Salari, la corsa è già finita. L'Italia torna Cenerentola d'Europa: +1,6% contro il +4,7% dell'Eurozona
di Raffaele RicciardiMILANO - Altro che ripresa dei salari. Gli stipendi degli italiani hanno già ripreso a scendere e, soprattutto, sono tornati in fondo alle classifiche europee. Confermando la tendenza iniziata dalla crisi finanziaria del 2008, con l'Italia che rimane l'unico Paese della Ue in cui i salari non solo non sono cresciuti negli ultimi 15 anni, ma sono andati in controtendenza.
A dare il quadro della situazione è un indicatore che Indeed, la piattaforma degli annunci di lavoro, ha elaborato con la Banca centrale d'Irlanda. E' un indicatore che sintetizza l'andamento dei salari negli annunci di lavoro, in otto Paesi. Ovviamente è uno spaccato parziale, perché si limita a vedere come si muovono le nuove offerte e non la totalità di chi una busta paga già ce l'ha. Ma è indicativo, sostengono gli sviluppatori, per le Banche centrali perché aggiornato praticamente in tempo reale e in grado di anticipare il trend.
MILANO - Altro che ripresa dei salari. Gli stipendi degli italiani hanno già ripreso a scendere e, soprattutto, sono tornati in fondo alle classifiche europee. Confermando la tendenza iniziata dalla crisi finanziaria del 2008, con l'Italia che rimane l'unico Paese della Ue in cui i salari non solo non sono cresciuti negli ultimi 15 anni, ma sono andati in controtendenza.
A dare il quadro della situazione è un indicatore che Indeed, la piattaforma degli annunci di lavoro, ha elaborato con la Banca centrale d'Irlanda. E' un indicatore che sintetizza l'andamento dei salari negli annunci di lavoro, in otto Paesi. Ovviamente è uno spaccato parziale, perché si limita a vedere come si muovono le nuove offerte e non la totalità di chi una busta paga già ce l'ha. Ma è indicativo, sostengono gli sviluppatori, per le Banche centrali perché aggiornato praticamente in tempo reale e in grado di anticipare il trend.
CALCOLA IL TUO STIPENDIO GIUSTO
L'ultima rilevazione descrive una situazione con l'Italia che prende una china di ribasso rispetto agli altri Paesi, tornando già verso quella "stagnazione" che - come ha più volte rimarcato anche l'Ocse - ha caratterizzato gli ultimi decenni. Nel wage tracker di Indeed si vede che "la crescita dei salari rimane ben al di sopra dei livelli storici nella maggior parte delle aree". E l'Italia rappresenta una "eccezione". Tra i Paesi dell'Ue monitorati da Indeed, "la crescita annuale complessiva dei salari è stata più alta a maggio in Germania, con il 6,2%, rispetto al recente picco del 7,0% raggiunto a ottobre. La crescita annuale dei salari nei post pubblicati in Spagna e nei Paesi Bassi è accelerata al 5,0% a maggio, mentre l'Irlanda e la Francia sono rimaste ferme rispettivamente al 4,9% e al 4,8%. In Italia, la crescita annuale dei salari è rallentata drasticamente fino a raggiungere appena l'1,6%, più in linea con i bassi tassi di crescita storici".
Il Regno Unito fa un po' storia a sé con un +7,2% a maggio, ritmo record nella serie iniziata nel 2019, anche per gli accordi salariali che sono intervenuti in particolare per gli infermieri e l'aumento del 9,7% del National Living Wage annunciato ad aprile. Nell'area dell'euro la crescita salariale si è mantenuta stabile con una media del 4,7% a maggio, "in leggero calo rispetto al picco del 5,1% raggiunto a ottobre - si legge nella ricerca - In confronto, la crescita annuale dei salari negli Stati Uniti è scesa al 5,3% a maggio e sta rallentando gradualmente da più di un anno, dopo aver raggiunto il picco del 9,3% all'inizio del 2022".
Finora i salari sono rimasti indietro rispetto all'inflazione, ma con il graduale rallentamento dei prezzi una convergenza ha via via preso piede. In prospettiva, però, nonostante i "venti contrari" dell'economia e gli effetti della politica monetaria più restrittiva "i tassi di disoccupazione rimangono ai minimi storici o quasi. Sebbene i posti di lavoro vacanti siano gradualmente diminuiti nella maggior parte dei Paesi, sono ancora alti rispetto ai livelli storici, il che porta a un mercato del lavoro piuttosto rigido nel complesso, come misurato dal rapporto tra posti di lavoro vacanti e disoccupazione (che è ancora alto)". Con questa considerazione, e visto che la crescita dei salari resta ben elevata rispetto alle medie storiche, e ancora che serve vedere un rallentamento "per decidere quando riaggiustare le politiche monetarie e interrompere l'aumento dei tassi di interesse", l'idea di fondo è che "una crescita salariale che continua a mantenersi su livelli record o quasi renderà queste decisioni più difficili".