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Ma con quei viaggi a basso costo siamo diventati tutti più europei

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Molto più di quanto crediamo, i viaggi cambiano il mondo. Meglio: il mondo lo cambia il nostro modo di viaggiare. E pensare che la parola inglese travel pare tragga origine da un antico strumento di tortura, il “tripalium”. Perché viaggiare – per millenni – è stato soprattutto scomodo. Faticoso, pericoloso. Mal di schiena e parecchia ansia. Ci ha messo parecchio a diventare un lusso per ricchi, figurarsi per non ricchi. Le rotte, le tratte, gli azzardi, le mappe che si ridisegnano modificano le teste: in altre parole, quella che sui banchi di scuola i prof di filosofia chiamavano Weltanschauung – la visione del mondo – passa di lì.

Come per i viaggiatori di inizio ventesimo secolo la rivoluzione della mobilità fu sancita dall’incredibile sviluppo ferroviario (e da valigie migliori, avrebbe osservato lo scrittore Belle Époque Paul Morand), a fine Novecento l’avvento delle compagnie low cost ha re…

Molto più di quanto crediamo, i viaggi cambiano il mondo. Meglio: il mondo lo cambia il nostro modo di viaggiare. E pensare che la parola inglese travel pare tragga origine da un antico strumento di tortura, il “tripalium”. Perché viaggiare – per millenni – è stato soprattutto scomodo. Faticoso, pericoloso. Mal di schiena e parecchia ansia. Ci ha messo parecchio a diventare un lusso per ricchi, figurarsi per non ricchi. Le rotte, le tratte, gli azzardi, le mappe che si ridisegnano modificano le teste: in altre parole, quella che sui banchi di scuola i prof di filosofia chiamavano Weltanschauung – la visione del mondo – passa di lì.

Come per i viaggiatori di inizio ventesimo secolo la rivoluzione della mobilità fu sancita dall’incredibile sviluppo ferroviario (e da valigie migliori, avrebbe osservato lo scrittore Belle Époque Paul Morand), a fine Novecento l’avvento delle compagnie low cost ha reso viaggi e viaggetti aerei sogni a portata di mano, di portafoglio e di weekend. Dai 5 milioni e mezzo di passeggeri trasportati nel 1995 dai velivoli Ryanair si arriva a più di 50 milioni nel 2007.

Terrorismo internazionale e crisi economica mettono in difficoltà il sistema e le sue offerte esagerate (29 euro tasse escluse; nei tempi d’oro lo specchietto per quasi allodole portava scritta l’irreale cifra 1 euro), ma il low cost resiste fino alla prova della crisi sanitaria internazionale da Covid-19. Lì l’incrinatura si fa evidente, e vale per tutto il comparto: al risveglio, prezzi lievitati oltremisura e servizi sempre più scadenti.

Perché prendere un volo “ex low cost” con una compagnia che ti fa storie di tutti i tipi sui bagagli, che ti fa pagare anche per scegliere il posto e per un bicchiere d’acqua? In più, ti ritrovi col sedile del passeggero davanti a un palmo dal naso. I giovani affascinati dall’Europa a portata di mano e di tasca cominciano a invecchiare e lasciano la staffetta a viaggiatori “slow”, motivati dalla crisi ambientale a rinunciare all’aereo il più possibile. Semmai, per restare a basso costo, preferiscono l’Interrail.

Tramonta un’epoca? Il secolo dei viaggi – come era stato definito al suo debutto quello in corso – aveva aperto il suo secondo decennio con il dato impressionante di un miliardo e mezzo di umani in movimento sul pianeta. Prima della pandemia, nello scalo di Atlanta si erano riversati in un solo anno oltre 100 milioni di viaggiatori. Certo, c’è viaggio e viaggio, c’è vacanza e lavoro, c’è l’allegria dello svago e c’è la disperazione.

Questi turbolenti anni Venti ridisegneranno lo spirito e la necessità, forse anche l’estetica, dei viaggi. Se bisogna dire addio ai low cost facciamolo pure con rimpianti calmierati. Dando però a Ryanair e simili il merito – inconsapevole almeno nelle premesse – di avere definito anche una diversa geografia mentale degli europei: allenati finalmente, dopo decenni di pace, a pensare al Vecchio continente come a una immensa città. Ogni capitale un quartiere. La verità è che Schengen, Erasmus e Ryanair hanno alimentato un europeismo pratico, emotivo, culturale. Perfino ludico. Non è bastato a fare l’Europa. A farcela conoscere meglio, forse sì.