Servono 5 miliardi: la conta dei danni tra campi, aziende, strade e turismo
di Marco BertazziCERVIA - Le campagne romagnole in questi giorni sembrano sconfinate risaie. Solo che dall’acqua emergono vigne, peri, pesche nettarine o piante di kiwi. Poi c’è tutto quello che invece non emerge proprio come il grano, le patate o le bietole. Il conto dei danni provocati dall’alluvione non può che partire dai campi dove le piante stanno soffocando. Consapevoli però che alla somma finale bisogna aggiungere strade interrotte e ponti crollati, i capannoni allagati, i macchinari danneggiati, le aziende che lavorano a ritmo ridotto e gli alberghi, che stanno ricevendo disdette per le vacanze. Oltre che i cumuli di rifiuti riemersi dalle case allagate.
CERVIA - Le campagne romagnole in questi giorni sembrano sconfinate risaie. Solo che dall’acqua emergono vigne, peri, pesche nettarine o piante di kiwi. Poi c’è tutto quello che invece non emerge proprio come il grano, le patate o le bietole. Il conto dei danni provocati dall’alluvione non può che partire dai campi dove le piante stanno soffocando. Consapevoli però che alla somma finale bisogna aggiungere strade interrotte e ponti crollati, i capannoni allagati, i macchinari danneggiati, le aziende che lavorano a ritmo ridotto e gli alberghi, che stanno ricevendo disdette per le vacanze. Oltre che i cumuli di rifiuti riemersi dalle case allagate.
Gli agricoltori sono i più preoccupati. Secondo Coldiretti l’alluvione ha compromesso produzioni che valgono 1,5 miliardi e sono andati persi 400 milioni di chili di grano, ma la raccolta della frutta è danneggiata per almeno 4-5 anni perché molte piante andate in asfissia radicale andranno espiantate. Coldiretti calcola 5mila imprese agricole colpite e 50mila posti di lavoro a rischio. "Ripiantare un frutteto costa 50mila euro all’ettaro, per un vigneto ce ne vogliono 40mila - calcola Andrea Betti, vicepresidente di Confagricoltura Emilia-Romagna - Secondo me potremmo arrivare ai 2,5 miliardi di danni solo per l’agricoltura".
A tutto questo si aggiungono le difficoltà di rifornimento: Caviro a Forlì non ha subìto danni ma imbottiglia un milione di brick e bottiglie al giorno, che però devono arrivare, mentre Orogel attende i prodotti da surgelare e Amadori i mangimi per i polli. Ma con le strade interrotte si rischiano rallentamenti.
Infine, l’industria. "Serviranno giorni per la stima dei danni - sottolinea Annalisa Sassi, presidente di Confindustria Emilia-Romagna - Per questo chiediamo ammortizzatori sociali, tassi agevolati per le spese urgenti, la sospensione delle imposte e la deroga al regime Ue di aiuto alle imprese". Per farsi un’idea dei danni patiti dalle famiglie basta invece farsi un giro per Bagnacavallo, Cesena, Faenza o Forlì: davanti alle case ci sono tonnellate di rifiuti, mobili ed elettrodomestici da buttare.
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