L'allarme di Stiglitz sui tassi: "Le banche centrali rischiano di mandarci in recessione"
di Eugenio Occorsio"Le banche centrali stanno aggravando la situazione e rischiando di mandarci tutti in recessione con la loro politica aggressiva sui tassi". Joseph Stiglitz, ottant'anni di battaglie. Con una lectio magistralis appassionata e priva di diplomazie inutili, il premio Nobel dell'economia (l'ha vinto nel 2001), guru della Columbia University di New York, ha calamitato l'attenzione di docenti e studenti della Cattolica di Milano che l'ha invitato per festeggiare il suo genetliaco. "L'inflazione attuale, che peraltro sta già calando (venerdì ci sarà il dato su quella americana, ndr) non è dovuta a un eccesso di domanda, né in America né in Europa. A provocarla sono viceversa i problemi dell'offerta: le strozzature nella catena commerciale per gli Stati Uniti, il costo dell'energia in Europa. Due fattori che si stanno entrambi risolvendo, eppure né la Fed né la Bce sembrano volersi fermare n…
"Le banche centrali stanno aggravando la situazione e rischiando di mandarci tutti in recessione con la loro politica aggressiva sui tassi". Joseph Stiglitz, ottant'anni di battaglie. Con una lectio magistralis appassionata e priva di diplomazie inutili, il premio Nobel dell'economia (l'ha vinto nel 2001), guru della Columbia University di New York, ha calamitato l'attenzione di docenti e studenti della Cattolica di Milano che l'ha invitato per festeggiare il suo genetliaco. "L'inflazione attuale, che peraltro sta già calando (venerdì ci sarà il dato su quella americana, ndr) non è dovuta a un eccesso di domanda, né in America né in Europa. A provocarla sono viceversa i problemi dell'offerta: le strozzature nella catena commerciale per gli Stati Uniti, il costo dell'energia in Europa. Due fattori che si stanno entrambi risolvendo, eppure né la Fed né la Bce sembrano volersi fermare né tantomeno recedere nel loro cammino al rialzo dei tassi: il risultato è di mortificare la domanda delle famiglie e gli investimenti delle imprese, aggravando di mese in mese il pericolo di una recessione".
Il focus sulle disuguaglianze
Il cuore della conferenza di Stiglitz è stato però dedicato alle diseguaglianze, "un problema al quale ho dedicato la maggior parte delle mie energie negli ultimi decenni", che sono oggi aggravate dalla stessa inflazione "nonché dalla mancanza di attenzione alle classi più umili da parte dei governi e anche della maggioranza degli economisti, che inspiegabilmente continuano a credere nelle teorie neoliberiste, nel libero mercato e nella sua "mano invisibile" di cui parlava Adam Smith che però non risolve niente per il semplice motivo che non esiste". Esiste viceversa, insiste Stiglitz, la necessità che gli Stati si facciano carico dei problemi della popolazione in modo concreto e determinante, "altrimenti saremo sempre più vittime del populismo nazionalista che sfocia nel fascismo".
Non è vero neanche, ha puntualizzato il premio Nobel, "che una società moderna deve accettare un certo grado di disuguaglianze, quasi fossero un aspetto dell'ordine sociale. È vero il contrario: una società che si prende carico degli ultimi e li porta a un livello di vita accettabile, è una società con molto maggiori possibilità di crescita". Lo stesso discorso vale per la lotta al cambiamento climatico: "Quanto più un Paese investirà nelle iniziative di risanamento ambientale, tanto più ne trarrà benefici anche in termini economici oltre che sociali e umani".
Parole che dette in Italia assumono in questo momento un significato tutto particolare. Così come le sue frasi a proposito dei migranti, problema cruciale in Europa ma anche in America: "La parola d'ordine dev'essere integrazione, senza stare a fare troppe distinzioni fra migranti economici, profughi o quant'altro: uno che viene dalla Libia o da un Paese dove è forte il cambiamento climatico, come lo definiamo? E come possiamo fargli mancare il nostro aiuto?" Sono tutti temi che Stiglitz ha inserito nel suo prossimo libro che ha annunciato alla Cattolica, di imminente pubblicazione in America, "Freedom and liberty", solo in apparenza un'omonimia.
"Ancora critico su euro, ma Eurobond sono stati una risposta costruttiva"
Infine, l'Europa, altro cavallo di battaglia di Stiglitz da molti anni. "Una volta ho scritto un libro, "L'euro", in cui criticavo aspramente la moneta unica e le scelte draconiane per salvarla. Intendiamoci, le mie critiche sulla gestione della crisi greca e sull'austerity selvaggia che impose restano le stesse: sono stato recentemente in Grecia e ho scoperto che, mettendo insieme i principali indicatori economici, il Paese è più povero del 70% da quei giorni dell'inizio del passato decennio". Altrettanto netta è ancora la critica alla Germania "quando tiene duro su quei numeretti causali sul deficit e sul debito". Però, ultimamente il professore ha scorto una luce: "Gli eurobond sono stati per la prima volta una risposta corale, costruttiva e di buon senso alla crisi pandemica. Spero solo che questa formula si ripeta".