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Il monito Ue all'Italia: conti pubblici a rischio di procedura. Preoccupano i ritardi sul Pnrr

(ansa)
Le raccomandazioni di Bruxelles accendono il faro su debito e deficit italiani. Per il momento il Patto di Stabilità è sospeso, ma dall'anno prossimo scatteranno gli obblighi. Dubbi sulla flat tax, torna il pressing sulla riforma del Catasto. Gentiloni: "Le richieste di revisionie del Recovery vanno fatte al più presto, saremo flessibili"
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BRUXELLES - L'Italia rischia la procedura d'infrazione già il prossimo anno. Per debito e deficit eccessivo. La Commissione Ue ha presentato oggi le raccomandazioni di primavera per i 27 Stati membri. E per il nostro Paese è già stata accesa la luce rossa. Non per quest'anno, visto che il Patto di Stabilità è ancora sospeso, ma per il prossimo. E si tratta di un avvertimento senza mezzi termini. Che si basa sulle previsioni fornite fino ad ora e sulle prospettive nel breve periodo. Troppo debito e troppo deficit. Con tanti lati oscuri: a cominciare dai "ritardi" sul Pnrr e sulla scarsa capacita di affrontare i problemi. Ad esempio il cuneo fiscale che nonostante i provvedimenti di recente sbandierati dal governo Meloni, per Bruxelles è rimasto sostanzialmente inalterato. L'Italia dovrebbe contenere la spesa primaria e ridurre il saldo almeno dello 0,7 per cento il prossimo anno. E poi intervenire sul lavoro e sul fi…

BRUXELLES - L'Italia rischia la procedura d'infrazione già il prossimo anno. Per debito e deficit eccessivo. La Commissione Ue ha presentato oggi le raccomandazioni di primavera per i 27 Stati membri. E per il nostro Paese è già stata accesa la luce rossa. Non per quest'anno, visto che il Patto di Stabilità è ancora sospeso, ma per il prossimo. E si tratta di un avvertimento senza mezzi termini. Che si basa sulle previsioni fornite fino ad ora e sulle prospettive nel breve periodo. Troppo debito e troppo deficit. Con tanti lati oscuri: a cominciare dai "ritardi" sul Pnrr e sulla scarsa capacita di affrontare i problemi. Ad esempio il cuneo fiscale che nonostante i provvedimenti di recente sbandierati dal governo Meloni, per Bruxelles è rimasto sostanzialmente inalterato. L'Italia dovrebbe contenere la spesa primaria e ridurre il saldo almeno dello 0,7 per cento il prossimo anno. E poi intervenire sul lavoro e sul fisco. Sul Pnrr il Commissario Paolo Gentiloni ha chiarito la posizione di Bruxelles: "L’Italia è in termini assoluti il primo beneficiario del Recovery quindi per noi è molto importante questa cooperazione. Per ora non vediamo significativi ritardi accumulati e il fatto che stiamo finalizzando la nostra valutazione sulla terza rata non significa che il piano sia rimasto indietro. Ma chiediamo decisamente uno sforzo perchè sappiamo che adesso sta arrivando, nel 2023 e nel 2024, la parte più difficile del piano, non solo per l’Italia ma anche per gli altri Paesi. Se servono cambiamenti al Pnrr siamo pronti a discuterne in un modo molto costruttivo e con flessibilità ma questo deve avvenire al più presto"

Alto debito e bassa produttività: Italia verso la procedura

"La Commissione - si legge nel documento - ha dichiarato che avrebbe proposto al Consiglio di avviare procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2024, sulla base dei dati relativi ai risultati per il 2023. L'Italia dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del suo bilancio 2023 e nella preparazione del documento programmatico di bilancio per il 2024". Secondo l'esecutivo europeo, infatti, il nostro Paese "presenta squilibri macroeconomici eccessivi". Palazzo Berlaymont non nasconde "alcuni miglioramenti" ma nello stesso tempo evidenza la persistenza di "vulnerabilità legate all'elevato debito pubblico e alla debole crescita della produttività". Si tratta di debolezze "di lunga data" che "si sono leggermente attenuate negli ultimi anni, ma rimangono significative e non si prevede che si attenuino rapidamente". A cosa fanno riferimento i commissari? Alla bassa crescita della produttività che rallenta la riduzione del debito pubblico, intacca le opportunità di lavoro e incide sui bilanci delle banche. In Italia, con Francia e Finladia, "il debito lordo delle amministrazioni pubbliche non ha rispettato il parametro di riferimento per la riduzione", scrive la Commissione, e "ciò fornisce una prova, a prima vista, dell'esistenza di un disavanzo eccessivo sulla base del criterio del debito in questi tre Stati membri".

