Si è bloccato il Pnrr, "Spese ferme su salute, scuola e ambiente"
di Giuseppe ColomboROMA - "La priorità assoluta", copyright Giorgia Meloni, si infrange contro la realtà dei numeri. Perché la premier spinge per "spendere al meglio" i fondi del Pnrr. Ma l’atto di buona volontà non basta. I numeri, dunque. Quelli contenuti in una tabella all’interno del Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei conti. Una cifra, su tutte: 1,1 miliardi. Sono i soldi spesi nei primi quattro mesi dell’anno. In tutto. A fronte di una programmazione decisamente più impegnativa, chiamata a impiegare altri 32,7 miliardi entro la fine dell’anno.
ROMA - "La priorità assoluta", copyright Giorgia Meloni, si infrange contro la realtà dei numeri. Perché la premier spinge per "spendere al meglio" i fondi del Pnrr. Ma l’atto di buona volontà non basta. I numeri, dunque. Quelli contenuti in una tabella all’interno del Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei conti. Una cifra, su tutte: 1,1 miliardi. Sono i soldi spesi nei primi quattro mesi dell’anno. In tutto. A fronte di una programmazione decisamente più impegnativa, chiamata a impiegare altri 32,7 miliardi entro la fine dell’anno.
Tornando ai numeri, che tra l’altro misurano per la prima volta i risultati della destra al governo sul Pnrr perché si riferiscono al periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 aprile. I magistrati contabili hanno rielaborato i dati contenuti nella piattaforma Regis, gestita dalla Ragioneria generale dello Stato e alimentata dai dati sugli avanzamenti che arrivano dai soggetti attuatori del Pnrr, ministeri ed enti locali. Al 4 maggio, il totale della spesa, distribuita nelle sei missioni del Piano, ammontava a poco più di un miliardo, che si è andato ad aggiungere ai 24,5 miliardi messi a terra dal 2020 al 31 dicembre 2022.
È la missione “Inclusione e coesione”, secondo il Rapporto della Corte dei conti, ad aver registrato il risultato migliore: da gennaio ad aprile, le risorse impiegate ammontano a circa 750 milioni. Grazie soprattutto agli interventi per gli anziani non autosufficienti, oltre a quelli per riconvertire le Rsa in gruppi di appartamenti autonomi. Ma in termini assoluti, il livello della spesa è decisamente basso. Ancora inferiore, addirittura pari a zero, è quello relativo alle infrastrutture. Dal ministero guidato da Matteo Salvini fanno sapere che i dati aggiornati sono stati caricati su Regis dopo il 4 maggio, successivamente alla fotografia scattata dalla Corte. E che la spesa, quindi, non è a zero, ma pari a 484 milioni, cifra confermata anche da Rfi, a cui è affidato l’impegno sulle ferrovie. Gli ultimi dati trasmessi al ministero, spiegano dalla società, hanno portato il totale dei pagamenti a oltre 4,4 miliardi, al 31 marzo.
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