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IA, il primo passo di Europa e Usa: “In arrivo un regolamento comune”

L'annuncio di Vestager e Blinken: "Entro poche settimane vareremo un codice di condotta volontario"
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Bruxelles - Correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Regole e modalità di condotta per evitare di perdere il controllo. Perché i rischi connessi alla crescita e diffusione dell'Intelligenza artificiale non riguardano solo la sostituzione del lavoro umano ma la stessa sopravvivenza dell'uomo. L'Unione europea e gli Stati Uniti hanno dunque deciso di elaborare congiuntamente a questo riguardo un "codice di condotta" da applicare su base volontaria ma in tempi piuttosto rapidi. Lo hanno annunciato la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, il segretario di Stato americano, Antony Blinken.

Una prima bozza sarà pronta già nel giro di qualche settimana e l'obiettivo, ha puntualizzato Blinken, …

Bruxelles - Correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Regole e modalità di condotta per evitare di perdere il controllo. Perché i rischi connessi alla crescita e diffusione dell'Intelligenza artificiale non riguardano solo la sostituzione del lavoro umano ma la stessa sopravvivenza dell'uomo. L'Unione europea e gli Stati Uniti hanno dunque deciso di elaborare congiuntamente a questo riguardo un "codice di condotta" da applicare su base volontaria ma in tempi piuttosto rapidi. Lo hanno annunciato la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, il segretario di Stato americano, Antony Blinken.

Una prima bozza sarà pronta già nel giro di qualche settimana e l'obiettivo, ha puntualizzato Blinken, è "stabilire codici di condotta volontari che siano aperti a tutti i Paesi che la pensano allo stesso modo". Usa e Unione europea concordano sull'urgenza della procedura non solo per la delicatezza e le potenziali conseguenze della diffusione dell'Intelligenza artificiale ma anche per evitare che su un terreno cruciale non si lasci il predominio alla Cina. E questo in considerazione del fatto che le norme anticiperanno l'entrata in vigore dell'AI Act, il regolamento Ue ancora in fase di negoziazione e che potrebbe diventare operativo troppo tardi, almeno tra due anni. L'intelligenza artificiale si sta infatti "sviluppando a velocità sorprendenti - ha avvertito Vestager - e gli standard comuni sono necessari affinché la società possa fidarsi di ciò che sta accadendo".

Il punto è che Europa e America colgono rischi connessi persino alla tenuta dei rispettivi sistemi democratici: "È fondamentale - si legge nel documento - promuovere un'innovazione responsabile dell'IA che rispetti i diritti e la sicurezza e garantisca vantaggi in linea con i valori democratici condivisi".

L'Intelligenza artificiale, infatti, sta arrivando a un punto in cui la sostituzione dell'uomo potrebbe essere molto ampia. E questo inizia a riguardare non solo le operazioni routinarie delle macchine ma in prospettiva anche attività creative come libri o musica. In futuro non troppo lontano anche un pensiero autonomo. L'università di Princeton addirittura paventa un rischio di sopravvivenza dell'uomo nel lungo periodo. Per non parlare delle capacità di intrusione nella vita privata e di controllo delle opinioni. Proprio ieri la premier danese Frederiksen, per sottolinearne i pericoli, ha letto nell'aula del Parlamento nazionale un discorso rivelando in seguito che era stato scritto attraverso l'intelligenza artificiale di ChatGpt. E un'analoga dimostrazione l'ha compiuta il senatore italiano, Marco Lombardo, di Azione-Italia Viva.

Non è un caso che contestualmente la Commissione Ue abbia chiesto ieri ai suoi funzionari di non usare i software di intelligenza artificiale nella redazione "di testi pubblici, in particolare quelli giuridicamente vincolanti", e "per processi critici e urgenti". "Il personale - viene sottolineato - non deve mai condividere informazioni che non siano già di dominio pubblico, né dati personali, con modelli di IA generativa disponibili online" e "deve valutare criticamente" i risultati prodotti dai software. Il futuro ormai non è lontano.