Covid, la Corte Ue boccia gli aiuti italiani alle compagnie aeree
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - I 130 milioni di aiuti alle compagnie aeree italiane stanziati alla fine del 2020 sono illegittimi. Lo ha deciso la Corte di Giustizia Ue che ha emesso stamattina la sua sentenza sulla base di un ricorso presentato da Ryanair.
I sussidi vennero emessi dal governo Conte durante la Pandemia Covid e furono approvati dalla Commissione europea. Secondo i magistrati, l'esecutivo europeo non ha in particolare motivato perché questi aiuti potessero essere considerati compatibili con la normativa che nega gli aiuti di Stato.
Nel provvedimento con cui la Commissione europea ha avallato i sussidi, una delle condizioni di ammissibilità consisteva nell'applicazione ai dipendenti delle compagnie italiane di un trattamento retributivo pari o superiore a quello minimo stabilito dal contratto collettivo nazionale applicabile al settore del trasporto aereo, concluso dalle organizzazioni datoriali e sindacali considerate come le piu rappresentative a livello nazionale…
BRUXELLES - I 130 milioni di aiuti alle compagnie aeree italiane stanziati alla fine del 2020 sono illegittimi. Lo ha deciso la Corte di Giustizia Ue che ha emesso stamattina la sua sentenza sulla base di un ricorso presentato da Ryanair.
I sussidi vennero emessi dal governo Conte durante la Pandemia Covid e furono approvati dalla Commissione europea. Secondo i magistrati, l'esecutivo europeo non ha in particolare motivato perché questi aiuti potessero essere considerati compatibili con la normativa che nega gli aiuti di Stato.
Nel provvedimento con cui la Commissione europea ha avallato i sussidi, una delle condizioni di ammissibilità consisteva nell'applicazione ai dipendenti delle compagnie italiane di un trattamento retributivo pari o superiore a quello minimo stabilito dal contratto collettivo nazionale applicabile al settore del trasporto aereo, concluso dalle organizzazioni datoriali e sindacali considerate come le piu rappresentative a livello nazionale.
Ma, a giudizio della Corte, la Commissione aveva deciso di non sollevare obiezioni nei riguardi della misura in questione, con la motivazione che la stessa era compatibile con il mercato interno, senza le opportune verifiche su quel punto specifico.
"Una decisione di non avviare il procedimento d'indagine formale in relazione ad un aiuto notificato - si legge nella sentenza - deve contenere le ragioni per le quali la Commissione ritiene che non sussistano serie difficolta di valutazione della compatibilita dell'aiuto considerato con il mercato interno. Anche se una motivazione succinta e sufficiente su tale punto, essa deve far apparire in modo chiaro e inequivocabile le ragioni per le quali la Commissione ha ritenuto di non essere in presenza di simili difficolta".