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“Con la Cina bisogna dialogare”. Visco mette in guardia il G7

Il governatore Visco (a destra) con i governatori delle banche centrali del G7 e della Bce (reuters)
Il governatore dal vertice in Giappone interviene sui rischi per l’economia globale da guerra ed energia. E avverte i governi: “Mercati intrecciati, serve uno sforzo diplomatico”. Il ministro Giorgetti: “L’Italia dà fiducia”
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ROMA - Guerra, crisi energetica, tensioni con la Cina: fattori di instabilità ancora in campo. Ecco perché il governatore di Bankitalia Ignazio Visco invita alla cautela, nei giudizi e nelle impostazioni delle politiche economiche. "Il livello di incertezza è molto alto", dice al termine del G7 dei ministri finanziari, chiuso ieri a Niigata in Giappone. Con la Cina, avverte Visco, "dobbiamo mantenere aperto il dialogo".

Il giudizio sull'Italia di Fitch

Il giudizio di Fitch sull'Italia, arrivato venerdì sera - rating stabile a BBB, prospettive positive e stima del Pil rialzata dallo 0,5 all'1,2% per quest'anno - fa poi dire al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che "il lavoro serio e discreto del governo dà fiducia ai mercati: continueremo ad aiutare le famiglie, come fatto nel decreto del Primo Maggio". Ma per il governatore Visco non è il momento di abbassare la guardia contro un'…

ROMA - Guerra, crisi energetica, tensioni con la Cina: fattori di instabilità ancora in campo. Ecco perché il governatore di Bankitalia Ignazio Visco invita alla cautela, nei giudizi e nelle impostazioni delle politiche economiche. "Il livello di incertezza è molto alto", dice al termine del G7 dei ministri finanziari, chiuso ieri a Niigata in Giappone. Con la Cina, avverte Visco, "dobbiamo mantenere aperto il dialogo".

Il giudizio sull'Italia di Fitch

Il giudizio di Fitch sull'Italia, arrivato venerdì sera - rating stabile a BBB, prospettive positive e stima del Pil rialzata dallo 0,5 all'1,2% per quest'anno - fa poi dire al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che "il lavoro serio e discreto del governo dà fiducia ai mercati: continueremo ad aiutare le famiglie, come fatto nel decreto del Primo Maggio". Ma per il governatore Visco non è il momento di abbassare la guardia contro un'inflazione ancora alta e persistente.

Le mosse della Bce sull'inflazione

L'azione di difesa messa in atto nell'ultimo anno dalle banche centrali, aumentando i tassi di interesse, comincia ad impattare sulle economie con il rischio di deprimerle. La "dimensione" dei sette rialzi decisi dalla Bce è andata calando, osserva Visco: "Siamo passati da un aumento di 75 punti ad uno di 50 e poi di 25. C'è un trend di riduzione, ma la direzione continua ad essere quella di cautela contro i rischi di propagazione dell'inflazione. Agiamo sui dati disponibili. Poi si vedrà".

E i dati dicono che l'inflazione da costi delle materie prime si è da tempo trasferita in pianta stabile nel carrello della spesa, anche quando quei costi si sono raffreddati. I motivi, per Visco, vanno rintracciati nelle tensioni non sopite che generano incertezza: "La guerra non conclusa", "la dimensione energetica, per ora rientrata a livello dei costi", "la frammentazione globale". Su quest'ultimo punto il governatore insiste: "La tensione con la Cina porta ulteriore frammentazione e richiede uno sforzo diplomatico non indifferente. Dobbiamo mantenere aperto il dialogo e trattare insieme i problemi che ci colpiscono".

Il ruolo della Cina

Un passaggio non banale e neppure scontato, visto che lo scopo del G7 finanziario - preparatorio per quello dei Capi di Stato la prossima settimana ad Hiroshima - era anche di lanciare un programma di partenariato per diversificare le catene di approvvigionamento già da quest'anno e così ridurre la dipendenza dalla Cina, oltre che dalla Russia. Programma che sta molto a cuore agli Stati Uniti. Ignorare la Cina, sembra dire Visco, non sembra tuttavia possibile. Le economie globali sono intrecciate. E gli impatti degli shock come le ricette per contrastarli hanno tempi non del tutto prevedibili.

L'impatto del rialzio dei tassi sull'economia

Il caso dell'inflazione, che non molla nonostante tassi più alti, lo dimostra. Ma, spiega Visco, "la politica monetaria ha bisogno di tempo per propagarsi". E se "la trasmissione sta avendo luogo nelle modalità attese", è anche vero che "i rischi per l'economia reale cominciano ad essere sentiti e le banche sono più caute", sia in Europa che in Italia. La stretta su prestiti e crediti comincia a contrarre consumi e investimenti. Più di quanto atteso da una fine, inevitabile, della stagione dei tassi a zero. Di qui l'invito alla cautela del governatore. Invito che l'esecutivo Meloni non può ignorare.