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Antonio Patuelli: “C’è un allarme fallimenti: molti sono arrivati impreparati allo shock del rialzo dei tassi”

(ansa)
Il presidente dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana: "Sul Pnrr le banche faranno per intero la loro parte. Ma intendiamoci: non ci saranno soldi a pioggia per nessuno"
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"Mi sembra giustificato l'allarme della Bce sui possibili fallimenti prossimi venturi nell'industria. E risulta anche a noi che in Italia ci siano settori sottocapitalizzati: stavamo monitorando da tempo proprio edilizia e servizi su cui ora si accede il faro". Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, conferma le paure che la corsa dei tassi abbia colto di sorpresa diversi operatori economici, "che si erano come abituati ai tassi a zero e avevano addirittura redatto i loro piani pluriennali sottovalutando il fattore costo del denaro, anzi pensando che questa situazione realisticamente inconsueta e temporanea, sarebbe durata per sempre".

La liquidità scarseggia in settori coinvolti nel Pnrr: voi confermate la proposta di sostenere le aziende in questo sofferto maxi-progetto?
"Certo. Sul Pnrr noi ci siamo. Non manchiamo di giocare per intero la nostra parte. Però, intendiamoci: niente soldi a pioggia per nessuno, ogni richiesta di finanz…

"Mi sembra giustificato l'allarme della Bce sui possibili fallimenti prossimi venturi nell'industria. E risulta anche a noi che in Italia ci siano settori sottocapitalizzati: stavamo monitorando da tempo proprio edilizia e servizi su cui ora si accede il faro". Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, conferma le paure che la corsa dei tassi abbia colto di sorpresa diversi operatori economici, "che si erano come abituati ai tassi a zero e avevano addirittura redatto i loro piani pluriennali sottovalutando il fattore costo del denaro, anzi pensando che questa situazione realisticamente inconsueta e temporanea, sarebbe durata per sempre".

La liquidità scarseggia in settori coinvolti nel Pnrr: voi confermate la proposta di sostenere le aziende in questo sofferto maxi-progetto?
"Certo. Sul Pnrr noi ci siamo. Non manchiamo di giocare per intero la nostra parte. Però, intendiamoci: niente soldi a pioggia per nessuno, ogni richiesta di finanziamento, relativa al Pnrr o a qualsiasi altro tipo di investimento, viene vagliata con la consueta massima attenzione senza privilegi. Il tutto in conformità al severo quadro normativo europeo che non è né disattivato né modificato rispetto agli interventi del Pnrr. È importante chiarire questo punto per evitare equivoci interpretativi".

Tornando ai settori a rischio, perché eravate già in allarme?
"Una parte dell'edilizia da sempre vive del breve termine, molte aziende non sono portate a curare la tenuta patrimoniale. Altrettanto, nei servizi, il turismo: anzi, sarò più preciso, il turismo balneare. Quello delle città d'arte e della montagna per una congerie di motivi è più attento. Il pericolo è che tutto questo possa portare a crisi di impresa e quindi al deterioramento di parti non trascurabili del credito bancario".

Ma le imprese-banche?
"Mi sembra che sul nostro settore le autorità di vigilanza, Bce e Banca d'Italia, abbiano sempre tenuto una briglia stretta sui nostri coefficienti patrimoniali, il che è risultato particolarmente utile in occasione degli ultimi aumenti dei tassi".

Ma i tassi alti non favoriscono le banche?
"Non è così. Ovviamente garantiscono più alti margini nell'attività creditizia, però non va dimenticato che veniamo da sei anni di tassi a zero e altri quattro a zero virgola. E poi siamo colpiti in due modi: il decrescere di valore dei titoli di Stato in portafoglio porta a svalutazioni patrimoniali che bisogna rapidamente colmare appunto per non uscire dai rigidi ratios della vigilanza, e poi aumenta il costo della provvista. Dobbiamo finanziarci continuamente sul mercato e anche noi dobbiamo emettere dei titoli recanti interessi più alti".

Però gli utili dell'anno scorso hanno colpito per la loro entità.
"Fino a tutto il primo semestre 2022 di rialzi dei tassi non c'era traccia, eppure in quel periodo sono maturati i migliori utili: frutto delle serrate operazioni di ristrutturazione che avevamo impostato in precedenza appunto su input della Bce: abbiamo spinto sugli aumenti di capitale, sugli accantonamenti annuali, sulle riduzioni del personale concordate con le rappresentanze sindacali avendo cura di non lasciare a piedi nessuno. I frutti si colgono ora".

La Bce è accusata dal governatore Visco di aver alzato troppo in fretta i tassi: d'accordo?
"Certamente, dalla prima all'ultima parola. Contro l'inflazione bisogna aumentare i tassi, ma la rapidità dei rialzi ha sorpreso tanti, comprese le banche. Figuriamoci chi non era preparato".