L'incertezza sul debito Usa innervosisce il mercato dei titoli di Stato Usa
di Giovanni PonsMILANO - Mancano 10 giorni al primo giugno, data limite entro cui deve arrivare l'accordo al Congresso Usa per alzare il tetto al debito pubblico, e sui mercati cominciano a serpeggiare segnali di nervosismo. C'è da dire che in passato ci si è già trovati in situazioni simili e all'ultimo momento i timori sono rientrati attraverso accordi bipartisan che hanno placato le previsioni più nefaste. Nel dicembre 2021, luglio 2019, febbraio 2018, il Congresso americano si è trovato nella situazione di dover alzare il tetto al debito, che ormai è arrivato a 31,4 trilioni di dollari, ed è sempre riuscito a trovare un accordo in extremis spazzando via i timori di un crollo dei mercati finanziari. Solo nel 2011, ai tempi di Barack Obama, si registrò una grave conseguenza: l'agenzia di rating Standard & Poors declassò il debito americano da AAA a AA+ con una conseguenza perdita di credibilità sui mercati. Ne…
MILANO - Mancano 10 giorni al primo giugno, data limite entro cui deve arrivare l'accordo al Congresso Usa per alzare il tetto al debito pubblico, e sui mercati cominciano a serpeggiare segnali di nervosismo. C'è da dire che in passato ci si è già trovati in situazioni simili e all'ultimo momento i timori sono rientrati attraverso accordi bipartisan che hanno placato le previsioni più nefaste. Nel dicembre 2021, luglio 2019, febbraio 2018, il Congresso americano si è trovato nella situazione di dover alzare il tetto al debito, che ormai è arrivato a 31,4 trilioni di dollari, ed è sempre riuscito a trovare un accordo in extremis spazzando via i timori di un crollo dei mercati finanziari. Solo nel 2011, ai tempi di Barack Obama, si registrò una grave conseguenza: l'agenzia di rating Standard & Poors declassò il debito americano da AAA a AA+ con una conseguenza perdita di credibilità sui mercati. Nel 2011 Biden era il vice di Obama e si ricorda bene di quella situazione, dunque oggi si sta battendo per evitarla.
Se una soluzione non viene trovata al più presto potrebbero verificarsi conseguenze sui mercati difficili da prevedere. Qualche segnale si è già manifestato, per esempio il forte aumento dell'assicurazione contro il default del debito Usa, il cosiddetto Credit default swap, che nelle ultime settimane è cresciuto notevolmente fino ad arrivare a prezzare più di 50 volte il costo della stessa assicurazione per il debito della Germania. Se si oltrepassasse la data del primo giugno senza un accordo ciò significherebbe che lo stato americano non sarebbe in grado di far fronte a tutti i suoi pagamenti, dagli interessi sui titoli di stato, ai creditori commerciali, agli assegni sul welfare e l'assistenza sanitaria. Insomma, la gravità delle conseguenze può variare di molto a seconda di quanto tempo si passa senza un accordo sul rialzo del tetto, più questo periodo è lungo più i danni saranno seri. In pratica in assenza di un accordo le probabilità per l'economia Usa di finire in recessione aumentano terribilmente.
L'andamento dei Treasury Bill (titoli di Stato americani) che scadono ai primi di giugno, con rendimenti in rialzo di 0,6 punti percentuali in più di quelli che scadono a luglio, rivela che il mercato crede che si possa verificare un mancato pagamento per alcuni di quei titoli. Ma il fatto che i rendimenti dei bond che scadono in agosto e settembre siano leggermente più alti di quelli di luglio indica che il mercato non crede vi possa essere una crisi prolungata. Insomma i prezzi dicono che una turbolenza a giugno è possibile ma che si rientrerà nella normalità in breve tempo.
Il problema è politico, non finanziario, il mercato sarebbe pronto a comprare tutti i titoli che il Tesoro americano fosse pronto a emettere per far fronte ai suoi pagamenti, ma è la Costituzione che obbliga il Congresso ad autorizzare il superamento del limite al nuovo debito. Un default anche limitato, però, potrebbe portare a un declassamento del merito di credito e per questa via aumentare il costo del debito per l'amministrazione Usa e dunque, in ultima istanza, per i cittadini.
Per il momento il mercato azionario e quello dei bond al di fuori dei Treasury non hanno reagito alla possibilità di un default del debito americano. Ma è ovvio che più ci si avvicina a quella data e più le preoccupazioni si faranno sentire, con possibili discese delle Borse ma che potrebbero risultare una occasione d'acquisto se veramente le preoccupazioni sul debito dovessero poi rientrare a breve.