Massimo Monacelli di Generali: “Il welfare fa aumentare i profitti delle imprese”
di Luca PianaMassimo Monacelli è dal settembre scorso il general manager di Generali Italia, un gruppo in cui è entrato nel 2014. Sotto le sue responsabilità ricade, tra le altre, lo sviluppo dei servizi di welfare, parte della strategia della compagnia di diventare "partner di vita" dei clienti, e non soltanto un fornitore di polizze.
In Italia tra il 2019 e il 2021 i servizi sanitari garantiti tramite ticket sono diminuiti di 400 milioni, mentre le spese sanitarie private sono aumentate di 2 miliardi. C'è un bisogno di sanità che lo Stato non è in grado di soddisfare?
"Siamo di fronte a una grande trasformazione. Nelle ricerche di mercato più dell'80% delle persone indica la salute come la principale preoccupazione. Dalla pandemia viene percepita come essenziale, più di quanto avvenisse prima. Questo fenomeno si accompagna ad altri due fattori. Il pr…
Massimo Monacelli è dal settembre scorso il general manager di Generali Italia, un gruppo in cui è entrato nel 2014. Sotto le sue responsabilità ricade, tra le altre, lo sviluppo dei servizi di welfare, parte della strategia della compagnia di diventare "partner di vita" dei clienti, e non soltanto un fornitore di polizze.
In Italia tra il 2019 e il 2021 i servizi sanitari garantiti tramite ticket sono diminuiti di 400 milioni, mentre le spese sanitarie private sono aumentate di 2 miliardi. C'è un bisogno di sanità che lo Stato non è in grado di soddisfare?
"Siamo di fronte a una grande trasformazione. Nelle ricerche di mercato più dell'80% delle persone indica la salute come la principale preoccupazione. Dalla pandemia viene percepita come essenziale, più di quanto avvenisse prima. Questo fenomeno si accompagna ad altri due fattori. Il primo è la crescente volontà di preservare la salute con stili di vita e controlli che ci consentano di vivere bene il più a lungo possibile. Il secondo è l'invecchiamento della popolazione, con l'emergere delle malattie neuro-degenerative che rende necessario un sistema di assistenza a lungo termine, con una pressione senza precedenti sul sistema sanitario pubblico. Ecco perché un gruppo assicurativo come Generali è stato portato a fare scelte innovative, integrando ai prodotti servizi di prevenzione e assistenza".
Quando è stato introdotto, nel 2016, il welfare aziendale si concentrava su buoni spesa e fringe benefits. Ora c'è un'evoluzione?
"Il nostro osservatorio che elabora il Welfare Index mostra che il sistema ha vissuto un processo di grande maturazione. Da un'applicazione sporadica si è arrivati a una diffusione ampia anche fra le piccole e medie imprese, capaci ormai di intermediare i bisogni di salute delle persone. C'è una correlazione diretta con la produttività. Gli imprenditori lo hanno capito bene: investire sul benessere delle persone significa investire sul benessere dell'azienda. Tra le imprese mi colpisce la volontà di alzare continuamente l'asticella del welfare messo a disposizione dei dipendenti e la comprensione del valore generato da questo sforzo".
In Italia le retribuzioni crescono poco e il welfare gode di un vantaggio fiscale. Le persone non sarebbero più contente di avere salari più alti e libertà di spendere?
"Non ho mai visto le due cose in competizione tra di loro. Il welfare è un metodo estremamente efficace per ingaggiare le persone e legarle alla vita dell'azienda, che prescinde dall'aspetto puramente economico. Per le generazioni più giovani assume un valore distintivo: quando facciamo i colloqui, prima di chiederci informazioni sui percorsi di carriera, ci chiedono che cosa garantiamo in termini di servizi, smart working, flessibilità, welfare, bilanciamento tra lavoro e tempo libero. Non vedo contrapposizione con gli aumenti retributivi: i due sistemi si arricchiscono l'un l'altro".
I servizi che fornite con la piattaforma Welion li avete sperimentati internamente?
"Lo facciamo in contemporanea, per i clienti e per noi 15 mila. Abbiamo la possibilità di raccogliere feedback dai collaboratori, ascoltando le loro valutazioni e raccogliendo nuove idee. Così siamo in grado di mettere a disposizione dei clienti l'expertise che sviluppiamo in modo diretto".
Generali vuole diventare "life time partner" dei clienti. Significa una gamma di servizi molto più ampia rispetto al passato?
"Indica come vogliamo interpretare il nostro mestiere di assicuratori, accompagnando le persone in tutti i momenti rilevanti - famiglia, lavoro, mobilità, benessere - con servizi, prevenzione e tecnologia. È un tema di cultura aziendale, di formazione delle persone, di soluzioni. La salute indica molto bene cosa vuol dire: attraverso prodotti e consulenza, il cliente viene accompagnato in ogni fase della vita".
Un percorso in cui i servizi digitali sono essenziali.
"La rete è il cuore del nostro business. La transizione che abbiamo attuato oggi ci permette di utilizzare le potenzialità della tecnologia, per dare ancora maggior valore alla relazione umana e amplificando la capacità di consulenza e assistenza, in presenza e a distanza. Stiamo accelerando per portare a scala l'utilizzo dei dati e dell'automazione tramite l'intelligenza artificiale, per completare il percorso di innovazione e di trasformazione tecnologica e digitale di tutti i canali distributivi".
Come collaborate con i partner che offrono i servizi?
"Le partnership ci consentono di essere più flessibili e rapidi nel rispondere alle esigenze dei nostri clienti. Vogliamo collaborare con i migliori player per offrire la miglior customer experience, come dimostra l'esperienza di Telepass Next, soluzione che mette a disposizione del cliente oltre 30 servizi digitali per una mobilità connessa e sostenibile. Dalla chiamata d'emergenza al real-time coaching, passando per i certificati di stile di guida, l'apri cancello, il telepedaggio autostradale anche nei Paesi Ue, il rimborso in caso di ritardo causato da traffico, il pagamento dei parcheggi. Di fatto, assicurazione auto, telematica e telepedaggio "all in one"".
Le pensioni saranno sempre più basse. Il risparmio previdenziale è parte integrante di questi sviluppi?
"Generali nel Vita è leader di mercato, quindi per noi è un ambito molto importante. Abbiamo sempre perseguito soluzioni di previdenza complementare e d'investimento per i clienti. La solidità è un valore: per noi, che con i clienti ci impegniamo a lungo termine, diventa un fattore determinante".