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Alfieri: “Parliamo con l’Europa, i soldi delle opere irrealizzabili vadano alla difesa del suolo”

Alessandro Alfieri 
Intervista a responsabile Pd Riforme e Pnrr. "Una struttura centrale forte aiuterebbe a sbloccare le risorse"
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ROMA - Invece di fare il “signor no” il ministro Fitto utilizzi il confronto con la Commissione europea e la flessibilità a cui ha fatto ricorso in altre occasioni per spostare più risorse sul contrasto al dissesto idrogeologico, vera emergenza nazionale», incalza il senatore Alessandro Alfieri, responsabile Riforme e Pnrr del Pd.

E ve ne accorgete solo adesso che è stata colpita l’Emilia-Romagna?
«Veramente sono anni che noi del Pd parliamo di cambiamento climatico e dei suoi effetti devastanti, che altri invece si ostinano a negare, promuovendo politiche per abbattere le emissioni e mettere in sicurezza l’Italia. Un Paese più a rischio rispetto a quelli tropicali, dove questi fenomeni catastrofici sono frequenti, poiché è ampiamente antropizzato e con un maggiore consumo di suolo che rende difficile drenare le precipitazioni in poco tempo. Non a caso in tutti i governi ai quali abbiamo partecipato ci siam…

ROMA - Invece di fare il “signor no” il ministro Fitto utilizzi il confronto con la Commissione europea e la flessibilità a cui ha fatto ricorso in altre occasioni per spostare più risorse sul contrasto al dissesto idrogeologico, vera emergenza nazionale», incalza il senatore Alessandro Alfieri, responsabile Riforme e Pnrr del Pd.

E ve ne accorgete solo adesso che è stata colpita l’Emilia-Romagna?
«Veramente sono anni che noi del Pd parliamo di cambiamento climatico e dei suoi effetti devastanti, che altri invece si ostinano a negare, promuovendo politiche per abbattere le emissioni e mettere in sicurezza l’Italia. Un Paese più a rischio rispetto a quelli tropicali, dove questi fenomeni catastrofici sono frequenti, poiché è ampiamente antropizzato e con un maggiore consumo di suolo che rende difficile drenare le precipitazioni in poco tempo. Non a caso in tutti i governi ai quali abbiamo partecipato ci siamo battuti affinché oltre il 37% dei fondi del Piano di ripresa e resilienza fosse destinato alla transizione ecologica».

Fitto però dice che il Pnrr ha percorsi e termini di spesa definiti, per cui è irrealistico pensare di modificarlo, come chiede Schlein.
«Non è vero. Per il contrasto al dissesto idrogeologico abbiamo a disposizione 2,5 miliardi. Questi vanno a finanziare prevalentemente progetti già avviati e poi altri nuovi. Noi diciamo: nei bandi in corso ci sono progetti che sono stati ritenuti idonei ma non finanziati perché non c’è più capienza. Siccome FdI e Lega continuano a dire che alcune opere non si potranno realizzare — a proposito, stiamo ancora aspettando di sapere quali! — anziché restituire quei soldi, destiniamoli ai progetti per il contrasto al dissesto idrogeologico che non sono stati finanziati. Siamo in presenza di un’emergenza strutturale che sarebbe sbagliato affrontare con la logica dell’urgenza: serve invertire il paradigma, fare prevenzione».

Tuttavia ci sono delle scadenze da rispettare: così non si rischia di perdere fondi già assegnati?
«È il governo che ha deciso di rinegoziare il piano con l’Ue. E allora ne approfitti sia per rimodulare le risorse, utilizzando sino in fondo la flessibilità, sia per snellire e velocizzare le procedure. In Italia abbiamo tantissime strutture sul fronte del coordinamento dell’emergenza — a livello provinciale, regionale e nazionale — che andrebbero razionalizzate».

La vostra proposta qual è?
«Serve una forte struttura centrale che dia impulso e sovrintenda a tutti gli interventi, in un’ottica di prevenzione per il Paese. Ma soprattutto sbloccare tutte le risorse extra-Pnrr che il governo tiene chiuse colpevolmente in un cassetto».

A quale risorse si riferisce?
«Ai fondi di coesione della programmazione 2021-2027 e quelli del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico. Parecchi miliardi, che le regioni e gli enti locali potrebbero utilizzare subito. Fitto, invece di dire solo dei no, si dia una mossa».

Anche sul fronte dell’emergenza in Emilia-Romagna?
«A partire da quella. Occorrono fondi per ripristinare le strade, per ristori e ricostruzione: su questo siamo pronti a collaborare in Parlamento. In più alcuni comuni chiedono una proroga sulle scadenze dei bandi Pnrr. Va fatta subito per evitare che subiscano oltre al danno la beffa».