Pnrr, salta il calendario delle rate. E alle Ferrovie cambiano progetti per sei miliardi
di Giuseppe ColomboROMA - La tabella di marcia del Pnrr è saltata. Nella spirale dei ritardi è finito il calendario che allinea gli obiettivi semestrali alle singole rate. Andrà riscritto. È la prima volta che succede da quando il Piano di ripresa e resilienza è nato. Per il governo è la presa d’atto che il passo deve farsi più lento, rimettendo in discussione non solo alcuni progetti (sono 118 le misure che presentano elementi di debolezza), ma anche gli obiettivi che, se portati a traguardo, permettono all’Italia di chiedere alla Commissione europea l’erogazione dei fondi.
ROMA - La tabella di marcia del Pnrr è saltata. Nella spirale dei ritardi è finito il calendario che allinea gli obiettivi semestrali alle singole rate. Andrà riscritto. È la prima volta che succede da quando il Piano di ripresa e resilienza è nato. Per il governo è la presa d’atto che il passo deve farsi più lento, rimettendo in discussione non solo alcuni progetti (sono 118 le misure che presentano elementi di debolezza), ma anche gli obiettivi che, se portati a traguardo, permettono all’Italia di chiedere alla Commissione europea l’erogazione dei fondi.
Tra questi anche quello che prevede l’assegnazione di tutti i lavori per la costruzione degli asili nido: all’Europa si è chiesto un tempo supplementare, fino al 30 settembre. Non è detto che Bruxelles dica sì, anche perché la rivisitazione del target intermedio non garantisce che in autunno si arrivi all’affidamento di tutti gli appalti. Sarà la stessa Commissione Ue a valutare se la soluzione indicata da Roma, cioè escludere i Comuni che non riescono ad adeguarsi in tempo, può essere considerata valida per il raggiungimento dell’obiettivo.