MILANO - La maxi frenata dell'export cinese a maggio comunicata ieri getta un'ombra sulla solidità della ripresa dell'economia del Dragone dopo la crisi Covid. D'altra parte i segnali di allarme si susseguono: la domanda estera resta debole e lo stesso vale per i consumi interni, con le vendite al dettaglio che si stanno riprendendo più lentamente del previsto perché i consumatori sono preoccupati per le prospettive economiche e per la possibile perdita di posti di lavoro. Segnali di contrazione sono arrivati nei giorni scorsi anche dall'attività manifatturiera, con i datori di lavoro che stanno tagliando posti di lavoro.
Le autorità però oggi hanno messo in campo una prima risposta per sostenere l'economia cinese. Le principali banche statali - su richiesta diretta del governo - hanno tagliato i tassi di interesse su una ampia gamma di prodotti di deposito. Per scoraggiare il risparmio al fine di sostenere l'economia, i maggiori istituti hanno annunciato riduzioni dei tassi per la remunerazione dei depositi. La più grande banca cinese per attività Icbc, la sua rivale China Construction Bank (Ccb), nonchè la Banca Commerciale della Cina (Coc) et Agricultural Bank of China (Abc) hanno ridotto di 15 punti base alcuni tassi sui depositi. È la seconda volta in tempi recenti che le banche adottano una decisione di questo tipo: già a settembre gli istituti avevano annunciato una riduzione dei tassi sui depositi.