Default Usa, le trattative vanno ai supplementari. Cosa potrebbe accadere?
a cura di Raffaele RicciardiMILANO - Servono i tempi supplementari e Repubblicani e Casa bianca per appianare le ultime differenze di vedute nel braccio di ferro per alzare il tetto al debito Usa e scongiurare così il clamoroso default della prima economia al mondo. Le distanze, dicono le cronache americane, si sono avvicinate ancora venerdì. Ma non abbastanza. In un certo senso, a quantificare il "tempo di recupero" disponibile per sbloccare il risultato (per usare un'immagine calcistica) è la Segretaria al Tesoro Janet Yellen, che ha aggiornato il timer del tempo a disposizione della sua struttura per far fronte ai pagamenti che sono in scadenza sul suo tavolo: il 5 giugno. Una manciata di giorni in più, dunque, rispetto alle precedenti indicazioni che segnavano la linea rossa al 1° giugno.
E così lo speaker della Camera, Kevin McCarthy e il presidente Joe Biden hanno qualche ora in più per fare l'accordo, anche se - come rileva la Bloomberg - da…
MILANO - Servono i tempi supplementari e Repubblicani e Casa bianca per appianare le ultime differenze di vedute nel braccio di ferro per alzare il tetto al debito Usa e scongiurare così il clamoroso default della prima economia al mondo. Le distanze, dicono le cronache americane, si sono avvicinate ancora venerdì. Ma non abbastanza. In un certo senso, a quantificare il "tempo di recupero" disponibile per sbloccare il risultato (per usare un'immagine calcistica) è la Segretaria al Tesoro Janet Yellen, che ha aggiornato il timer del tempo a disposizione della sua struttura per far fronte ai pagamenti che sono in scadenza sul suo tavolo: il 5 giugno. Una manciata di giorni in più, dunque, rispetto alle precedenti indicazioni che segnavano la linea rossa al 1° giugno.
E così lo speaker della Camera, Kevin McCarthy e il presidente Joe Biden hanno qualche ora in più per fare l'accordo, anche se - come rileva la Bloomberg - da mercoledì non ci sono più stati incontri di persona ma solo fitti contatti a distanza.
Il debito Usa e i tetti via via fissati (Statista)
Chi possiede il debito Usa
Tra i detentori principali del debito Usa c'è ovviamente la Federal Reserve. Ma se si guarda all'estero, la mappa di Visual Capitalist mostra i principali Paesi sottoscrittori dei treasury: è dal 2019 che il Giappone ha superato la Cina, che ha scaricato un quarto delle sue riserve.
Cosa accadrebbe in caso di default?
Gli Stati Uniti non hanno problema a trovare chi sottoscrive il loro debito. Ma dai tempi della Prima Guerra mondiale hanno istituito un meccanismo che consente al Tesoro di indebitarsi entro un certo limite, per finanziare le spese federali, sottoposto al placet della politica. E' stata una mossa che ha dato maggiore flessibilità al Tesoro, proprio per rispondere alle spese straordinarie del conflitto: prima di allora, doveva chiedere ogni volta il "permesso" al Congresso per emetter debito. Da lì, il tetto al debito è stato più volte innalzato. Una situazione come quella di oggi è occorsa alla presidenza Obama, e la tensione è stata tale da arrivare al declassamento del rating americano da parte di S&P.
Una recente analisi di un'altra agenzia di rating, Dbrs, ha ipotizzato "che l'atmosfera politica polarizzata ritardi l'approvazione del tetto del debito fino ai mesi estivi. In tal caso, riteniamo che le conseguenze per l'economia e il sistema finanziario degli Stati Uniti sarebbero estremamente negative, e che sarebbero significativamente peggiori e più durature se il Tesoro non riuscisse a pagare il debito", hanno scritto gli analisti.
In sostanza, senza innalzamento del tetto al debito da parte del Congresso "il governo federale non sarà in grado di pagare tutti i suoi obblighi in tempo. Dare la priorità ai pagamenti del servizio del debito potrebbe ritardare un default, ma avrebbe comunque un effetto negativo sull'economia degli Stati Uniti e potrebbe rapidamente incorrere in altre sfide". In sostanza, si tratterebbe di congelare le altre spese federali e usare tutta la cassa disponibile solo per pagare interessi e scadenze del debito. "Se il Tesoro americano non dovesse pagare il debito, i danni all'economia e al sistema finanziario degli Stati Uniti potrebbero essere molto più gravi e duraturi", dice Dbrs. Il timore è evidente: "Se il tetto del debito non viene innalzato tempestivamente, il massimo che si può sperare è che il Tesoro dia la priorità ai pagamenti del debito e che gli Stati Uniti sperimentino una breve recessione", ha osservato Michael Heydt, Senior Vice President, Global Sovereign Ratings, di DBRS Morningstar. "Un ritardo prolungato porterebbe probabilmente a qualcosa di molto peggiore".
Le conseguenze sui mercati
Secondo un'analisi elaborata in settimana da Edward Al-Hussainy, Senior Interest Rate Analyst di Columbia Threadneedle Investments, in attesa di una soluzione che "non ci attendiamo a breve" i mercati stanno registrando "distorsioni nel prezzo di alcuni titoli di Stato a reddito fisso a breve termine, in particolare i T-bill, che giungono a scadenza nel momento in cui gli Stati Uniti potrebbero andare in default senza un aumento del tetto del debito". Come mostra il grafico, "gli investitori chiedono un premio di rischio maggiore per detenere la parte a sei mesi della curva dei T-bill, mentre i titoli che scadono poco prima che il governo possa esaurire la liquidità sono molto richiesti".
Tutti sembrano credere che il peggio sarà evitato, ma comunque Fitch ha messo il rating Usa sotto osservazione. E' chiaro che un suo downgrade porterebbe a catena a peggiorare i giudizi in tutti i settori. "L'esperienza acquisita dai precedenti stalli suggerisce che le condizioni di mercato tornano alla normalità abbastanza rapidamente dopo eventi traumatici", ha scritto Andrzej Skiba, Head of BlueBay U.S. Fixed Income, RBC BlueBay restando dell'idea che un default Usa "sia difficile da immaginare". Vale anche la pena ricordare che "i problemi di un titolo specifico non si estendono ad altri titoli emessi dal Tesoro, vale a dire che non esiste un cross-default (a differenza di quanto avviene per le società). Infine, questa volta il settore del mercato monetario è più preparato: la maggior parte dei gestori ha evitato che i T-bills scendessero intorno al punto previsto in cui gli Stati Uniti esauriscono la liquidità e la struttura di reverse repo della Fed ha permesso di ottenere abbondante liquidità in un momento in cui il settore potrebbe sperimentare una maggiore volatilità nei flussi degli investitori".