Pnrr, Gentiloni incalza l'Italia: "Serve proposta di rimodulazione il prima possibile". Corte dei Conti: "Controllo proseguirà"
MILANO - La Commissione europea incalza l'Italia sul Pnrr. "Dobbiamo lavorare presto e bene e dobbiamo ricevere una proposta di rimodulazione generale del Pnrr italiano il prima possibile", ha detto il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, a SkyTg24. "È vero che diversi Paesi non hanno ancora avanzato la proposta di rimodulazione generale. Penso che con l'arrivo di quella della Spagna siano 10 i Paesi ad avere ricevuto il via libera. Quindi non siamo isolati in questo ritardo. Tuttavia, visto che le rate si susseguono, bisogna fare presto e bene il lavoro di rimodulazione e la Commissione Ue è pronta a collaborare", ha aggiunta..
"È chiaro che da parte della Commissione europea c'è il massimo della flessibilità possibile, non solo per buona creanza ma per evitare soprattutto in Paesi con piani importanti che non ci siano ritardi eccessivi: questo è nel nostro interesse", ha detto ancora Gentiloni che invece ha detto di non volere commentare le recenti decisioni del governo a proposito del controllo della Corte dei Conti proprio sul Pnrr. La decisione - ha detto - "non viene commentata particolarmente a Bruxelles nè in termini positivi nè negativi, fa parte di una scelta del governo e del Parlamento italiano".
Sul tema è tornata ad esprimersi la stessa Corte dei Conti. "Il controllo della Corte dei Conti sull'attuazione del Pnrr, pur nell'ipotesi di approvazione definitiva degli emendamenti in questione (del Dl Pa, ndr), continuerà ad essere proficuamente esercitato, anche in corso di esercizio", ha detto il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino durante il convegno 'Pnrr, il controllo: motore del rilancio del Paese', all'Università Cattolica.
Il controllo avverrà "con le modalità di cui all'articolo 3 comma 4 della legge 20 del '94 richiamato dall'articolo 7 del dl 77 del 2021", dunque, "mediante il cosiddetto controllo sulla gestione", ha spiegato Carlino. "Tale controllo, garantito dall'articolo 100 della Costituzione e come tale non comprimibile se non con legge costituzionale, è finalizzato alla verifica della legittimità e della regolarità della gestione, anche ai fini del referto semestrale al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr".
"Il Mes non comporta costi ma solo vantaggi"
L'ex preisdente del Consiglio si è espresso anche sul Mes. Ratificarlo, ha spiegato, "non comporta un costo reputazionale di qualche tipo per il Paese ma solo vantaggi, a mio avviso. Poi è il Parlamento che deve deciderlo. A Bruxelles non si sostituiscono le decisioni del Parlamento italiano" ma "ratificarlo significa anche rispettare" l'impegno preso dall'Italia due anni fa.
La relazione del governo: "Valutazione Ue su terza rata in via di completamento"
Intanto nella relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr il governo ha fatto il punto sulla situazione. "La valutazione della Commissione europea ai fini del pagamento della terza rata è in via di completamento", si legge nel testo. "Il processo di assessment - si spiega - sin dall'invio della domanda di pagamento, ha richiesto tempi più lunghi, d'intesa con i servizi della Commissione, per la complessità degli obiettivi da conseguire per questa rata e per gli approfondimenti che si sono resi necessari, nelle interazioni con la Commissione, per alcune scadenze".
"Molti ostacoli sulla via del Pnrr"
"L'attuale governo, già nelle primissime settimane dall'insediamento, si è impegnato ad assicurare un'incisiva linea di azione per raggiungere, entro il 30 dicembre, i 55 traguardi e obiettivi previsti dal Pnrr", si legge ancora nella relazione. Si è trattato di "una sfida di particolare complessità", e "sulla via dell'attuazione, diversamente da quanto indicato dal precedente Governo nella seconda relazione sull'assenza di criticità e di rischi di rallentamento per tutti gli interventi, sono stati riscontrati numerosi ostacoli che hanno richiesto un'azione mirata e persistente per il loro superamento".