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Ecco dove sono i 9 miliardi del Pnrr contro il dissesto che Meloni non vede

(ansa)
La premier: "Ho sentito dire cose inesatte, ho sentito parlare di nove miliardi". Nelle 273 pagine del Piano di ripresa e resilienza i fondi per la tutela del territorio. In tutto 9 miliardi
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ROMA - Parla di "cose inesatte" Giorgia Meloni, quando al termine del sopralluogo in Emilia-Romagna si sofferma sui fondi del Pnrr contro il dissesto idrogeologico. "Sul Pnrr - dice - ho sentito dire cose inesatte, ho sentito parlare di nove miliardi; le risorse che il Pnrr destina a queste fattispecie viaggiano intorno ai due miliardi e mezzo". Di nove miliardi, la maggior parte dei quali rimasti sulla carta, aveva parlato ieri Repubblica, per spiegare perché il governo, come ha ribadito la premier, non intende incrementare la dote da destinare alla tutela del territorio, rigettando così la proposta avanzata dalla segretaria del Pd Elly Schlein. Basta scorrere le 273 pagine del Piano di ripresa e resilienza per capire perché i fondi ammontano in tutto a nove miliardi e non a due e mezzo, come sostiene la premier. E anche a Bruxelles, secondo quanto si apprende da fonti comunitarie, si parla di nove miliardi, con l'aggiunta di un messaggio …

ROMA - Parla di "cose inesatte" Giorgia Meloni, quando al termine del sopralluogo in Emilia-Romagna si sofferma sui fondi del Pnrr contro il dissesto idrogeologico. "Sul Pnrr - dice - ho sentito dire cose inesatte, ho sentito parlare di nove miliardi; le risorse che il Pnrr destina a queste fattispecie viaggiano intorno ai due miliardi e mezzo". Di nove miliardi, la maggior parte dei quali rimasti sulla carta, aveva parlato ieri Repubblica, per spiegare perché il governo, come ha ribadito la premier, non intende incrementare la dote da destinare alla tutela del territorio, rigettando così la proposta avanzata dalla segretaria del Pd Elly Schlein. Basta scorrere le 273 pagine del Piano di ripresa e resilienza per capire perché i fondi ammontano in tutto a nove miliardi e non a due e mezzo, come sostiene la premier. E anche a Bruxelles, secondo quanto si apprende da fonti comunitarie, si parla di nove miliardi, con l'aggiunta di un messaggio indirizzato all'esecutivo: i soldi ci sono, spendeteli o li perderete.

Sui nove totali, 2,49 miliardi sono riservati a "misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico". Sono le risorse a cui fa riferimento la presidente del Consiglio e sono soldi che servono a realizzare interventi strutturali per mettere in sicurezza il territorio dalle frane, ma anche per ridurre il rischio di allagamento, oltre a misure non strutturali, "focalizzate sul mantenimento del territorio".

L'obiettivo, come si legge nel Pnrr, è mettere in sicurezza 1,5 milioni di persone oggi a rischio. La maggior parte dei progetti che fanno riferimento a queste risorse sono "in essere", cioè già esistenti: in pratica si stanno spostando le risorse dal Fondo di sviluppo e coesione e dal bilancio nazionale al Pnrr. Per questo Meloni dice che "in alcuni casi le risorse sono già mobilitate su progetti esistenti e devono essere spese entro il 2026". Ma una "fetta" dei 2,49 miliardi, pari a 800 milioni, fa riferimento a nuovi progetti. Nuovo o vecchio poco cambia: la spesa va a rilento, le infrastrutture leggere non si vedono sui territorio. E per il governo le cose si complicano perché è già a rischio l'obiettivo, fissato dal Pnrr per il 31 dicembre, che prevede di "completare l'aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici".

I fondi del Piano di ripresa e resilienza destinati alla messa in sicurezza del territorio, però, non finiscono qui. Missione 2, investimento 2.2, componente 4 del Piano. L'investimento, gestito dal ministero dell'Interno, "ha tra i suoi obiettivi la prevenzione e il contrasto degli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni di dissesto idrogeologico e sulla vulnerabilità del territorio". In tutto sei miliardi. Destinati all'efficienza energetica dell'illuminazione e degli edifici pubblici, ma anche alla "messa in sicurezza del territorio contro il rischio idrogeologico". Un altro passaggio relativo all'investimento: "Verrà messo in sicurezza tutto il territorio, migliorata la sicurezza degli edifici, come ad esempio le scuole, adeguandoli alle norme più recenti". Sommando i 2,49 miliardi di cui parla Meloni ai 6 miliardi previsti da questo investimento si arriva a 8,5 miliardi. Altri 500 milioni sono gestiti dal dicastero dell'Ambiente per realizzare un sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione. Il totale fa 9 miliardi.