Economia

Un 2022 amaro per i Paperoni: la loro ricchezza è scesa di 3mila miliardi

Un 2022 amaro per i Paperoni: la loro ricchezza è scesa di 3mila miliardi
Con il rallentamento economico e il crollo di Big Tech è stato il risultato peggiore da un decennio: il numero di super-ricchi è sceso del 3,3% a 21,7 milioni a livello glovale, e i loro patrimoni sono diminuiti del 3,6% a 83.000 miliardi di dollari
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La ricchezza dei Paperoni globali è caduta, nel corso del 2022, come non era mai accaduto in un decennio.

Con la Borsa di Wall Street in calo di circa il 20% durante l'anno scorso, segnato da un rallentamento dell'economia globale la cui crescita si è dimezzata al +3,2%, i detentori di grandi patrimoni non potevano che accusare il colpo: secondo il rapporto World Wealth Report pubblicato da Capgemini, il crollo dei mercati azionari ha portato questi super-ricchi a perdere 3mila miliardi di dollari.

Il rapporto fa riferimento ai più ricchi dei ricchi, persone che hanno un patrimonio investibile superiore a 1 milione di dollari, senza contare la casa principale, gli oggetti da collezione, i beni di consumo e durevoli. Una fetta di popolazione che è dimagrita del del 3,3%, a 21,7 milioni di persone nel 2022, mentre il valore della loro ricchezza è diminuito del 3,6% a 83.000 miliardi di dollari. "Il report rivela che si tratta del calo più netto registrato negli ultimi dieci anni (2013-2022), causato dall'incertezza geopolitica e macroeconomica", sintetizza una nota.

I patrimoni hanno giocato in difesa, e ciò è stato visibile chiaramente sui mercati con la grande rotazione dai titoli growth (quelli che hanno potenziale di crescita ma alto debito e valutazioni tirate) ai titoli value, più legati a un andamento costante nel tempo.

Questo fattore ha giocato in particolare contro i ricchi del Nord America, dove si è vista la contrazione della ricchezza più marcata (-7,4%). Titoli come Amazon, Airbnb, Netflix, PayPal, Zoom, Meta, Tesla o Rivian hanno visto crolli tra il 50 e l'83% durante il 2022 e si stima che oltre 4mila miliardi di dollari si siano volatilizzati da Big Tech.

Tra i Paperoni in ribasso, il Nordamerica è seguito dall'Europa (-3,2%) e dall'area dell'Asia-Pacifico (-2,7%). Al contrario, Africa, America Latina e Medio Oriente hanno mostrato un certo grado di resilienza, registrando nel 2022 una crescita della ricchezza, grazie alle solide performance del settore Oil & Gas.

Nell'analisi di Capgemini emerge poi un focus sugli investimenti Esg, quelli sostenibili: "Nonostante il clima di incertezza economica, in cui solo il 23% degli HNWI ha dichiarato che i maggiori rendimenti ottenuti sono stati generati da asset legati a fattori ESG, gli HNWI continuano a manifestare interesse per questo tipo di prodotti, con il 41% degli intervistati che considera come priorità assoluta gli investimenti con un impatto ESG. Se da un lato 63% degli HNWI dichiara di aver richiesto il punteggio ESG dei loro asset, dall'altro non sono molte le società di wealth management che considerano l'analisi dei dati ESG (52%) e la tracciabilità (31%) una priorità assoluta".

"Le società di gestione patrimoniale si trovano a un punto di svolta critico poiché il macroambiente sta imponendo un cambiamento nella mentalità e nei modelli di business per guidare una crescita sostenibile dei ricavi. L'agilità e l'adattabilità saranno caratteristiche fondamentali per le persone che dispongono di un patrimonio netto elevato, in quanto la loro attenzione è orientata alla conservazione della ricchezza. Per rimanere rilevante, il settore dovrà rafforzare il valore, responsabilizzare i responsabili delle relazioni e sbloccare nuove opportunità di crescita", ha affermato Dario Patrizi, Financial Services Director di Capgemini in Italia. "Il loro successo sarà legato alla risoluzione dei problemi relativi all'immaturità digitale nella catena del valore della ricchezza".