Così Big Pharma schiva il Fisco Usa: per gli 8 giganti del settore incassi in patria e tasse all'estero
di Flavio BiniMILANO - Centodieci miliardi di dollari di profitti suddivisi tra otto grandi società in alcuni casi possono non bastare. Devono averla pensata così i colossi Usa di Big Pharma che - nonostante un anno molto positivo per il settore dell'industria farmaceutica - si sono adoperati per alleggerire il più possibile il peso del fisco sui propri guadagni. E il risultato ha quasi dell'incredbile. A fronte di 110 miliardi di utili messi a segno lo scorso anno, otto tra le più grandi aziende farmaceutiche Usa, AbbVie, Amgen, Bristol Myers Squibb, Eli Lilly, Gilead, Johnson & Johnson, Merck e Pfizer hanno pagato al fisco americano appena 3 miliardi di tasse. Cioè il 2,7%.
I dati sono stati messi in evidenza la scorsa settimana nel corso di un'audizione al Senato Usa da Brad Setser, ricercatore di economia internazionale del Council on Foreign Relations, e ripresi da Paul Krugman sul New York Times, scoperchiando tutte le fragilità della…
MILANO - Centodieci miliardi di dollari di profitti suddivisi tra otto grandi società in alcuni casi possono non bastare. Devono averla pensata così i colossi Usa di Big Pharma che - nonostante un anno molto positivo per il settore dell'industria farmaceutica - si sono adoperati per alleggerire il più possibile il peso del fisco sui propri guadagni. E il risultato ha quasi dell'incredbile. A fronte di 110 miliardi di utili messi a segno lo scorso anno, otto tra le più grandi aziende farmaceutiche Usa, AbbVie, Amgen, Bristol Myers Squibb, Eli Lilly, Gilead, Johnson & Johnson, Merck e Pfizer hanno pagato al fisco americano appena 3 miliardi di tasse. Cioè il 2,7%.
I dati sono stati messi in evidenza la scorsa settimana nel corso di un'audizione al Senato Usa da Brad Setser, ricercatore di economia internazionale del Council on Foreign Relations, e ripresi da Paul Krugman sul New York Times, scoperchiando tutte le fragilità della riforma fiscale messa a punto nel 2017 da Donald Trump. Il meccanismo infatti, perfettamente legale, consente di fatto alle aziende di attribuire i brevetti dei propri farmaci alle proprie sussidiarie in Paesi con fiscalità di vantaggio in modo da fare figurare lì la quasi totalità dei guadagni maturati dalla vendita dei prodotti venduti negli Usa. L'effetto distorsivo è enorme: nel 2022 gli otto giganti della farmaceutica hanno registrato 385 miliardi di dollari di ricavi, e di questi 214,4 sono riferiti al solo mercato americano. I profitti relativi a queste vendite però sono spariti dai radar Usa, volando verso paradisi fiscali o Paesi con prelievi fiscali molto bassi come Bermuda, Cayman, Lussemburgo, Irlanda, ecc.
In questo modo, facendo figurare poco più di 10 miliardi di profitti negli Usa e oltre 90 all'estero, il prelievo fiscale si è alleggerito sensibilmente con un tax rate finale che si è posizionato al 13%, poco più della metà di quanto pagano in Italia le imprese sui propri guadagni. Setser evidenzia come il dato sia ulteriormente clamoroso se si pensa che gli Stati Uniti sono uno dei Paesi che paga di più i farmaci che le sue stesse aziende producono: uno studio del think tank Usa Rand del 2019 ha mostrato ad esempio che per quanto riguarda i medicinali con ricetta, gli Usa pagano in media 2,56 volte tanto rispetto a una media di 32 paesi. Tradotto: nel Paese in cui guadagnano di più e meglio, riescono a pagare poche tasse.
Il caso Pfizer
Il ricercatore si sofferma in particolare sul caso di Pfizer, protagonista negli ultimi anni di una crescita straordinaria trainata soprattutto dalla produzione del vaccino anti-Covid e che in passato avrebbe addirittura evidenziato perdite sui conti americani, nonostante massici utili globali. "Anche Pfizer - ha detto Setser nel suo intervento al Senato - ha storicamente registrato perdite nelle sue attività statunitensi e grandi profitti all'estero. Questo modello è stato attenuato dal successo del vaccino Covid-19, prodotto da Pfizer negli Stati Uniti per gli Stati Uniti e per molti altri mercati globali. Ciononostante, ci sono indicazioni che Pfizer continua a essere tra le imprese che spostano con forza i profitti fuori dagli Stati Uniti". Setser dettaglia quindi i numeri degli ultimi anni. "Nel 2022, Pfizer ha dichiarato di aver generato negli Usa solo 5 miliardi di dollari dei suoi 35 miliardi di dollari di profitti globali negli Stati Uniti. Un cambiamento rispetto alla perdita di 2,9 miliardi di dollari di dollari nel 2020, di 4 miliardi di dollari nel 2018 e di 6,9 miliardi di dollari nel 2017, ma si tratta comunque di un utile notevolmente ridotto su 42 miliardi di dollari".