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Pnrr, meno mense e asili. Aumentano i fondi per gli alloggi universitari

(ansa)

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I ministri hanno presentato la revisione dei loro progetti. Poi il Piano andrà alla Ue. La Corte dei conti: “Attuazione vischiosa”
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ROMA - Cancellare, rimodulare, spostare. Perché anche se ci sono tre anni di tempo, fino a giugno del 2026, alcuni progetti del Pnrr sono diventati irrealizzabili. Eccola la traccia per la revisione del Piano di ripresa e resilienza che Raffaele Fitto, il regista dell’operazione, si è ritrovato nei documenti inviati dai ministri che gestiscono gli investimenti. Obiettivi troppo ambiziosi, potrebbe essere il titolo delle relazioni che mettono in fila le criticità, ma anche le possibili soluzioni.

Sono diventate troppe 2.100 scuole da mettere in sicurezza. E troppe le mille strutture in cui costruire o ampliare le mense, per estendere il tempo pieno e contrastare l’abbandono scolasti…

ROMA - Cancellare, rimodulare, spostare. Perché anche se ci sono tre anni di tempo, fino a giugno del 2026, alcuni progetti del Pnrr sono diventati irrealizzabili. Eccola la traccia per la revisione del Piano di ripresa e resilienza che Raffaele Fitto, il regista dell’operazione, si è ritrovato nei documenti inviati dai ministri che gestiscono gli investimenti. Obiettivi troppo ambiziosi, potrebbe essere il titolo delle relazioni che mettono in fila le criticità, ma anche le possibili soluzioni.

Sono diventate troppe 2.100 scuole da mettere in sicurezza. E troppe le mille strutture in cui costruire o ampliare le mense, per estendere il tempo pieno e contrastare l’abbandono scolastico. L’ha messo nero su bianco, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Chiedendo quindi di ridimensionare gli obiettivi sull’edilizia scolastica: nello specifico una riduzione dei target finali, fissati al 2025 o all’anno successivo, "in proporzione" all’aumento dei prezzi. Anche gli asili nido sono finiti dentro l’elenco dei tagli.

Il titolare dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha deciso di tenere in piedi tutti i progetti; fonti del ministero spiegano che "la valutazione principale sarà concentrata sulla fattibilità entro giugno del 2026". Una riflessione che ha già messo in conto la necessità di spostare alcuni investimenti sulla programmazione dei fondi strutturali europei 2021-2027, che ha una rendicontazione più lunga, fino al 2029. Sarà la cabina di regia, che Fitto ha convocato per il 31 maggio, a fare chiarezza in vista dell’accelerazione che sta tentando per portare la relazione semestrale in Parlamento entro la seconda settimana di giugno.

Nella lista di Matteo Salvini ci sono due tratte ferroviare segnate in rosso: la Roma-Pescara e la Orte-Falconara. I bandi di gara saranno lanciati nelle prossime settimane, ma i tempi del Pnrr rischiano di essere troppo stretti. L’idea, quindi, è di utilizzare altri fondi per non rinunciare alle opere. Altri ministri, invece, spingono per il travaso interno: meno soldi su obiettivi che non sono ancora stati avviati per non mettere a rischio quelli più sensibili. Come ha deciso di fare la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che conta così di recuperare 500 milioni per portare lo stanziamento per gli alloggi universitari a 1,1 miliardi.

Servono più soldi - è il ragionamento della ministra - se si vogliono realizzare 52.500 posti letto entro tre anni. Da dare ai gestori delle residenze, pubblici e privati, per convincerli a investire, con la controrichiesta di abbassare i costi per gli studenti. Nei documenti inviati a Fitto, c’è anche un taglio dei dottorati innovativi, a fronte però di un aumento degli importi delle borse per i ricercatori. Servirà tempo per mettere ordine tra le modifiche, rivedendo la spesa. Che la Corte dei conti è tornata a mettere al centro di un nuovo alert: bisogna tenere un passo svelto per dipanare le "vischiosità di attuazione".