Riforma del Fisco, dal Superbollo agli F24: così può cambiare la delega
a cura della redazione EconomiaLa delega fiscale è, insieme alle altre riforme tra le quali spicca quella per il sistema previdenziale, sul tavolo degli incontri che il governo riprende martedì pomeriggio con le parti sociali, a partire da sindacati e organizzazioni datoriali.
Uno dei temi sarà proprio l'agenda per la realizzazione di questi provvedimenti, considerando che il governo e la maggioranza puntano a un primo via libera alla riforma del Fisco da parte del parlamento prima della pausa estiva. Un passaggio fondamentale per avere il via libera entro giugno a Montecitorio e a metà luglio da Palazzo Madama sarà la scrematura dei 639 emendamenti presentati in Commissione Finanza alla Camera. Quelli della maggioranza sono 210, Forza Italia ne ha presentati 90, la Lega 70 e Fratelli d'Italia 50.
Nelle prossime ore si attende la decisione sui segnalati (il calendario prevede di nuovo la delega protagonista per mercoledì 31 maggio), per poi passare alle votazioni …
La delega fiscale è, insieme alle altre riforme tra le quali spicca quella per il sistema previdenziale, sul tavolo degli incontri che il governo riprende martedì pomeriggio con le parti sociali, a partire da sindacati e organizzazioni datoriali.
Uno dei temi sarà proprio l'agenda per la realizzazione di questi provvedimenti, considerando che il governo e la maggioranza puntano a un primo via libera alla riforma del Fisco da parte del parlamento prima della pausa estiva. Un passaggio fondamentale per avere il via libera entro giugno a Montecitorio e a metà luglio da Palazzo Madama sarà la scrematura dei 639 emendamenti presentati in Commissione Finanza alla Camera. Quelli della maggioranza sono 210, Forza Italia ne ha presentati 90, la Lega 70 e Fratelli d'Italia 50.
Nelle prossime ore si attende la decisione sui segnalati (il calendario prevede di nuovo la delega protagonista per mercoledì 31 maggio), per poi passare alle votazioni dalla settimana prossima.
L'indicazione del governo è arrivare al 2024 già con una prima riduzione delle aliquote Irpef rispetto all'impianto attuale. Il viceministro Maurizio Leo, che ha il timone della delega, ha anche affacciato l'ipotesi di un intervento per detassare almeno in parte le tredicesime. Ovviamente a patto di trovare le coperture, che sono il convitato di pietra dell'intera riforma. Nel frattempo, il menu delle integrazioni alla delega in attesa di scrematura è molto vasto.
Maggioranza: dal Superbollo agli F24
Tra le voci di maggioranza, il leader leghista Matteo Salvini ha dettato: "Dalla cancellazione del superbollo auto all'estensione della flat tax: la Lega ha presentato emendamenti alla delega per la riforma fiscale di buonsenso e in linea col programma elettorale".
Sul primo punto, quello del superbollo, si tratta del superamento del balzello da 20 euro per kilowatt oltre i 185 kw di potenza. Secondo i dati di Federcarrozzieri ha cubato 1,2 miliardi nei suoi dieci anni di vigenza. Il balzello - che prevede un meccanismo decrescente nel tempo (si riduce infatti a 12 euro dopo 5 anni dall’immatricolazione, 6 euro dopo 10 anni, 3 euro dopo 15 anni e viene abolito del tutto dopo i 20 anni - secondo l'associazione ha generato distorsioni sul mercato auto e generato il fenomeno dei "falsi leasing", cioè vetture con targa estera fornite in noleggio a clienti italiani per evitare la sovrattassa. Tra i micro-tributi che si punterebbe a depennare nella maggioranza, anche quelli che gravano sugli esami di laurea e sul rilascio dei diplomi.
Per quel che riguarda la flat tax, invece, la proposta leghista prevede l'estensione del regime di tassazione piatto al 15% (entro ricavi e compensi nel limite di 85mila euro) alle associazioni professionali e società di professionisti composte da giovani under 35. Se il pacchetto leghista guarda poi a depotenziare la Tobin tax (la tassa sulle transazioni finanziarie introdotta nel 2013), si aggiunge l'indicazione di estendere l'uso dei modelli F24 come canale unico per il versamento di tributi nazionali e locali, sanzioni, contributi e altri obblighi verso la Pubblica amministrazione, eliminando altre forme di pagamento (si abolirebbero dunque i bollettini postali).
Prelievo duale e catasto: l'impianto del Pd
A scorrere le dieci priorità messe giù dal Partito democratico, è chiaro che c'è una linea di demarcazione rispetto all'impostazione della delega che va ben oltre questi interventi di dettaglio. Il Pd chiede infatti l'organizzazione del prelievo fiscale in un’ottica duale (redditi da lavoro in Irpef e aliquota unica per tutti gli altri) e l'introduzione di un modello tedesco (ad aliquota continua) che stoppi ogni velleità di flat tax, anche incremnetale. Chiede poi di sostituire il concordato preventivo biennale previsto per le imprese con la "precompilazione" delle dichiarazioni fiscali, e di espungere dalla delega ogni riferimento a definizioni agevolate di qualsiasi natura, per far sì che il condono non diventi sistematico nella delega stessa. Tema difficile, poi, per la maggioranza è quello del Catasto: il Pd chiede una riforma con riferimento ai valori di mercato degli immobili che ridistribuisca l'onere tra i contribuenti a parità di gettito. Ma Leo, intervistato dalla Stampa, ha già chiarito che "i nostri valori catastali non sono inattuali". Tornando al Pd, tra le proposte c'è anche una maggiore progressività sulle imposte per successioni e donazioni.
Il M5S vuole un 6 per mille per la pace
A spiegare la posizione del Movimento 5 Stelle è stato, alla fine della scorsa settimana, il capogruppo in commissione Finanze Emiliano Fenu. Nel pacchetto il M5S ha inserito "la proposta di un 6 per mille Irpef per la pace, ovvero l'introduzione per i contribuenti della possibilità di destinare il 6 per mille Irpef, nella loro dichiarazione dei redditi, ai Corpi civili di pace, ovvero quella struttura interna alla Protezione civile che svolge azioni di pace nelle aree di conflitto e a rischio conflitto e nelle aree di emergenza ambientale", ha dettagliato in un anota. Tra le altre proposte: l’istituzione al Mef di una Commissione e dall’introduzione di un Rapporto annuale sulla tassazione digitale, l'introduzione del cashback fiscale ("ovvero l’accredito diretto ai contribuenti delle spese detraibili, utile anche in chiave semplificazione"), l'aumento a 12mila euro della no tax area per i dipendenti e il rendere esentasse le pensioni fino a mille euro mensili. Sui crediti d'imposta si parla di stabilizzare un "sistema di circolazione e certificazione" attraverso una apposita piattaforma e in tema di eguaglianza salariale si avanza una agevolazione fiscale per "le imprese che hanno un rapporto non superiore a 1 su 50 tra il salario più basso e lo stipendio complessivo del manager più alto in grado". In tema di bonus, il Movimento chiede di introdurre un meccanismo che porti all'assegnazione automatica in caso di cittadini che ne abbiano i requisiti, senza passare dalla domanda.
Tra le proposte di Iv, invece, si trova l'Iva agevolata (al 4%, livello delle barriere architettoniche) per la messa in sicurezza del territorio (in chiaro riferimento all'alluvione romagnola). Da tempo, poi, Luigi Marattin segnala come l'eliminazione della flat tax come punto d'arrivo del sistema fiscale italiano sia la condizione per lavorare poi su altri aspetti della delega.