I paperoni norvegesi in fuga verso la Svizzera: anche il padre di Haaland al riparo dal Fisco di Oslo
di Franco ZantonelliUn buen retiro quasi esentasse, in uno dei luoghi più esclusivi della Svizzera per il padre di una delle più pagate star del calcio mondiale. Il norvegese Alfie Haaland, il cui figlio Erling, stando a Forbes guadagna al Manchester City tra stipendi, bonus e sponsorizzazioni 130 milioni di dollari all’anno, si è stabilito ad Andermatt, villaggio del Canton Uri, nel massiccio del San Gottardo, che grazie agli investimenti del miliardario egiziano, Samih Sawiris, è diventata una località a misura di personaggi del bel mondo. Va detto che il 50 enne Alfie Haaland, mentore e gestore patrimoniale della fortuna del figlio, che sabato 10 giugno sarà il sorvegliato speciale, da parte della difesa dell’Inter, nella finale di Champions League con il Manchester City, ha deciso di lasciare la Norvegia per la Svizzera, seguendo l’esempio di altri suoi ricchi concittadini. Il motivo? Pagare meno imposte.
“La Svizzera- ha scritto di r…
Un buen retiro quasi esentasse, in uno dei luoghi più esclusivi della Svizzera per il padre di una delle più pagate star del calcio mondiale. Il norvegese Alfie Haaland, il cui figlio Erling, stando a Forbes guadagna al Manchester City tra stipendi, bonus e sponsorizzazioni 130 milioni di dollari all’anno, si è stabilito ad Andermatt, villaggio del Canton Uri, nel massiccio del San Gottardo, che grazie agli investimenti del miliardario egiziano, Samih Sawiris, è diventata una località a misura di personaggi del bel mondo. Va detto che il 50 enne Alfie Haaland, mentore e gestore patrimoniale della fortuna del figlio, che sabato 10 giugno sarà il sorvegliato speciale, da parte della difesa dell’Inter, nella finale di Champions League con il Manchester City, ha deciso di lasciare la Norvegia per la Svizzera, seguendo l’esempio di altri suoi ricchi concittadini. Il motivo? Pagare meno imposte.
“La Svizzera- ha scritto di recente il tabloid Blick di Zurigo -sta diventando un paradiso fiscale per molti norvegesi”. Come ha spiegato l’immobiliarista multimilionario Truls Herman Holm “con il sistema fiscale che abbiamo attualmente in Norvegia, gli imprenditori sono sottoposti a un’imposizione così elevata da essere costretti, per pagare le tasse, a prelevare denaro dalle loro aziende, invece di reinvestirlo”. In realtà, guardando ai dati, dal primo novembre scorso l’aliquota fiscale è stata effettivamente aumentata, dal Governo di Oslo, ma di appena lo 0,1%.
Però tanto è bastato per creare panico tra i paperoni del Paese. In una quarantina se ne sono già andati, verso nazioni ritenute più accomodanti, sul versante delle imposte. Temendo, si suppone, che il premier laburista, Jonas Gahr Støre, ci prenda gusto e si metta a spremere ulteriormente i grandi patrimoni. La maggior parte degli esuli fiscali norvegesi ha preso la via della Svizzera e il nome più noto è quello di Kjell Inge Rokke, una fortuna di 4,4 miliardi di dollari, costruita con il petrolio e con la pesca, il quale ha preso casa a Lugano. Il papà del 22 enne Erling Haaland non figura a questi livelli di consistenza patrimoniale, ma se si guarda alle cifre mirabolanti che girano nel calcio che conta e ai guadagni del figlio, si può capire che, lasciare la Norvegia per il Canton Uri, significhi mettere un’ipoteca su un futuro che, almeno dal punto di vista finanziario, può solo proiettarlo in un mondo di gente più che facoltosa. Uri, d’altronde, grazie anche ai molti super-ricchi attirati dagli investimenti di Sawiris ad Andermatt, è il cantone svizzero dove le persone fisiche fanno una vita più agiata, tolte tutte le spese obbligatorie, compresi i carichi fiscali.