Airbnb e affitti brevi, arriva la stretta: minimo due notti di permanenza e registro nazionale degli appartamenti
di Filippo SantelliUna permanenza minima di due notti nei centri storici delle grandi città e nei Comuni turistici. Un codice identificativo nazionale per ogni appartamento, da esporre sui portali come Booking e Airbnb e all'ingresso della casa, con multe fino a 5 mila euro per chi non lo possiede. L'obbligo per chi affitta più di quattro appartamenti - quindi in forma imprenditoriale - di presentare una comunicazione di inizio attività, con una nuova categoria economica assegnata specificamente alle locazioni turistiche. Prende forma la stretta del governo Meloni sugli affitti turistici, con un Disegno di legge pronta per essere licenziato dal ministero del Turismo. La ministra Daniela Santanchè aveva promesso regole per quello che aveva definito un "Far West". Ma a una prima analisi la stretta appare in realtà piuttosto blanda: raccoglie una parte delle richieste degli albergatori - molto vicini a questo governo -, ma non quelle dei sindaci, che chi…
Una permanenza minima di due notti nei centri storici delle grandi città e nei Comuni turistici. Un codice identificativo nazionale per ogni appartamento, da esporre sui portali come Booking e Airbnb e all'ingresso della casa, con multe fino a 5 mila euro per chi non lo possiede. L'obbligo per chi affitta più di quattro appartamenti - quindi in forma imprenditoriale - di presentare una comunicazione di inizio attività, con una nuova categoria economica assegnata specificamente alle locazioni turistiche. Prende forma la stretta del governo Meloni sugli affitti turistici, con un Disegno di legge pronta per essere licenziato dal ministero del Turismo. La ministra Daniela Santanchè aveva promesso regole per quello che aveva definito un "Far West". Ma a una prima analisi la stretta appare in realtà piuttosto blanda: raccoglie una parte delle richieste degli albergatori - molto vicini a questo governo -, ma non quelle dei sindaci, che chiedevano maggiori poteri per affrontare l'emergenza abitativa. Nè tantomeno quelle dei movimenti per la casa, che chiedevano un sistema di licenze sul modello di quelli introdotti in altre città europee. In sostanza, se il testo rimanesse questo anche nel passaggio parlamentare, il numero di appartamenti in affitto breve in Italia potrà continuare a crescere senza vincoli.
Minimo due notti
A ben vedere infatti l'unica vera limitazione introdotta non riguarda il numero di proprietà che si possono dedicare all'affitto turistico, né il numero massimo di giorni di locazione possibile, bensì solo il cosiddetto "minimum stay", la permanenza minima fissata a due notti. Questa novità risponde soprattutto alle richieste degli albergatori, che da sempre lamentano la concorrenza "sleale" degli affitti brevi. Nel dettaglio, il disegno di legge prevede che questo paletto si applichi obbligatoriamente nei centri storici delle città metropolitane (14 in Italia tra cui Roma, Milano, Venezia, Bologna, Firenze e Napoli) e dà la facoltà di introdurlo anche ad altre città e Comuni ad "alta densità turistica", circa un migliaio. Sono esclusi i Comuni sotto i 5 mila abitanti, i cosiddetti borghi. E nell'ennesimo discutibile premio alle famiglie numerose, ma senza alcun criterio di reddito, sono esclusi dal vincolo anche i nuclei composti da almeno un genitore e tre figli. Le permanenze di un solo giorno rappresentano circa il 5% del mercato degli affitti brevi, una domanda che a questo punto dovrà per forza rivolgersi alle strutture tradizionali.
Un codice identificativo per ogni appartamento
La seconda previsione del Disegno di legge, al fine di aumentare la trasparenza ed evitare il nero, è la creazione di un Codice identificativo nazionale assegnato ad ogni appartamento dal ministero su richiesta del proprietario o del gestore, che sostituirà anche i Codici identificativi già introdotti dalla Regioni. Questa "targa" andrà esposta in ogni annuncio pubblicato sulle piattaforme come Airbnb e Booking, oltre che sulla porta di casa, pena una sanzione fino a 3 mila euro per i siti e fino a 5 mila euro per chi affitta senza codice.
Il no ai sindaci e ai movimenti per la casa
Sia sulle limitazioni che sul codice unico, la norma voluta da Santanchè (e scritta dal deputato di Fratelli d'Italia Gianluca Caramanna, ex albergatore chiamato come consulente al ministero) punta a creare un quadro unico nazionale, cosa che tutto sommato non dispiace né ad Airbnb né alle grandi società di gestione professionale (i property manager). Ma non soddisfa di certo le richieste di molti sindaci delle grandi città, in prima linea nell'affrontare l'emergenza abitativa, tra caro affitti, studenti in tenda e classe media che fatica sempre di più a comprare casa nelle zone centrali. Il movimento per il diritto alla casa Alta tensione abitativa aveva presentato una proposta di legge che puntava a una ben più radicale limitazione degli affitti brevi, con un sistema di licenze limitate e a rotazione. E gli assessori alla Casa di alcune giunte di centrosinistra, come Bologna, Milano e Napoli, avevano spinto quella proposta, visto che avrebbe permesso loro di agire zona per zona, come per esempio fatto a Barcellona. Così come è scritto, il disegno di legge non pone alcun limite all'aumento delle proprietà in affitto turistico, confermando un'eccezione italiana.
Gli affitti imprenditoriali
Ultima disposizione è quella che richiede a chi svolge l'affitto in forma imprenditoriale, cioè con più di quattro appartementi, di presentare una dichiarazione di inizio attività. A presentarla potrà anche essere il property manager (cosa oggi non possibile a Roma), la cui figura di intermediario professionale viene quindi riconosciuta. All'affitto turistico verrà assegnato uno specifico codice Ateco - i codici che identificano le diverse attività economiche - in modo da monitorarne l'entità.
Fin qui la bozza, ma il Disegno di legge che il ministero è pronto a licenziare dovrà ora iniziare il suo iter in Parlamento, dove i vari soggetti coinvolti, piattaforme, albergatori, sindaci, proveranno chi a restringere e chi ad allargare le maglie.