Non solo smart working, governo al lavoro sul tetto dei fringe benefit: possibile a mille euro per tutti
a cura della redazione EconomiaNon solo lo smart working per i lavoratori fragili e genitori di figli under 14. Tra i capitoli che riguardano il lavoro e potrebbero riaprirsi c'è anche il tema dei fringe benefit, i compensi "in natura" che costituiscono una parte della retribuzione dei lavoratori e sono esentasse entro il limite di 258 euro (le vecchie 500mila lire).
Un limite che si è mosso a fisarmonica durante l'emergenza Covid e dell'inflazione, durante le quali i fringe sono diventati un paracadute per difendere il potere d'acquisto. L'ipotesi è sul tavolo di governo e maggioranza, che stanno provando a rivedere la norma del decreto lavoro. Attualmente, l'ultima impostazione fissata dal governo alza di molto la soglia di non tassazione (a 3mila euro) dei benefici aziendali. Ma circoscrive la platea solo ai lavoratori dipendenti con figli a carico: una previsione che ha attirato le critiche sia dei sindacati che del mondo del welfare, secondo i quali la nu…
Non solo lo smart working per i lavoratori fragili e genitori di figli under 14. Tra i capitoli che riguardano il lavoro e potrebbero riaprirsi c'è anche il tema dei fringe benefit, i compensi "in natura" che costituiscono una parte della retribuzione dei lavoratori e sono esentasse entro il limite di 258 euro (le vecchie 500mila lire).
Un limite che si è mosso a fisarmonica durante l'emergenza Covid e dell'inflazione, durante le quali i fringe sono diventati un paracadute per difendere il potere d'acquisto. L'ipotesi è sul tavolo di governo e maggioranza, che stanno provando a rivedere la norma del decreto lavoro. Attualmente, l'ultima impostazione fissata dal governo alza di molto la soglia di non tassazione (a 3mila euro) dei benefici aziendali. Ma circoscrive la platea solo ai lavoratori dipendenti con figli a carico: una previsione che ha attirato le critiche sia dei sindacati che del mondo del welfare, secondo i quali la nuova soglia è discriminatoria oltre che di difficile applicazione. Lo scoglio però sono le coperture, su cui sono in corso le valutazioni del Mef.
Insomma, per il momento c'è lo stallo su entrambi i fronti ma la volontà politica di fare qualcosa c'è. In particolare, sui fringe benefit l'idea allo studio è di rimodulare l'intervento definito dal governo nel decreto lavoro, che innalza il tetto esentasse dagli attuali 258 euro a 3mila euro, ma solo per i dipendenti con figli. La volontà è di renderlo più efficace e la soluzione cui si pensa è di alzare un po' meno la soglia, ma ampliando la platea: l'ipotesi allo studio è di portare quindi il tetto a 1.000 euro per tutti, aggiungendo 660 euro per ogni figlio, fino ad un massimo di tre. In questo modo, per chi ha un figlio il tetto salirebbe a 1.660 euro, mentre per chi ne ha 3 si arriverebbe a 2.980 euro, sfiorando quindi i 3mila originari.
Il nodo però sono le coperture: questa soluzione costerebbe circa 250 milioni, a fronte dei 142 milioni previsti dal decreto per alzare la soglia a 3mila euro solo per i dipendenti con figli.
L'altro fronte su cui si lavora è quello dello smart working, che senza interventi scade il 30 giugno: l'idea manifestata chiaramente dal ministro Zangrillo è andare a una proroga del diritto ma solo per i lavoratori fragili. Il governo è orientato a escluderla invece per i genitori degli under 14, che avevano ottenuto una proroga in precedenza ma solo per il settore privato, non per la Pa. Molti gli emendamenti per la proroga delle opposizioni parlamentari, sia al Dl Lavoro che al Dl Pa. Ma ieri in Senato la sottosegretaria al Lavoro Maria Teresa Bellucci ha preso tempo: "Vanno verificate le coperture, ci saranno degli approfondimenti", ha affermato. Secondo le prime stime della Ragioneria a copertura della proroga servirebbero tra i 18 e i 30 milioni, a seconda dei tempi e della platea.
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