ROMA - Cancellare, rimodulare, spostare. Perché anche se ci sono tre anni di tempo, fino a giugno del 2026, alcuni progetti del Pnrr sono diventati irrealizzabili. Eccola la traccia per la revisione del Piano di ripresa e resilienza che Raffaele Fitto, il regista dell’operazione, si è ritrovato nei documenti inviati dai ministri che gestiscono gli investimenti. Obiettivi troppo ambiziosi, potrebbe essere il titolo delle relazioni che mettono in fila le criticità, ma anche le possibili soluzioni.
ROMA - Cancellare, rimodulare, spostare. Perché anche se ci sono tre anni di tempo, fino a giugno del 2026, alcuni progetti del Pnrr sono diventati irrealizzabili. Eccola la traccia per la revisione del Piano di ripresa e resilienza che Raffaele Fitto, il regista dell’operazione, si è ritrovato nei documenti inviati dai ministri che gestiscono gli investimenti. Obiettivi troppo ambiziosi, potrebbe essere il titolo delle relazioni che mettono in fila le criticità, ma anche le possibili soluzioni.
Il titolare dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha deciso di tenere in piedi tutti i progetti; fonti del ministero spiegano che "la valutazione principale sarà concentrata sulla fattibilità entro giugno del 2026". Una riflessione che ha già messo in conto la necessità di spostare alcuni investimenti sulla programmazione dei fondi strutturali europei 2021-2027, che ha una rendicontazione più lunga, fino al 2029. Sarà la cabina di regia, che Fitto ha convocato per il 31 maggio, a fare chiarezza in vista dell’accelerazione che sta tentando per portare la relazione semestrale in Parlamento entro la seconda settimana di giugno.