Poltrone, immobili e miliardi del welfare: ecco perché FdI si è presa Inps e Inail
di Valentina ConteROMA - La corsa del governo Meloni e di Fratelli d'Italia ad occupare le caselle di vertice di Inps e Inail non va considerata solo come normale spoils system. È una battaglia per il controllo dei due giganti del welfare italiano. Significa poltrone, immobili e un fiume di miliardi da gestire, ogni anno il doppio del Pnrr. Un distillato di potere e influenza senza pari.
Il partito della premier l'ha capito. E abilmente, in un mese, è riuscita a ribaltare il gioco delle bandierine e a prendersi tutti e due gli istituti, tagliando fuori la Lega. I due tecnici scelti come commissari, Micaela Gelera per Inps e Fabrizio D'Ascenzo per Inail - il dpcm di nomina dovrebbe essere formalizzato domani - servono a un unico scopo. Ribaltare la narrazione pubblica della spesa sociale, dopo anni a trazione cinquestelle e leghista, tra finte abolizioni della legge Fornero, Quote 100 e Reddito di cittadinanza, spolpato e sostituito da un nuovo strumento tutto da rivendicare. …
ROMA - La corsa del governo Meloni e di Fratelli d'Italia ad occupare le caselle di vertice di Inps e Inail non va considerata solo come normale spoils system. È una battaglia per il controllo dei due giganti del welfare italiano. Significa poltrone, immobili e un fiume di miliardi da gestire, ogni anno il doppio del Pnrr. Un distillato di potere e influenza senza pari.
Il partito della premier l'ha capito. E abilmente, in un mese, è riuscita a ribaltare il gioco delle bandierine e a prendersi tutti e due gli istituti, tagliando fuori la Lega. I due tecnici scelti come commissari, Micaela Gelera per Inps e Fabrizio D'Ascenzo per Inail - il dpcm di nomina dovrebbe essere formalizzato domani - servono a un unico scopo. Ribaltare la narrazione pubblica della spesa sociale, dopo anni a trazione cinquestelle e leghista, tra finte abolizioni della legge Fornero, Quote 100 e Reddito di cittadinanza, spolpato e sostituito da un nuovo strumento tutto da rivendicare. Assieme ai bonus introdotti in manovra - come la carta acquisti - ancora non operativi.
Il tesoro di Inps e Inail
L'Inps ha un bilancio annuo di 385 miliardi, la metà della spesa pubblica del Paese: un terzo per assistenza sociale e due terzi per pensioni. L’Inail ha un miliardo abbondante di avanzo ogni anno, 38 miliardi di avanzi cumulati.Soprattutto centinaia di milioni di euro all’anno da investire per ricerca, investimenti mobiliari e immobiliari: operativi già 5 miliardi per la sanità e 700 milioni per le scuole. Inail ha il 3% di Bankitalia, come Inps, ma presto salirà al 5%.
Tra l'altro l'Inail a fine marzo ha avviato l'istruttoria per acquisire due immobili in via del Tritone a Roma - Palazzo Marini 1 e 2, dell'ex proprietario Scarpellini - per metterci gli uffici Pnrr di Fitto e l'Anac. Cifra di acquisto importante, pare sopra i 150 milioni. Motivo per cui alla fine si è indebolita la candidatura - anche questa spinta da FdI - a commissario Inail di Stefano Cervone, amministratore delegato di Next Re, una società di investimento immobiliare quotata, che nel suo capitale ha Dea Capital, la società che dovrebbe vendere l'immobile a Inail.
Il ruolo dei commissari
Alla fine la scelta di Micaela Gelera e Fabrizio D'Ascenzo - due romani, lei statistica classe 1972, lui preside della facoltà di Economia dell'università La Sapienza di Roma, classe 1966 - tranquillizza tutti, tranne la Lega rimasta a bocca asciutta e spaccata al suo interno, visto che il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha condiviso la scelta, seppur trovando deboli i due profili. Al contrario del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, i cui candidati sono stati tutti respinti.
I commissari avranno 90 giorni per riformare la governance di Inps e Inail. Non solo scrivere un nuovo regolamento di organizzazione e i regolamenti interni. Ma anche "razionalizzare e semplificare i procedimenti amministrativi", dice il decreto 51 del 10 maggio che ha commissariato i due Istituti. Una formula che non esclude una rivisitazione delle direzioni centrali, sia di Inps che di Inail: l’equivalente di un terremoto con possibile giro di poltrone dei massimi dirigenti.
Lo spoils system interno
È l'obiettivo a cui guarda l'artefice della doppia nomina commissariale, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, plenipotenziario di FdI: creare una rete di controllo interna, a partire dai direttori generali. Un nome ce l'ha già per Inail. Per Inps la premier Meloni gradirebbe uno tra Vincenzo Damato e Valeria Vittimberga, dirigenti interni a lei vicini. Prima di arrivare ai direttori generali il governo deve però nominare i due Consigli di amministrazione. E qui il decreto 51 non dà scadenze.
Dice solo che i posti salgono da tre a quattro, visto che la figura dei vicepresidenti è stata cancellata, oltre al presidente. Difficile, a questo giro, scontentare Lega e anche Forza Italia. Una volta insediati, i due Cda indicheranno il nome del direttore generale alla ministra del Lavoro Marina Calderone, a cui spetta la nomina finale. Tutto è ancora in ballo. Persino la conferma finale dei due commissari come presidenti.