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Pnrr, Decaro: "I Comuni sanno spendere, è il governo che non ci anticipa i soldi”

(fotogramma)
Il presidente dell'Anci: "Bisogna semplificare, ci sono troppi passaggi con i ministeri; ci sono voluti sei mesi solo per firmare una convenzione"
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ROMA - "Se glieli dai, i Comuni i soldi li spendono e spendono bene. Il problema è che arrivano troppo lentamente. Il governo deve introdurre un meccanismo automatico per gli anticipi se vuole imprimere una svolta alla spesa". Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni, va subito al punto. E all'esecutivo chiede anche di estendere alle altre opere del Pnrr le semplificazioni che oggi valgono solo per l'edilizia scolastica.

Il governo vi è venuto incontro: l'anticipo può arrivare al 30% del costo dell'opera. Non basta?
"È vero che i sindaci possono arrivare a ottenere un anticipo maggiore del 10% ma bisogna semplificare il meccanismo: ci sono troppi passaggi tra ministeri e Comuni. Se un'opera ha già un progetto esecutivo, allora l'anticipo deve essere automatico per un importo maggiore del 10%, perché le imprese chiedono subito almeno il 30%. E poi c'&eg…

ROMA - "Se glieli dai, i Comuni i soldi li spendono e spendono bene. Il problema è che arrivano troppo lentamente. Il governo deve introdurre un meccanismo automatico per gli anticipi se vuole imprimere una svolta alla spesa". Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni, va subito al punto. E all'esecutivo chiede anche di estendere alle altre opere del Pnrr le semplificazioni che oggi valgono solo per l'edilizia scolastica.

Il governo vi è venuto incontro: l'anticipo può arrivare al 30% del costo dell'opera. Non basta?
"È vero che i sindaci possono arrivare a ottenere un anticipo maggiore del 10% ma bisogna semplificare il meccanismo: ci sono troppi passaggi tra ministeri e Comuni. Se un'opera ha già un progetto esecutivo, allora l'anticipo deve essere automatico per un importo maggiore del 10%, perché le imprese chiedono subito almeno il 30%. E poi c'è la questione dei pagamenti".

Cioè?
"La circolare del governo non ha prodotto significativi risultati. Servono una scadenza e tempi certi per i pagamenti delle rendicontazioni. Si dice che la spesa del Pnrr è in ritardo e poi si paga lentamente la spesa fatta. Non è possibile".

Le richieste al governo finiscono qui?
"No. Bisogna estendere la norma sulle semplificazioni, che esiste solo per l'edilizia scolastica. Se si vogliono ridurre i tempi, non si capisce perché queste semplificazioni non debbano valere per tutte le altre opere: dagli alloggi popolari ai parchi, dagli impianti per i rifiuti alla rigenerazione urbana".

Ma poi i soldi riuscite a spenderli?
"Ne ho parlato negli scorsi giorni con il ministro Fitto. Non abbiamo condiviso alcuni passaggi contenuti nella relazione semestrale, ma sono fiducioso sul fatto che verranno stralciati dal testo definitivo".

Cosa non avete gradito?
"Il passaggio dove si scrive che i piccoli Comuni, fino a diecimila abitanti, potrebbero avere problemi perché dovrebbero aumentare la spesa del 60%. I dati dicono altro: questi Comuni, tra il 2017 e il 2022, hanno aumentato la propria spesa del 50% e quelli fino a mille abitanti addirittura del 90%. La verità è che i Comuni i soldi li spendono, se glieli dai".

Anche al Sud?
"Negli ultimi cinque anni c'è stato un aumento del 36% e un altro incremento, del 10%, solo in un anno, dal 2021 al 2022. Non bisogna avere paura che se i Comuni hanno più soldi, non li spendono. Ci dicevano che le amministrazioni comunali non sarebbero mai riuscite a presentare progetti per 40 miliardi e invece ne sono arrivati per oltre 80 miliardi. I Comuni sono come il calabrone, che per peso e per forma non dovrebbe volare, e invece vola".

Però le assegnazioni dei lavori per gli asili nido non si riusciranno a completare entro la scadenza di fine giugno.
"Il ministro Valditara ci ha detto che a giugno potremmo arrivare tra il 70 e l'80% di lavori aggiudicati. Vi rendete conto quanto lavoro è stato fatto in poche settimane. Lo facciamo per le famiglie italiane, perché sappiamo quanto sia importante, e vogliamo che possano fidarsi che i soldi per gli asili saranno spesi, e spesi bene. Ci sarà una proroga solo per pochi Comuni, tenendo conto che in quattro mesi abbiamo dovuto fare la progettazione esecutiva e le gare. D'altronde i ministeri ci hanno messo sei mesi per farci firmare una convenzione per avviare le nostre attività".

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio dice che abolirà il reato di abuso d’ufficio perché glielo chiedono i sindaci.
"L’abuso d’ufficio è un problema, ma il modo per risolverlo lo deve trovare il governo. Il ministro Nordio è un ex magistrato, il viceministro Sisto è un avvocato penalista: nessuno meglio di loro saprà trovare una soluzione. Il 93% dei sindaci indagati non viene nemmeno rinviato a giudizio. Noi non chiediamo né l’immunità né l’impunità: se il sindaco sbaglia deve pagare, e anche più degli altri perché tradisce i cittadini. Ma serve un perimetro preciso per l’abuso d’ufficio. Non puoi essere indagato per il solo fatto che sei il sindaco del tuo Comune, come se fosse un reato di posizione".