha raccolto più voti della lista di Assogestioni e ha portato quattro suoi candidati in cda.