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Alluvione, un decreto tampone da 20 milioni. Poi caccia ai fondi

(agf)

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Sarà definita l’area colpita e sospese le scadenze fiscali e giudiziarie fino a fine anno. Il Tesoro a caccia di un miliardo per ricostruzione e ristori
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ROMA - Il perimetro degli aiuti lo fissa Giorgia Meloni, da Hiroshima. Al Consiglio dei ministri di martedì mattina, dice la premier, "serviranno iniziative di prima necessità". Non è un problema di soldi: i tecnici del ministero dell’Economia stanno comunque cercando fino a un miliardo, tra le pieghe del bilancio. Il tema è il metodo. Dettato dall’acqua che non si è ancora ritirata dalle fabbriche e dai campi, oltre che dalle case. Impossibile fare una stima ufficiale dei danni in quattro giorni, al massimo si arriverà a definire un bilancio molto provvisorio - è il ragionamento che si fa a Palazzo Chigi.

È la pioggia che continua a cadere la linea …

ROMA - Il perimetro degli aiuti lo fissa Giorgia Meloni, da Hiroshima. Al Consiglio dei ministri di martedì mattina, dice la premier, "serviranno iniziative di prima necessità". Non è un problema di soldi: i tecnici del ministero dell’Economia stanno comunque cercando fino a un miliardo, tra le pieghe del bilancio. Il tema è il metodo. Dettato dall’acqua che non si è ancora ritirata dalle fabbriche e dai campi, oltre che dalle case. Impossibile fare una stima ufficiale dei danni in quattro giorni, al massimo si arriverà a definire un bilancio molto provvisorio - è il ragionamento che si fa a Palazzo Chigi.

È la pioggia che continua a cadere la linea rossa che divide la gestione dell’emergenza dalla ricostruzione. Ecco perché si procederà subito con un decreto “tampone”, dando priorità alla sospensione di tasse e contributi, ma anche alle garanzie pubbliche per i finanziamenti alle imprese. Accompagnato, come confermato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, da un’estensione dello stato di emergenza. Dentro la provincia di Rimini; servirà invece più tempo per valutare se includere anche i Comuni della Toscana e delle Marche colpiti dal maltempo.

Il perimetro della zona rossa e quello dei sostegni economici coincidono. È la logica del cratere, lo schema adottato per la ricostruzione post terremoto nel Centro Italia: quindi individuare con precisione i territori danneggiati per definire con precisione la platea dei beneficiari degli aiuti, evitando così di disperdere le risorse. Per questo il lavoro al Tesoro viene definito «chirurgico».

Anche sulle cifre c’è prudenza. Non a caso la premier ha parlato di 20 milioni, il miliardo da trovare al momento non c’è. Ma la disponibilità è un tema secondario rispetto alle scelte. Che a ieri sera erano concentrate su poche misure, tutte con l’etichetta dell’emergenza. Poche, ma non per questo poco onerose perché l’alluvione ha colpito un centinaio di Comuni, in una Regione ad alta intensità abitativa.

Nel decreto sarà previsto il congelamento (l’ipotesi è fino al 31 dicembre) dei versamenti erariali e tributari, dall’Imu all’Iva. La sospensione riguarderà anche gli adempimenti societari e i processi. Oltre al pacchetto fiscale, sono attese le misure per facilitare l’accesso al credito: sarà incrementata la garanzia del Fondo centrale per le imprese, oggi tra il 60 e l’80%. Allo studio del ministero dei Trasporti anche uno stanziamento immediato, di almeno 1,5 milioni, che Matteo Salvini vuole destinare alla messa in sicurezza di alcune strade.

Per i sostegni “strutturali” bisognerà aspettare la conta dei danni. E sempre sul medio-lungo periodo, il governo ha preso un’altra decisione: non incrementerà la dote del Pnrr dedicata al contrasto del dissesto idrogeologico, come ha proposto la segreteria del Pd Elly Schlein. Dopo il no del ministro con la delega al Piano Raffaele Fitto è arrivata la contrarietà di Salvini. E anche il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, casacca dem, si è mostrato tiepido. Prima il cerotto all’emergenza.


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