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Crediti fiscali, l'Ance: quelli bloccati sono arrivati a 30 miliardi. La piattaforma non decolla

(ansa)
L'Associazione dei costruttori chiede una proroga delle operazioni di Superbonus in corso
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L'importo dei crediti edilizi incagliati è salito dai 19 miliardi stimati dall'Agenzia delle Entrate quattro mesi fa, ad oltre 30 miliardi.

E' il dato fornito dal vicepresidente dell'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori edili, Stefano Betti nel corso di un'audizione in Commissione Ambiente della Camera.

A fronte di questo aumento però "stenta a decollare la soluzione di piattaforma proposta due mesi fa a governo e Parlamento", denuncia l'associazione che ritiene quindi "necessario che nell'immediato il Parlamento vari una proroga di almeno 6 mesi delle operazioni di 110% in corso, in modo da dare il tempo agli operatori di concludere gli interventi iniziati".

Il riferimento alla piattaforma è a quel soggetto finanziario, che si sarebbe dovuto generare con l'aggregazione di player privati e pubblici, proprio con l'obiettivo di acquistare e smistare i crediti fiscali maturati con le detrazioni ma che poi sono rimasti in pancia alle aziende, quando la stretta sulle operazioni di compravendita li ha di fatto bloccati. Enel X si è fatto tra i promotori dell'iniziaiva, nomi circolati sono anche quelli di Artigiancassa, la banca del gruppo Bnl-Paribas che eroga finanziamenti e credito agevolato agli artigiani e alle piccole e medie imprese, e Intesa.

Nei due anni e mezzo di vigenza del Superbonus, "ci sono stati più di 20 cambiamenti normativi, mediamente uno ogni 45 giorni, tutti estremamente consistenti, l'ultimo dei quali è contenuto nel dl cessioni che ha, dall'oggi al domani, eliminato la cessione e lo sconto in fattura, i pilastri del successo del Superbonus. Questo continuo susseguirsi di modifiche - ha sottolineato il vicepresidente dell'associazione - ha generato un'elevata confusione e inquietudine in tutti gli operatori", con le banche e gli operatori finanziari che hanno rallentato gli acquisti di crediti. Viste le difficoltà, "sono entrati in gioco soggetti finanziari opportunistici, con prezzi d'acquisto altamente speculativi che molte imprese e condomini, con l'acqua alla gola, sono state, o saranno, costrette ad accettare, subendo perdite economiche anche rilevanti, a parità di costi per le finanze pubbliche. Su questo, - ha suggerito quindi Betti - sarà anche opportuno un attento monitoraggio su possibili attività da parte della criminalità organizzata".

L'Ance ha stimato che 1 miliardo di credito incagliato è in grado di provocare il blocco di circa 6.000 interventi (tra unifamiliari e condomini), con ricadute negative sia in termini di imprese che di occupazione. "Le imprese che non riescono a cedere i crediti d'imposta, a causa del blocco degli acquisti degli stessi, si trovano in spaventosa crisi di liquidità, non incassando per i lavori eseguiti. Questo significa che le imprese non riescono a pagare con puntualità i propri lavoratori e la propria filiera di fornitori, il che ha come conseguenza il rallentamento e/o il blocco dei cantieri in corso - ha detto ancora Betti - E' paradossale come i bonus, da volano di crescita sostenibile per l'economia italiana, stiano diventando causa di una vera e propria crisi sociale di proporzioni rilevanti".

"Come Ance, siamo consapevoli che il Superbonus è stato concepito come uno strumento straordinario per rilanciare l'economia nel periodo pandemico e che è difficile ripetere questa esperienza in futuro. Tuttavia, l'impianto tecnico, giuridico e dei controlli ha rappresentato una straordinaria struttura sulla quale costruire il futuro degli incentivi per la transizione ecologica. Abbiamo ora necessità di definire una politica stabile e sostenibile di incentivi fiscali alla transizione ecologica che si basi però su un budget chiaro e su alcuni elementi chiave, necessari per assicurare la realizzazione degli interventi, che il Superbonus ha messo chiaramente in evidenza", ha concluso.