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Il decreto Bollette sbatte contro i dubbi del Quirinale

(ansa)
I rilievi del Colle, dalle visite dei parlamentari in ospedale senza preavviso al ruolo di Assoprevidenza. Caos a Montecitorio: il testo ritorna in commissione, poi la fiducia. Salta la stabilizzazione dei ricercatori sanitari per problemi di coperture
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ROMA - L’alert del Quirinale piomba nell’emiciclo di Montecitorio quando la discussione generale sul decreto Bollette è alle battute finali. I deputati aspettano che il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani si alzi dai banchi del governo per porre la questione di fiducia. E invece è Ugo Cappellacci, il presidente della commissione Affari sociali, ad accendere il microfono: bisogna tornare in commissione perché il testo va corretto. È in quel momento che il faro del Colle si accende, dispiegando la riflessione: quattro norme non sono "omogenee".

Cozzano con lo spirito del provvedimento. Così - è il ragionamento - il provvedimento diventa un contenitore omnibus. Non è la prima volta …

ROMA - L’alert del Quirinale piomba nell’emiciclo di Montecitorio quando la discussione generale sul decreto Bollette è alle battute finali. I deputati aspettano che il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani si alzi dai banchi del governo per porre la questione di fiducia. E invece è Ugo Cappellacci, il presidente della commissione Affari sociali, ad accendere il microfono: bisogna tornare in commissione perché il testo va corretto. È in quel momento che il faro del Colle si accende, dispiegando la riflessione: quattro norme non sono "omogenee".

Cozzano con lo spirito del provvedimento. Così - è il ragionamento - il provvedimento diventa un contenitore omnibus. Non è la prima volta che il Colle solleva questo tema all’attenzione del governo e Parlamento. Decreto Milleproroghe, tre mesi fa. Il 24 febbraio il capo dello Stato Sergio Mattarella promulga il provvedimento, che contiene anche le norme sulle concessioni balneari, ma nella lettera che accompagna il via libera sottolinea come "ambiti materiali diversi ed eterogenei" si trasformano "in decreti legge omnibus del tutto disomogenei, vale a dire in meri contenitori dei più disparati interventi normativi".

Questa volta il monito non viene messo nero su bianco. Il Quirinale sottolinea che spetta ai presidenti delle Camere esprimersi sull’ammissibilità delle norme. Ma le preoccupazioni sono così evidenti che il Parlamento si adegua. Anche perché la corda era stata già tirata al limite dal governo che, con l’approvazione in Consiglio dei ministri, aveva ampliato il perimetro del provvedimento, che stanzia 4,9 miliardi: oltre alle misure contro il caro-energia, infatti, erano stati inseriti interventi per la sanità e sugli adempimenti fiscali, poi confermati dalla Camera, seppure con le integrazioni degli emendamenti.

Ma il passaggio nelle commissioni Bilancio e Affari sociali ha caricato il disegno di legge di conversione di norme ritenute appunto disallineate rispetto allo spirito del provvedimento. Gli articoli attenzionati riguardano le visite, senza preavviso, dei parlamentari negli ospedali e il ruolo affidato ad Assoprevidenza a supporto degli investimenti dei fondi pensione nella capitalizzazione delle piccole e medie imprese. Ancora il contributo di un milione per il Polo didattico dedicato alle vittime di Marcinelle, oltre a una norma sul payback dei dispositivi medici (l’obbligo per le Regioni di presentare le fatture all’azienda interessata dalla richiesta di ripiano).

Su un’altra modifica, introdotta sempre attraverso gli emendamenti dei deputati, c’è invece un problema di coperture: riguarda la stabilizzazione dei ricercatori sanitari negli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs).

Finisce tutto nel cestino: le norme vengono soppresse, il testo ripulito. Si torna in aula. Finalmente Ciriani può prendere la parola per chiedere la fiducia, che sarà votata oggi. Ma restano le scorie. Da Fratelli d’Italia alla Cgil, passando per Alleanza Verdi-Sinistra, è ampio il fronte che chiede di stabilizzare i precari della ricerca sanitaria. Non è escluso un salvataggio con il decreto per le assunzioni nella Pubblica amministrazione, che dovrebbe approdare nell’aula di Montecitorio il 29 maggio. Un travaso che però va studiato con attenzione per evitare un nuovo richiamo.

 

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