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Alessandra Carra (ad Feltrinelli): “La libreria come una piazza”

"Evolversi ma senza stravolgere" è il mantra dell'amministratrice delegata, che punta a 600 milioni di fatturato nel 2027 grazie a negozi trasformati in piccole piazze e ai librai che fanno la differenza sull'algoritmo
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È arrivata in Feltrinelli in punta di piedi ma con la voglia di mettere "il lettore al centro". Non solo. Di trasformare le librerie in una piazza aperta. Alessandra Carra, parmigiana trapiantata a Milano, da poco più di un anno è amministratrice delegata del Gruppo Feltrinelli. Una vita con la valigia è stato il suo mantra. Carra comincia in McKinsey e colleziona ruoli di ceo in Agnona, Emilio Pucci e Ralph Lauren. Bilanci a 5 stelle che non le hanno tolto la voglia di cimentarsi con un universo diverso come quello dei libri.

Cosa ha portato del suo passato in casa Feltrinelli?

"La mia eredità è di essere stata esposta ai consumatori globali, dalla Cina al Medio Oriente, e di aver imparato a interpretarne e soddisfarne i diversi gusti e bisogni attraverso un lavoro sinergico tra le diverse aree aziendali. Un'esperienza che oggi ben si concilia con Feltrinelli, dove ho trovato una realtà che ascolta il lettore, cerc…

È arrivata in Feltrinelli in punta di piedi ma con la voglia di mettere "il lettore al centro". Non solo. Di trasformare le librerie in una piazza aperta. Alessandra Carra, parmigiana trapiantata a Milano, da poco più di un anno è amministratrice delegata del Gruppo Feltrinelli. Una vita con la valigia è stato il suo mantra. Carra comincia in McKinsey e colleziona ruoli di ceo in Agnona, Emilio Pucci e Ralph Lauren. Bilanci a 5 stelle che non le hanno tolto la voglia di cimentarsi con un universo diverso come quello dei libri.

Cosa ha portato del suo passato in casa Feltrinelli?

"La mia eredità è di essere stata esposta ai consumatori globali, dalla Cina al Medio Oriente, e di aver imparato a interpretarne e soddisfarne i diversi gusti e bisogni attraverso un lavoro sinergico tra le diverse aree aziendali. Un'esperienza che oggi ben si concilia con Feltrinelli, dove ho trovato una realtà che ascolta il lettore, cercando di capire quali sono le sue esigenze e lavorando per offrigli la migliore esperienza"

Il passaggio dal lusso all'editoria come lo ha vissuto?

"In punta di piedi, ascoltando i colleghi, i librai e i lettori, e cercando di entrare nella storia straordinaria della marca Feltrinelli con l'idea di "evolvere ma senza stravolgere", studiando caratteristiche e opportunità del mercato e tenendo a mente che può essere più faticoso darsi del tempo che non arrivare alle conclusioni in fretta".

Non la spaventa il fatto che la carta non sembra godere di buona salute da anni?

"Il libro di carta resiste e, dopo un mercato fermo per anni, durante il Covid ha conosciuto una ripresa, se pur con tassi di crescita sotto l'inflazione. Il libro fisico è molto resiliente e copre ancora un 90% delle nostre vendite mentre il restante si divide tra audiolibri ed e-book, ma spesso succede che chi si innamora di un libro poi lo voglia avere di carta.

In generale come si pone l'Italia?

"Purtroppo, il mercato italiano è ancora troppo piccolo e si concentra solo su un tipo di lettore tradizionalmente "forte", che spesso - penso ad esempio ai lettori delle nuove generazioni - rivela anche tendenze e modalità di lettura inedite. A fine 2022 abbiamo pubblicato un Report realizzato dall'Osservatorio sul Futuro dell'Editoria della nostra Fondazione che ci ha svelato, ad esempio, che i lettori più giovani oggi prediligono la lettura condivisa a quella individuale e che stanno riscoprendo con passione i classici. Oltre ai lettori forti e a questi nuovi lettori, puntiamo poi a un pubblico più generalista. Siamo consapevoli che portare il libro a tutti, sfida insita nella storia della marca Feltrinelli,  vuol dire fare i conti con i portafogli delle famiglie. Di qui la forte attenzione che Feltrinelli dedica da sempre al libro a larga diffusione, veicolo primario per la democratizzazione del sapere."

Quanto la crisi generale rischia di penalizzarvi?

"Abbiamo cominciato bene chiudendo il 2022 con un fatturato di quasi 500 milioni, in crescita rispetto al 2021 del 2,7%, e con l'ebtida margin al 5%. Tenendo conto dell'impatto dei costi che si sono abbattuti sui cittadini siamo soddisfatti e puntiamo ad arrivare alla fine dei 5 anni a 600 milioni di fatturato con un ebtida in crescita proprio grazie alle librerie.

In che modo si organizza un gruppo come Feltrinelli?

"Feltrinelli oggi si presenta al pubblico come un'unica azienda al cui interno coesistono un polo dedicato alla creazione dei contenuti, veicolati attraverso forme e linguaggi diversi - dal libro al podcast, dal docu-film al corso di formazione - e un polo distribuzione costituito dai diversi canali, online e offline. Le librerie svolgono un ruolo fondamentale. A completare la struttura ci sono poi le funzioni di staff che supportano i due poli offrendo loro le migliori competenze".  

Come sarà la libreria del futuro?

"Dopo il Covid si è tornati al mondo fisico e dunque anche al piacere della libreria. Abbiamo riportato il libro ad essere protagonista, oggi presente all'80% tra i nostri prodotti, organizziamo eventi legati alla città in modo che la libreria diventi una "piccola piazza" dove si fanno incontri, dibattiti, musica: luoghi dove si promuove la cultura. In quest'ottica i librai fanno la vera differenza rispetto agli algoritmi, perché hanno quell'esperienza unica che può permettere di affiancare il lettore nella scelta. Una delle proposte di maggior successo è quella dei "libri al buio" in cui il lettore non sa cosa sta acquistando ma si fida della recensione del libraio. Questo non vuol dire che lo spazio fisico si scontra con l'e-commerce anzi, chi compra in rete può ritirare in libreria o viceversa. E al nostro e-commerce lavorano anche gli stessi librai, con proposte, recensioni, approfondimenti per le community. "

Sono in arrivo nuove aperture?

"La prima è una riapertura, il 12 luglio in piazza dei Martiri a Napoli, per offrire una Feltrinelli aperta a tutti dove passare del tempo, portare i propri figli. Quindi una in campo San Polo a Venezia e una a Sesto Fiorentino. La nostra vera sfida, ripeto, non è tanto stravolgere le cose ma fare bene quello che stiamo già facendo".

In che modo la Feltrinelli spinge sulla sostenibilità?

"Nel far crescere i libri anche in quelle località più piccole dove non ci sono librerie, aiutando chi tradizionalmente non legge ad essere incluso, favorendo la diffusione di libri sulle tematiche sostenibili, e poi aumentando la presenza delle donne. Oggi su 1830 dipendenti il 60% sono donne ma vogliamo lavorare per aumentare queste presenze nei ruoli apicali. La visione ESG è insita nell'identità di Feltrinelli ma nel piano quinquennale 2023-2027, per la prima volta nella nostra storia, abbiamo deciso, pur senza avere obblighi al riguardo, di perseguire una strada di sviluppo in questo ambito. Per questo, siamo già al lavoro per redigere il nostro primo Bilancio di Sostenibilità".