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Pnrr, Freni: "Siamo nei tempi previsti, entro luglio avremo il nuovo Piano"

ll sottosegretario all'Economia Federico Freni dopo l'allarme di Bruxelles sui ritardi: "La revisione è in linea con quanto concordato con l'Europa". Per il mancato incasso della terza rata "non vedo un problema di liquidità"
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ROMA - "La revisione del Pnrr è perfettamente in linea con quanto concordato con l’Europa", assicura il sottosegretario all’Economia Federico Freni dopo l’allarme di Bruxelles. Che aggiunge: "Entro luglio invieremo un nuovo Piano, senza stravolgere quello attuale".

La Commissione europea è stata perentoria: "C’è un rischio crescente di ritardi". Come pensate di rimediare?
"Rivedremo i progetti seguendo le indicazioni concordate con Bruxelles. Riallocare le risorse su quelli effettivamente realizzabili è uno sforzo enorme, ma incanalare oggi la programmazione in modo corretto è l’unico modo per garantire domani una spesa fluida".

Ma come?
"Facendo uso del principio di realtà: la macchina non può essere messa in moto e lasciata al suo destino. Il pilota automatico non esiste. Inutile negare i ritardi, inutile cercare ad ogni costo le colpe: ma se non vogliamo accumularne ancora dobbiamo, anzitutto, rivedere i meccanismi di spesa. Insomma, per restare nel mondo dei motori, il pit stop costa in termini di tempo, ma garantisce prestazioni migliori alla macchina".

La revisione, però, ancora non si vede. Quando invierete le modifiche a Bruxelles?
"Quando avremo la certezza che le gomme scelte sono quelle giuste. In ogni caso entro luglio e d’intesa con l’Europa".

I ministeri sono reticenti nell’indicare i progetti irrealizzabili. Alla fine questa revisione sarà uno stravolgimento o un ritocco?
"Nessuna reticenza, solo la giusta prudenza: non siamo il governo che disfa il lavoro di chi ci ha preceduto solo per dimostrare che siamo in grado di costruire un nostro Pnrr. Quindi nessuno stravolgimento, solo una necessaria attualizzazione del Piano agli effetti macroeconomici della guerra ed alle dinamiche dei prezzi. La parola d’ordine è ottimizzare, non stravolgere".

Come utilizzerete le risorse che si ricaveranno dai progetti che saranno definanziati o spostati altrove?
"L’obiettivo è concentrare l’attenzione sugli investimenti realmente funzionali alla crescita, a iniziare dalle infrastrutture. Oggi, che non è ieri, seppure uno “ieri” vicino come è il 2021. In quest’ottica RepowerEu è il pilastro di un disegno che vedrà al centro anche le partecipate dello Stato e il costante dialogo tra pubblico e privato".

La Commissione Ue ha garantito che ci sono margini di flessibilità. Sono ipotizzabili incentivi per le imprese che investono nel green e nel digitale?
"Green e digitale sono già obiettivi Pnrr e nell’ambito della revisione del piano sono, ovviamente, considerati importanti. Penso, ad esempio, agli incentivi per l’efficientamento energetico".

L’Italia non ha ancora incassato la terza rata. Ci sarà bisogno di emettere altri titoli per far fronte alla liquidità che manca?
"Scontiamo un deficit di programmazione che ha avuto ricadute sul pagamento della terza rata, ma non vedo, oggi, un problema di liquidità all’ordine del giorno".


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