Inflazione, errori e burocrazia. I progetti del Pnrr da tagliare
di Giuseppe ColomboROMA - È il Pnrr della "debolezza". Fiaccato dall’inflazione. E dai ritardi per il rilascio dei pareri e delle autorizzazioni. In tilt, scrive sempre la destra al governo nella sua prima relazione semestrale, anche perché molti investimenti sono risultati "poco attrattivi". E poi i sistemi di monitoraggio delle opere che sono "inadeguati", le procedure europee sugli aiuti di Stato che "a volte risultano un fattore di rallentamento".
ROMA - È il Pnrr della "debolezza". Fiaccato dall’inflazione. E dai ritardi per il rilascio dei pareri e delle autorizzazioni. In tilt, scrive sempre la destra al governo nella sua prima relazione semestrale, anche perché molti investimenti sono risultati "poco attrattivi". E poi i sistemi di monitoraggio delle opere che sono "inadeguati", le procedure europee sugli aiuti di Stato che "a volte risultano un fattore di rallentamento".
Le decisioni, dunque. Il punto di partenza è rappresentato dalle 120 misure che, nelle valutazioni del governo, contengono uno o più elementi di debolezza. Sono i progetti che rischiano di uscire dal Pnrr, per traslocare su altri fondi, europei e nazionali, che hanno tempi più lunghi rispetto alla scadenza fissata, al 30 giugno del 2026, per l’impiego dei 191,5 miliardi del Piano. Non è una rinuncia alle risorse, ma è un gioco al ribasso sulla scommessa di cambiare ritmo alla capacità di spesa.
Alcune decisioni andranno prese subito, per la quarta rata da 16 miliardi che è legata ai 27 obiettivi in scadenza il 30 giugno. Sul tavolo di Bruxelles ci sono 8-9 obiettivi che sono stati cerchiati in rosso dal ministro per il Pnrr Raffaele Fitto: tra questi, due sono pesanti. Sull’aggiudicazione degli appalti per gli asili nido, il governo chiederà tre mesi in più, fino al 30 settembre, con la garanzia a Bruxelles che non si andrà oltre: i Comuni in ritardo resteranno fuori, la misura definanziata. E per le stazioni di rifornimento a idrogeno, una doppia proposta: chiudere con 35 progetti (invece di 40) o un nuovo bando.
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