Intelligenza artificiale, arriva il Fondo nazionale per spingere quella made in Italy
di Alessandro LongoIl Governo annuncia il primo fondo pubblico dedicato all'intelligenza artificiale. Decide così di riprendere nelle mani della politica qualcosa che negli ultimi sei mesi, nel mondo, è diventato sinonimo di innovazione.
Il fondo sarà di circa 150 milioni di euro e nascerà in seno alla Cassa depositi e prestiti, come detto dal sottosegretario con delega all'Innovazione tecnologica, Alessio Butti, a un evento Class CNBC. Dal suo dipartimento confermano che l'importo esatto e le tempistiche sono ancora da definire.
"Il Governo è attento agli sviluppi dell'intelligenza artificiale, settore nel quale occorre trovare un equilibrio tra i diritti degli esseri umani e l'evoluzione tecnologica. Lavoriamo per coltivare una politica industriale che è essenziale anche in questo settore così strategico", ha detto Butti. "Il nostro obiettivo è aumentare l'indipendenza dell'industria italiana e coltiva…
Il Governo annuncia il primo fondo pubblico dedicato all'intelligenza artificiale. Decide così di riprendere nelle mani della politica qualcosa che negli ultimi sei mesi, nel mondo, è diventato sinonimo di innovazione.
Il fondo sarà di circa 150 milioni di euro e nascerà in seno alla Cassa depositi e prestiti, come detto dal sottosegretario con delega all'Innovazione tecnologica, Alessio Butti, a un evento Class CNBC. Dal suo dipartimento confermano che l'importo esatto e le tempistiche sono ancora da definire.
"Il Governo è attento agli sviluppi dell'intelligenza artificiale, settore nel quale occorre trovare un equilibrio tra i diritti degli esseri umani e l'evoluzione tecnologica. Lavoriamo per coltivare una politica industriale che è essenziale anche in questo settore così strategico", ha detto Butti. "Il nostro obiettivo è aumentare l'indipendenza dell'industria italiana e coltivare una nostra capacità nazionale di sviluppare competenze e ricerca nel settore. Per questo motivo stiamo lavorando con Cdp alla creazione di un fondo di investimento destinato alle startup più innovative, affinché si possa promuovere lo studio, la ricerca e la programmazione sull'IA in Italia".
Il Governo Draghi aveva lanciato un fondo di 45 milioni per finanziare tre tecnologie innovative (IA, blockchain e internet delle cose), "molto limitato e di poco impatto", come riflette Stefano da Empoli, presidente dell'istituto di studi Icom. Il nuovo fondo è su un'altra scala, e i primi commenti che arrivano dagli addetti ai lavori sono di prudente interesse.
Gli addetti ai lavori: aprire ai privati
"È un ottimo segnale per il sistema dell'innovazione", dice Marco Gay, Presidente Anitec-Assinform e Presidente esecutivo Digital Magics. E aggiunge": "Anche se la dotazione del fondo è relativamente bassa, puntare sull'AI che è il settore che registra la crescita maggiore di start up (+12,1% dati Anitec-Assinform Infocamere) può aiutarci a far crescere il mercato ICT sia in termini di valore che di dimensione. È però importante che il Fondo preveda un investimento in partnership di soggetti privati per aumentare la leva e assicurare alle start up prospettive credibili di crescita". "Sappiamo bene che il mercato delle start up italiano sta crescendo (vale 2 miliardi secondo dati Aifi) ma ancora siamo lontani dai numeri di Francia e Spagna", continua.
Aggiunge Angelo Coletta, presidente dell'associazione di settore Innovup: "Crediamo che il futuro fondo di investimento sia un'opportunità di crescita per le nostre realtà innovative che si potrà riflettere in una maggiore competitività e indipendenza a livello internazionale. Una strategia ancor più importante in un settore dove la collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale sia per i significativi capitali necessari per competere a livello internazionale sia per la necessità di garantire uno sviluppo ordinato in un settore dove una linea sottile separa il rispetto dei diritti umani e l'evoluzione tecnologica".
Secondo Enzo Barba, partner di BCG, "l'idea di investimento destinato alle start-up più innovative in ambito IA è di per sé interessante, in quanto potrebbe rappresentare un ponte fra il sistema universitario che sempre più fornisce strumenti di formazione dedicata (con il Programma Strategico per l'Intelligenza Artificiale già sta rispondendo con Corsi di laurea o dottorati in questo ambito) e il mondo delle aziende più strutturate e proattive rispetto al da farsi". "Le start-up infatti - valuta Barba - possono agire da incubatore di competenze e volano di innovazione, trasferendo i benefici alle imprese più grandi e all'intero sistema Paese. In una potenziale strategia di sviluppo dell'AI non andrebbero dimenticate le linee guida suggerite dall'AI Act europeo in termini di adozione responsabile dell'IA, protezione dei dati e dei diritti alla privacy dei cittadini".
I soldi comunque da soli non bastano. "Serve anche una politica industriale, che finora sull'IA in Italia non c'è", dice Giovanni Miragliotta, degli osservatori Politecnico di Milano, già partecipante al gruppo di esperti sull'IA nominato dal Governo Draghi.
Un nuovo gruppo di esperti
Sul punto Butti ha detto che il Governo intende aggiornare la strategia nazionale sull'intelligenza artificiale, uscita nel 2021. "Stiamo lavorando, al Dipartimento per la trasformazione digitale, alla costituzione di un autorevole gruppo di esperti e studiosi italiani". Germania e Francia si sono mosse già nel 2019, poco dopo la Spagna. Sarebbe il terzo gruppo di esperti, di altrettanti Governi (Conte, Draghi, Meloni) sullo stesso tema.
Tutto questo mentre il mondo corre. Gli analisti della società di ricerca PitchBook prevedono che gli investimenti in società di IA generativa saranno di varie volte superiori rispetto ai 4,5 miliardi di dollari dello scorso anno. Ciò è dovuto in parte all'investimento di 10 miliardi di dollari fatto a gennaio da Microsoft in OpenAI, la startup dietro il popolarissimo bot ChatGPT. Gli investimenti sull'IA erano solo 408 milioni di dollari nel 2018, anno in cui OpenAI ha lanciato la versione iniziale del modello linguistico che alimenta ChatGPT.
A fine maggio Nvidia, la principale azienda fornitrice di chip per l'IA, ha raggiunto mille miliardi di dollari di capitalizzazione.