ROMA - Il perimetro degli aiuti lo fissa Giorgia Meloni, da Hiroshima. Al Consiglio dei ministri di martedì mattina, dice la premier, "serviranno iniziative di prima necessità". Non è un problema di soldi: i tecnici del ministero dell’Economia stanno comunque cercando fino a un miliardo, tra le pieghe del bilancio. Il tema è il metodo. Dettato dall’acqua che non si è ancora ritirata dalle fabbriche e dai campi, oltre che dalle case. Impossibile fare una stima ufficiale dei danni in quattro giorni, al massimo si arriverà a definire un bilancio molto provvisorio - è il ragionamento che si fa a Palazzo Chigi.
ROMA - Il perimetro degli aiuti lo fissa Giorgia Meloni, da Hiroshima. Al Consiglio dei ministri di martedì mattina, dice la premier, "serviranno iniziative di prima necessità". Non è un problema di soldi: i tecnici del ministero dell’Economia stanno comunque cercando fino a un miliardo, tra le pieghe del bilancio. Il tema è il metodo. Dettato dall’acqua che non si è ancora ritirata dalle fabbriche e dai campi, oltre che dalle case. Impossibile fare una stima ufficiale dei danni in quattro giorni, al massimo si arriverà a definire un bilancio molto provvisorio - è il ragionamento che si fa a Palazzo Chigi.
Anche sulle cifre c’è prudenza. Non a caso la premier ha parlato di 20 milioni, il miliardo da trovare al momento non c’è. Ma la disponibilità è un tema secondario rispetto alle scelte. Che a ieri sera erano concentrate su poche misure, tutte con l’etichetta dell’emergenza. Poche, ma non per questo poco onerose perché l’alluvione ha colpito un centinaio di Comuni, in una Regione ad alta intensità abitativa.
Nel decreto sarà previsto il congelamento (l’ipotesi è fino al 31 dicembre) dei versamenti erariali e tributari, dall’Imu all’Iva. La sospensione riguarderà anche gli adempimenti societari e i processi. Oltre al pacchetto fiscale, sono attese le misure per facilitare l’accesso al credito: sarà incrementata la garanzia del Fondo centrale per le imprese, oggi tra il 60 e l’80%. Allo studio del ministero dei Trasporti anche uno stanziamento immediato, di almeno 1,5 milioni, che Matteo Salvini vuole destinare alla messa in sicurezza di alcune strade.
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