ROMA — Il mare divide ancora l’Italia e l’Europa. Accanto alla drammatica questione dei migranti, si profila adesso una nuova lite, stavolta sulla pesca a strascico. Tecnica che la Commissione Ue vorrebbe vietare entro il 2030 in una parte ancora più ampia dei nostri mari.
Questa, quantomeno, è la preoccupazione di Fedagripesca-Confcooperative e Coldiretti, che trovano il sostegno del nostro sottosegretario all’Agricoltura La Pietra (Fratelli d’Italia) e soprattutto del ministro Matteo Salvini. Plaudono all’Europa gli ambientalisti.
Il caso nasce dal documento che la Commissione Ue presenta il 21 febbraio 2023 promuovendo un nuovo “Patto per i mari” all’insegna della sostenibilità. Il documento è una Comunicazione. Delinea una strategia e una rotta di navigazione, è il caso di dire. Ma non è ancora vincolante.
Attrezzi e tartarughe
La Coldiretti vede ugualmente tempesta. A suo parere, la Commissione ridurrà il 30% delle aree aperte alla pesca nei nostri mari e lo farà a tappe serrate, tra il 2024 e il 2030. Federagipesca calcola in 17 mila chilometri quadrati le nuove aree tutelate in Italia (che si aggiungerebbero agli attuali 3mila). Non solo.
La Commissione introdurrà un’ulteriore stretta sugli attrezzi di pesca più redditizi, che però sono responsabili di gravi danni ai fondali. Specie protette — a partire dalle tartarughe — vengono catturate dalla pesca a strascico e poi ributtate in acqua con scarse possibilità di sopravvivenza.
Sempre Federagipesca teme, oltre al danno, la beffa. Mentre l’Europa protegge i mari in maniera severa, le navi nordafricane pescheranno come vogliono. Alla fine le famiglie italiane continueranno a comprare gamberi, scampi, triglie, naselli, prede della pesca a strascico senza immaginare che sono prodotti importati.
Riunione informale
Le prossime settimane serviranno a capire quanto la Commissione Ue faccia sul serio. La sua Comunicazione sulla pesca sarà discussa dai ministri nazionali competenti in materia (dall’11 al 13 giugno, in una riunione informale).
A seguire, gli stessi ministri terranno un Consiglio, stavolta in Lussemburgo tra il 26 e il 27 giugno. In entrambe le occasioni, la Commissione proverà il fuoco di sbarramento dell’Italia. Dice Salvini: «L’ennesima norma senza buonsenso di Bruxelles, ancora una volta a danno dei pescatori, rischia di far scomparire duemila aziende italiane. Follia».
Il sottosegretario La Pietra non vuole credere che il Commissario Ue alla Pesca (lituano), sotto sotto voglia favorire le Nazioni del Nord Europa e penalizzare quelle mediterranee.