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Decolla il primo aereo "made in China": la sfida a Boeing e Airbus parte sulla rotta Shanghai-Pechino

Operai cinesi al lavoro in una fabbrica della Comac (reuters)
Dopo i test, domenica è in programma il primo volo commerciale del velivolo della Comac, l'azienda di stato che punta a rompere l'egemonia dei due colossi dei cieli. Ma all'interno sono ancora moltissimi i componenti di aziende occidentali
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PECHINO - Partenza alle ore 10.45 da Shanghai, arrivo previsto a Pechino alle 13.10. Ritorno in giornata sempre seguendo la stessa rotta, la più trafficata di tutta la Cina. Dopo quindici anni di attesa, prende il volo il C919 della Comac, la risposta cinese per cercare di scalfire il duopolio di Airbus e Boeing. L’aereo di linea “Made in China” decollerà domenica, per il suo primo volo commerciale, dopo aver svolto negli ultimi mesi centinaia di ore di volo di test. Ma la battaglia per la supremazia dei cieli, per Pechino, è ancora lunga.

Aereo cinese ma componenti occidentali

Sebbene l'aereo sia prodotto nel Paese del Dragone, si affida infatti ancora in larga misura a componenti occidentali di aziende come la Safran, la General Electric (per i motori) e la Honeywell International (sistema di navigazione, ruote e freni). La continua dipendenza da tecnologie non cinesi è motivo di preoccupazione in più in una situazione di tu…

PECHINO - Partenza alle ore 10.45 da Shanghai, arrivo previsto a Pechino alle 13.10. Ritorno in giornata sempre seguendo la stessa rotta, la più trafficata di tutta la Cina. Dopo quindici anni di attesa, prende il volo il C919 della Comac, la risposta cinese per cercare di scalfire il duopolio di Airbus e Boeing. L’aereo di linea “Made in China” decollerà domenica, per il suo primo volo commerciale, dopo aver svolto negli ultimi mesi centinaia di ore di volo di test. Ma la battaglia per la supremazia dei cieli, per Pechino, è ancora lunga.

Aereo cinese ma componenti occidentali

Sebbene l'aereo sia prodotto nel Paese del Dragone, si affida infatti ancora in larga misura a componenti occidentali di aziende come la Safran, la General Electric (per i motori) e la Honeywell International (sistema di navigazione, ruote e freni). La continua dipendenza da tecnologie non cinesi è motivo di preoccupazione in più in una situazione di turbolenze tecnologiche tra Cina e Occidente. Inoltre, il C919 non ha ancora ottenuto il via libera delle autorità di regolamentazione statunitensi ed europee: limitando così al momento il raggio d’azione al mercato interno ed eventualmente ai Paesi con stretti legami con la Cina.

Lista degli ordini già lunga

A Pechino, però, tutto ciò non sembra interessare più di tanto. La lista degli ordini per la Comac (Commercial Aircraft Corp of China) è già bella lunga. Le compagnie cinesi hanno prenotato nei mesi scorsi un numero di velivoli - 1.200, secondo i media cinesi - sufficiente a tenere occupate le catene di montaggio per almeno cinque anni. Il volo inaugurale di domenica sarà operato dalla China Eastern Airlines, che è stata in questi mesi la prima compagnia ad accaparrarsi i nuovi aerei. L’aereo potrà trasportare fino a 164 passeggeri e in questo che è il secondo mercato dell'aviazione più grande del mondo - che lentamente si sta riprendendo dopo tre anni di pandemia - andrà a competere con gli Airbus A320 e i Boeing 737, che ancora dominano i cieli del Dragone: la Cina è il secondo mercato più grande per Boeing, dopo gli Stati Uniti; per Airbus, invece, la Cina rappresenta un quarto della sua produzione.

Nonostante la dipendenza da tecnologie estere e l’utilizzo al momento circoscritto al mercato interno, in un rapporto di inizio 2023 il Merics (uno dei think tank più importanti sulla Cina con sede a Berlino) scriveva però che nel medio-lungo periodo “le dimensioni del mercato cinese dell'aviazione, la forte politica industriale e un settore dominato da aziende statali danno al C919 un vantaggio per portare avanti gli obiettivi strategici del Paese nel settore dell’aviazione”. Il governo spera che il C919 conquisti una quota di mercato nazionale del 10% entro il 2025.

La storia

Il C919 ha avuto una storia travagliata. Il progetto risale al 2008, ma il primo volo di prova c’è stato solamente nel 2017. Quell’anno Xi Jinping dichiarò che la Cina non sarebbe mai stata una vera potenza finché non avesse costruito un proprio aereo di linea. Un anno dopo, i prototipi del C919 rimasero però a terra per diversi mesi, per apportare importanti modifiche, in particolare il rinforzo del motore e della carlinga: aggiustamenti necessari “a causa di calcoli errati”, come riportarono diverse inchieste all’epoca. L’agognata certificazione a volare, da parte delle autorità cinesi, è arrivata finalmente nel settembre dello scorso anno.