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Ansaldo Energia riparte da Cdp, in uscita Shanghai Electric

La Cassa sosterrà da sola l'aumento di capitale da 580 milioni portando alla probabile diluizione del socio cinese. Resta il problema del debito
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GENOVA - Profondo rosso, ma anche la ripartenza grazie a 580 milioni di nuovo capitale da parte di Cdp. Ansaldo Energia chiude il 2022 con una perdita di 559 milioni di euro. Nessuna sorpresa, d'altra parte, visto il risultato del primo semestre, già ampiamente negativo (meno 442 milioni). L'azienda genovese stava già scontando allora una situazione complessa, resa ancora più critica dalle ripercussioni della guerra nell'Est Europa sul mercato dell'energia, in particolare su quello del gas, su cui aveva puntato gran parte del suo piano di sviluppo. Con una serie di commesse disdettate in breve tempo, il vertice si era visto costretto a cancellare il piano industriale, chiedendo soccorso agli azionisti per far fronte alle perdite.

Ieri, quindi, il cda non ha potuto che certificare l'andamento di un anno critico e tutti i passi successivi, fino a quello più importante, che sarà deciso dall'assemblea di giugno (19 in prima convo…

GENOVA - Profondo rosso, ma anche la ripartenza grazie a 580 milioni di nuovo capitale da parte di Cdp. Ansaldo Energia chiude il 2022 con una perdita di 559 milioni di euro. Nessuna sorpresa, d'altra parte, visto il risultato del primo semestre, già ampiamente negativo (meno 442 milioni). L'azienda genovese stava già scontando allora una situazione complessa, resa ancora più critica dalle ripercussioni della guerra nell'Est Europa sul mercato dell'energia, in particolare su quello del gas, su cui aveva puntato gran parte del suo piano di sviluppo. Con una serie di commesse disdettate in breve tempo, il vertice si era visto costretto a cancellare il piano industriale, chiedendo soccorso agli azionisti per far fronte alle perdite.

Ieri, quindi, il cda non ha potuto che certificare l'andamento di un anno critico e tutti i passi successivi, fino a quello più importante, che sarà deciso dall'assemblea di giugno (19 in prima convocazione, 26 in seconda), vale a dire la ricapitalizzazione da 580 milioni di euro. A sostenerla sarà soltanto l'attuale azionista di riferimento, Cassa Depositi e Prestiti attraverso la controllata Cdp Equity, titolare al momento dell'88 per cento del capitale, mentre con ogni probabilità si chiamerà fuori dall'operazione, e dal capitale, il titolare del rimanente 12, i cinesi di Shanghai Electric.

Per Cdp l'impegno finanziario sarà ancora più consistente, vista la necessità di doversi far carico anche della quota cinese, ma questo in prospettiva futura (con Cdp al 100%) potrebbe anche aprire a qualche nuovo scenario (apertura a soci di minoranza?). Si riparte quindi dal Piano Industriale 2022-2027 affidato alla cura del nuovo ad, Fabrizio Fabbri, che dal primo aprile ha sostituito Giuseppe Marino, facendo leva anche sul sostegno del sistema bancario che ha sottoscritto gli accordi di estensione al 2027 dei finanziamenti a medio-lungo termine e la nuova linea di credito assistita dalla garanzia Sace. Fondamentale, è stato il sì delle banche finanziatrici al piano di rilancio che poggia sulla power generation attraverso il core business del gas, ma anche su settori di business paralleli, come le fonti rinnovabili e il nucleare.

In una nota a corredo dei numeri del bilancio 2022, l'azienda genovese sottolinea come elementi negativi, oltre alla guerra, "le dinamiche di andamento dei prezzi delle materie prime e i costi di produzione in generale, con conseguente, significativa revisione al ribasso della marginalità dei progetti New Units già a portafoglio". Risultato, ordini ridotti rispetto al 2021, 898,4 milioni in gran parte riconducibili al service, e 4.1 miliardi di portafoglio. I ricavi sono arrivati a 1,237 miliardi, in calo di 253,9 milioni, l'Ebitda è negativo per 46,1 milioni (-206,5 rispetto al 2021), il risultato netto negativo per 559 milioni (contro l'utile di 32 del 2021) su cui pesano anche strategie che non hanno dato i risultati sperati e problemi gestionali.

L'indebitamento netto torna a superare il miliardo (1,048, in aumento di 193,3 milioni) e rappresenta un'altra grossa incognita sul futuro. L'aumento di capitale fa però pulizia di questa situazione pregressa, anche se bisogna capire se la pulizia sia totale oppure vada ancora completata. Di certo, però, dopo le tensioni degli ultimi mesi e le proteste dei lavoratori in difesa dell'azienda, oggi il segnale che si manda al mercato è che l'azienda è viva e farà di tutto per rilanciarsi, a cominciare dalle turbine a gas,