✕

Tasse, l'8 giugno smetteremo di lavorare per il fisco

Quest'anno il "tax freedom day" cade un giorno prima rispetto al 2022. Lo ha calcolato l'ufficio studi della Cgia di Mestre. Previsti comunque entro fine mese ben 155 scadenze fiscali
2 minuti di lettura

ROMA - Un ultimo sforzo prima di smettere di pagare tasse al fisco lavorando. Se dall'inizio di gennaio al 7 giugno abbiamo lavorato per onorare le richieste del fisco, dal giorno successivo e fino al prossimo 31 dicembre lo faremo per noi stessi e per le nostre famiglie. Già, perchè dal prossimo giovedì i contribuenti italiani termineranno di pagare le tasse, le imposte, i tributi e i contributi sociali necessari per far funzionare le scuole, gli ospedali, i trasporti, per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, e le pensioni. Una "liberazione fiscale", che il linea puramente teorica farà di questo primo weekend di giugno l'ultimo fine settimana dell'anno in cui si lavorerà per il fisco.

Il calcolo sul tax freedom day - che cadrà l'8 giugno 2023 - è stato effettuato dall'ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo cui per l'anno in corso sono stati necessari 158 giorni di lavoro, sabati e domenich…

ROMA - Un ultimo sforzo prima di smettere di pagare tasse al fisco lavorando. Se dall'inizio di gennaio al 7 giugno abbiamo lavorato per onorare le richieste del fisco, dal giorno successivo e fino al prossimo 31 dicembre lo faremo per noi stessi e per le nostre famiglie. Già, perchè dal prossimo giovedì i contribuenti italiani termineranno di pagare le tasse, le imposte, i tributi e i contributi sociali necessari per far funzionare le scuole, gli ospedali, i trasporti, per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, e le pensioni. Una "liberazione fiscale", che il linea puramente teorica farà di questo primo weekend di giugno l'ultimo fine settimana dell'anno in cui si lavorerà per il fisco.

Il calcolo sul tax freedom day - che cadrà l'8 giugno 2023 - è stato effettuato dall'ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo cui per l'anno in corso sono stati necessari 158 giorni di lavoro, sabati e domeniche inclusi, per adempiere a tutti i versamenti fiscali previsti, tra cui Irpef, Imu, Iva, Irap, Ires, addizionali varie e contributi previdenziali/assicurativi. Per poter individuare il giorno del "libera tutti" dal fisco, l'ufficio studi veneto ha preso in considerazione il Pil stimato per il 2023.

La stima del Pil nazionale prevista quest'anno e pari a 2.018.045 milioni di euro è stata poi suddivisa per 365 giorni, ottenendo così un dato medio giornaliero di 5.528,9 milioni. Le previsioni di gettito delle imposte, delle tasse e dei contributi, 874.132 milioni, sono state rapportate al Pil giornaliero. Il tax freedom day del 2023 è stato così calcolato dopo 158 giorni dall'inizio dell'anno, ovvero il prossimo 8 giugno. Rispetto al 2022, il tax freedom day di quest'anno cadrà dunque un giorno prima.

Dal 1995, il giorno di liberazione fiscale meno in là nel calendario è stato nel 2005, anno in cui la pressione fiscale si attestò al 39% e ai contribuenti italiani bastò raggiungere il 23 maggio (142 giorni lavorativi) per versare il dovuto al fisco. Osservando sempre il calendario, quello più in ritardo, invece, si è registrato nel 2022, quando la pressione fiscale ha raggiunto il record storico del 43,5% e, di conseguenza, la mezzanotte è scoccata il 9 giugno.

Ad ogni modo, il picco record di pressione fiscale toccato l’anno scorso non è ascrivibile ad un aumento del prelievo imposto a famiglie e imprese, ma da una serie di altri fattori che si sono concentrati nel 2022, come il caro energetico e l'aumento dell'inflazione, che hanno spinto all'insù il gettito dell'Iva. Oltralpe solo la Francia e il Belgio hanno registrato nel 2022 un peso fiscale superiore al nostro, a Parigi del 47,7% del Pil, a Bruxelles al 45,1%; la Germania era nona, con il 41,9%, la Spagna al 12/o posto con il 38,5%. La media dei Paesi dell'eurozona è stata del 41,9%.

Tuttavia, oltre al caso di scuola dello studio della Cgia, solo a giugno sono attesi ben 115 appuntamenti fiscali per i contribuenti italiani, in media quasi 4 al giorno. Si tratta più precisamente di 50 scadenze (imposta sostitutiva, Iva, ritenute, Tobin tax, imposta intrattenimenti) entro il 16 giugno e di una comunicazione del canone Tv entro il 20 giugno. In più, entro il 30 giugno si dovranno saldare 55 versamenti (Irpef, addizionali, cedolare secca, ritenute, Iva, Ires, Irap, imposte sostitutive), quattro dichiarazioni (Irpef, sostitutive, Intra), quattro comunicazioni (contratti di locazione, informazioni finanziarie a fini fiscali tra statiUe) e una istanza canone Tv.

Scadenza che non interesseranno tutti i contribuenti, ma che coinvolgeranno da Nord a Sud i cittadini italiani. In proporzione, sono infatti i cittadini della Provincia Autonoma di Bolzano a versare il maggior numero di tasse al fisco, con 13.158 euro procapite nel 2019. Seguiti dai lombardi con 12.579 euro, i valdostani con 12.033 euro, gli emiliano-romagnoli con 11.537 e i laziali con 11.231 euro. La Calabria è invece la regione che paga meno con 5.892 euro. Il dato medio nazionale è pari a 9.581 euro.