Il Pnrr è "da assorbire"

Per questo, Bruxelles invita a "garantire una politica di bilancio prudente", in particolare limitando l'aumento della spesa primaria a non più dell'1,3%. La Commissione, in ogni caso, terrà conto degli extra-costi per le alluvioni romagnole: "Alla luce delle devastanti alluvioni che hanno colpito l'Italia nel maggio 2023, il costo del sostegno di emergenza diretto relativo a tali alluvioni sarà preso in considerazione nelle successive valutazioni di conformità e sarà in linea di principio considerato una misura una tantum e temporanea", si legge nelle raccomandazioni.

Nelle quali, comunque, si invita a "preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e assicurare l'effettivo assorbimento delle sovvenzioni del Pnrr e di altri fondi dell'UE, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale". Tra gli obiettivi, ci dovrebbe essere anche quello di "ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e rendere il sistema fiscale più efficiente adottando e attuando debitamente la legge delega sulla riforma fiscale, preservando nel contempo la progressività del sistema fiscale" e "allineare i valori catastali con i valori correnti di mercato".

Qualche preoccupazione riguarda anche il settore finanziario perché "le banche sono ancora significativamente esposte al debito sovrano". Sebbene la "priorità politica" resti l'attuazione del Pnrr. "L'Italia - si legge ancora - si trova ad affrontare sfide che, oltre a una continua e forte attuazione del Piano di Riforme e Resilienza, beneficerebbero di ulteriori sforzi politici, in particolare nei settori della fiscalità, del quadro fiscale e dei sistemi pensionistici, nonché nei settori della demografia, del mercato del lavoro e dell'energia. Anzi, andrebbero eliminate le misure a sostegno dell'energia che valgono l'1 per cento del Pil.

I dubbi sulla Flat tax

Secondo la Commissione, "l'Italia avrebbe bisogno di un aumento medio annuo del saldo primario strutturale in percentuale del PIL di 0,85 punti percentuali per conseguire una riduzione plausibile del debito o garantire che il debito pubblico sia mantenuto a livelli prudenti nel medio termine". Obiettivo al momento non previsto dal governo Meloni. Con buona pace della propaganda costruita dal governo italiano sul recente provvedimento, la Commissione avverte che "il cuneo fiscale dell'Italia sul lavoro è rimasto elevato a tutti i livelli di reddito rispetto ad altri Stati membri dell'Ue, nonostante la riduzione delle imposte sul reddito delle persone fisiche attuata nel 2022". Nello stesso tempo, la famosa "flat tax" salviniana "solleva preoccupazioni circa l'equità e l'efficienza del sistema fiscale".

Il monito più pesante riguarda poi il Pnrr. Su cui i dubbi di Bruxelles ormai sono espliciti e manifesti. "L'attuazione del piano italiano per la ripresa e la resilienza è in corso - scrive la Commissione - tuttavia con un crescente rischio di ritardi: procedere rapidamente all'attuazione del piano e alla negoziazione della sua modifica è essenziale data la natura temporanea del dispositivo per la ripresa e la resilienza in vigore fino al 2026". Nel rapporto, si sottolinea quindi l'importanza di rafforzare la capacità amministrativa, in particolare a livello locale, per onorare gli impegni del piano, mentre un quadro di governance efficace e pienamente operativo rimane fondamentale per un'attuazione agevole e tempestiva del piano. Continua ad essere fondamentale individuare tempestivamente i potenziali ritardi e i problemi di attuazione e adottare misure tempestive per affrontarli".