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Pnrr, più di 800 siti aziendali hanno il bollino rosa per la parità di genere

(ansa)
I risultati di Accredia, l'ente unico nazionale per l'accreditamento, sulle certificazioni: possono salire a più di mille. Il governo cancella l'autocertificazione
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ROMA - La spinta arriva dagli incentivi previsti dal Pnrr e dall'ultima legge di bilancio: sono 853 i siti aziendali (siti, non singole imprese) che sono in possesso della certificazione della parità di genere, il cosiddetto bollino rosa. I dati, aggiornati al 31 dicembre dell'anno scorso, sono quelli di Accredia, l'ente unico nazionale di accreditamento designato dal governo, che nell'ultimo anno ha autorizzato 32 organismi a validare gli attestati delle imprese.

Ma le proiezioni, aggiornate a inizio aprile e rese note in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione, parlano di un'ulteriore crescita: saranno oltre mille i siti aziendali che si doteranno del certificato che registra le misure messe in campo per ridurre il divario di genere "in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale e parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternit…

ROMA - La spinta arriva dagli incentivi previsti dal Pnrr e dall'ultima legge di bilancio: sono 853 i siti aziendali (siti, non singole imprese) che sono in possesso della certificazione della parità di genere, il cosiddetto bollino rosa. I dati, aggiornati al 31 dicembre dell'anno scorso, sono quelli di Accredia, l'ente unico nazionale di accreditamento designato dal governo, che nell'ultimo anno ha autorizzato 32 organismi a validare gli attestati delle imprese.

Ma le proiezioni, aggiornate a inizio aprile e rese note in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione, parlano di un'ulteriore crescita: saranno oltre mille i siti aziendali che si doteranno del certificato che registra le misure messe in campo per ridurre il divario di genere "in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale e parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità".

Le certificazioni della parità di genere rilasciate sotto accreditamento si inseriscono in un trend più generale, che coinvolge anche altri ambiti. Negli ultimi tre anni, infatti, il numero totale degli accreditamenti rilasciati da Accredia è cresciuto del 22%, registrando nello specifico un aumento del 44% nella sanità (laboratori di analisi mediche, ma anche la prima biobanca) e del 32% nella cybersicurezza, con un incremento delle certificazioni dei sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni e per i servizi informatici, rispettivamente del 32% e del 14%, per oltre 4.500 siti aziendali certificati. Sono cresciuti invece del 14% gli accreditamenti degli organismi di certificazione delle competenze dei professionisti, mentre nell'ambito della sostenibilità e del greenwashing c'è stato un incremento dell'8%. "A livello normativo - spiega il presidente di Accredia Massimo De Felice - il crescente richiamo all’accreditamento in diversi ambiti lascia intravedere nel futuro nuove e ulteriori attività per la nostra associazione. Siamo in attesa infatti che sia approvato il regolamento comunitario sull’Intelligenza artificiale in cui verrà riconosciuto un ruolo al nostro sistema".

Tornando al bollino rosa. Secondo gli ultimi dati del Dipartimento per le pari opportunità, le certificazioni della parità di genere sono ad oggi 305. Ma l'obiettivo del Pnrr è molto più ambizioso: a ottenere il certificato, entro giugno del 2026, dovranno essere almeno 800 imprese (di cui almeno 450 di dimensioni micro, piccole e medie) e mille dovranno essere le aziende beneficiarie delle agevolazioni. Sul piatto ci sono i 52 milioni che la Finanziaria ha stanziato per alimentare il Fondo per il sostegno della parità salariale di genere nel 2023. La dotazione dell'anno scorso era decisamente inferiore (2 milioni), ma la legge di bilancio ha anche allargato il perimetro della destinazione della spesa, includendo proprio il bollino rosa e gli sgravi a favore dei datori di lavoro.

Gli incentivi hanno la forma dell'esonero contributivo per i titolari delle aziende che hanno conseguito la certificazione della parità di genere entro la fine dell'anno scorso. E alle aziende che hanno ottenuto il bollino rosa, sempre entro il 31 dicembre 2022, sarà riconosciuto un punteggio premiale per la valutazione di progetti nell'ambito dei finanziamenti europei, nazionali e regionali.

Un punteggio più alto anche nell'ambito degli appalti pubblici. Inizialmente il nuovo Codice degli appalti prevedeva "la possibilità" per le stazioni appaltanti di tenere conto nei bandi di "meccanismi e strumenti idonei a realizzare pari opportunità generazionali, di genere e di inclusione lavorativa". Una facoltà, non un obbligo, che poi è stato ripristinato nei bandi, oltre che negli avvisi e nei inviti, deve essere prevista una clausola: almeno il 30% delle assunzioni va riservata a donne e under 36, al netto di impedimenti che però vanno motivati.

Sempre alla promozione della parità di genere nel settore degli appalti pubblici guarda l'emendamento al decreto per le assunzioni nella Pubblica amministrazione, ora all'esame della Camera, che il governo depositerà per vietare l'autocertificazione da parte delle imprese. "Il raggiungimento della parità di genere - spiega una nota di Palazzo Chigi - deve essere comprovata dal possesso della relativa certificazione rilasciata in base alle procedure stabilite dal Codice delle pari opportunità tra uomo e donna.