Decreto Pa, bocciato il piano straordinario di assunzioni
di Rosaria AmatoROMA - Non ci sono soltanto i 500 esperti del Pnrr che fuggono perché la stabilizzazione è sempre più un miraggio. Ci sono anche gli 8.000 dell’ufficio del processo, che tra un anno e mezzo dovrebbero essere sostituiti da altri 8.000 altrettanto precari. E soprattutto ci sono i precari storici: «Quindici dipendenti della Pubblica Amministrazione ogni 100 sono precari. - ricorda la segretaria generale della Fp Cgil Serena Sorrentino - Tradotto in numeri assoluti vuol dire 437 mila lavoratori con contratti flessibili, di cui 63 mila nella sanità».
Il decreto Pa adesso in fase di conversione a Montecitorio poteva essere l’occasione giusta per una importante stabilizzazione: lo prevede un emendamento Pd a …
ROMA - Non ci sono soltanto i 500 esperti del Pnrr che fuggono perché la stabilizzazione è sempre più un miraggio. Ci sono anche gli 8.000 dell’ufficio del processo, che tra un anno e mezzo dovrebbero essere sostituiti da altri 8.000 altrettanto precari. E soprattutto ci sono i precari storici: «Quindici dipendenti della Pubblica Amministrazione ogni 100 sono precari. - ricorda la segretaria generale della Fp Cgil Serena Sorrentino - Tradotto in numeri assoluti vuol dire 437 mila lavoratori con contratti flessibili, di cui 63 mila nella sanità».
Il decreto Pa adesso in fase di conversione a Montecitorio poteva essere l’occasione giusta per una importante stabilizzazione: lo prevede un emendamento Pd a prima firma Arturo Scotto, “accantonato” (c’è quindi la possibilità che venga preso in considerazione) così come quello che proroga le stabilizzazioni previste dalla legge Madia, che altrimenti sarebbero state già archiviate dall’ultima legge di Bilancio. Accantonato anche l’emendamento che prevede lo scorrimento delle graduatorie. Si saprà nei prossimi giorni anche se può essere votato o no quello che prevede un graduale reperimento delle risorse necessarie al nuovo contratto collettivo nazionale, per colmare il vuoto lasciato dalla legge di Bilancio.
Bocciato senza appello invece l’emendamento che era considerato il più importante per superare l’attuale fase di grave carenza di personale: un piano straordinario di assunzioni, finanziato con i due miliardi che arrivano dal fondo al quale affluiscono i sussidi dannosi per l’ambiente (SAD). «I dati sono impietosi - spiega Scotto - entro il 2026 ci saranno 300 mila dipendenti in meno, entro il 2030 700 mila. I concorsi non arrivano a garantire la piena sostituzioni, non ce la si può fare senza un piano straordinario che includa anche i precari. A cominciare da quelli dell’ufficio del processo che nell’ultimo anno hanno dato un grande contributo allo smaltimento delle cause penali, ma vivono una condizione di precarietà permanente. Serve una nuova generazione di dipendenti pubblici».
Ieri Scotto ha avuto la soddisfazione di veder passare all’unanimità l’emendamento che sostituisce la parola ‘razza’ nei documenti della Pa con il termine ‘nazionalità’. Mentre la sua collega di partito Maria Cecilia Guerra è stata altrettanto soddisfatta di veder passare l’emendamento che prevede la possibilità di prorogare da 24 a 36 mesi la durata dell’incarico temporaneo di vicesegretari comunali ai funzionari che ne hanno i requisiti: «Mi auguro che questa norma possa aiutare i piccoli Comuni, in grave difficoltà a chiudere il loro bilancio», afferma la deputata.
Ma il nodo precariato e quello uffici vuoti rimangono, e sono destinati ad aggravarsi, sottolinea la Fp Cgil, che annuncia la prosecuzione della mobilitazione: «Con le nuove assunzioni non si è nemmeno compensato il turnover, anche perché il 9% degli assunti era già titolare di un contratto presso un’altra amministrazione».