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Autostrada dei Parchi una grana da 2 miliardi, Salvini cerca una soluzione

Il governo Draghi aveva revocato la concessione per inadempienza al gruppo Toto. Che ha fatto ricorso e sostiene di essere in credito con lo Stato. A settembre deciderà la Consulta, ma al ministero in queste settimana si studia il dossier, mentre i sindaci abruzzesi protestano perché la situazione dei cantieri non è migliorata con Anas
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ROMA – Sulle cartine è segnata come la via più veloce per collegare Roma a Pescara, l’arteria “principe” per viaggiare in auto dal Tirreno all’Adriatico in centro Italia. Ma da tempo così veloce non lo è più e i sindaci abruzzesi hanno ribattezzato l’Autostrada dei Parchi come “tratturo magno”, paragonando le corsie dell’A24-25 agli ampi ma assai accidentati sentieri di montagna utilizzati per la transumanza degli animali.

Lo hanno ribadito con l’inizio della stagione estiva, visto che negli ultimi week end le code si sono allungate fino ai 20 chilometri, a causa di un numero infinito di cantieri, di cui non si riesce a capire il termine dei lavori. Tanto da aver chiesto un incontro urgente al ministero dei Trasporti, che si è tenuto giusto ieri.

ROMA – Sulle cartine è segnata come la via più veloce per collegare Roma a Pescara, l’arteria “principe” per viaggiare in auto dal Tirreno all’Adriatico in centro Italia. Ma da tempo così veloce non lo è più e i sindaci abruzzesi hanno ribattezzato l’Autostrada dei Parchi come “tratturo magno”, paragonando le corsie dell’A24-25 agli ampi ma assai accidentati sentieri di montagna utilizzati per la transumanza degli animali.

Lo hanno ribadito con l’inizio della stagione estiva, visto che negli ultimi week end le code si sono allungate fino ai 20 chilometri, a causa di un numero infinito di cantieri, di cui non si riesce a capire il termine dei lavori. Tanto da aver chiesto un incontro urgente al ministero dei Trasporti, che si è tenuto giusto ieri.

Ma la via crucis dei cantieri non è l’unico dossier che in questo momento riguarda l’Autostrada dei Parchi e che preoccupa non poco Matteo Salvini, ministro titolare, e i suoi tecnici. Oltre alle richieste dei sindaci, sullo sfondo c’è un possibile contenzioso legale che – sulla carta – potrebbe portare il Governo a dover rispondere di un risarcimento fino a 2 miliardi di euro. Una eventualità che ora Salvini e i suoi collaboratori vorrebbero evitare, cercando una soluzione al momento ancora allo studio.

Ma andiamo con ordine, anche se la lungaggine dei cantieri è strettamente connessa alla vicenda nei tribunali. Proprio i ritardi nei lavori di manutenzione, ordinari e straordinari, sono stati alla base del provvedimento di urgenza preso nel luglio scorso dal governo guidato da Mario Draghi: la revoca della concessione vinta a suo tempo dal gruppo Toto, il quale ha gestito l’Autostrada dei Parchi a partire dal 2001, dopo essersi aggiudicato una gara europea. Affidando nello stesso tempo la gestione della tratta al gruppo Anas.

In pratica, il governo è intervenuto un anno fa motivando il provvedimento per inadempienze legate ai lavori e anche perché avrebbe potuto portare a pericolo di crolli dei viadotti. Accuse a cui il gruppo Toto si è opposto con una serie di ricorsi ai tribunali amministrativi, opponendosi a un decreto ingiuntivo per 77 milioni ma soprattutto cercando di farsi riconoscere in credito di 2 miliardi da parte dello Stato.

A questo proposito, l'hanno presentato le relazioni e le perizie dei commissari che sono subentrati alla gestione della società Autostrada dei Parchi dopo la revoca della concessione, sottoposta a procedura concordataria “a tutela dei creditori e dei 1.400 dipendenti". I quali hanno anche evidenziato per iscritto “il turbolento rapporto con l’ente concedente” evidenziando “la brutale interruzione della concessione autostradale” che avrebbe causato la crisi della società. Inoltre, il tribunale dell’Aquila ha assolto i vertici della società nel processo intentato per la cattiva manutenzione dei viadotti scrivendo nella sentenza che non sussiste alcun "pericolo di crolli e nessun pericolo per la sicurezza" e anche che "le opere sono ritenute sicure e funzionali”.

In verità, il “contezioso” sui cantieri va avanti da tempo ed è stato più volte contestato alla società controllata dalla famiglia Toto. Tanto che dal 2015 non sono stati riconosciuti gli aumenti tariffari previsti dagli accordi sulla concessione, proprio a causa ritardi nei cantieri. Situazione non migliorata – a leggere le cronache delle ultime settimane – da quando è subentrata Anas, che ha anche dovuto ricominciare la gestione da capo.

La svolta potrebbe arrivare a settembre, quando la Consulta si esprimerà sulla vicenda. In particolare delibererà sull’eccezione di incostituzionalità” sollevata dai giudici del Tar per sapere se il governo Draghi è andato oltre le sue prerogative costituzionali revocando la concessione con un decreto d’urgenza.
Nel caso di vittoria, i Toto potrebbero riavere soldi e concessione. Salvini deve quindi ora decidere se trovare una soluzione, magari tramite un accordo con Toto: in questo caso potrebbe esporsi a polemiche politiche per aver contraddetto Draghi ed essere intervenuto prima delle decisioni dei giudici.

Dal ministero, per ora, si conferma che il dossier è allo studio ma non ci sono ancora decisioni. Così come ieri sono stati ascoltati i sindaci che hanno chiesto certezze sui cantieri e anche una riduzione della tariffe per ripagare gli automobilisti dai disagi. Su questi temi sono stati riconvocati a metà luglio. Certo, a stagione estiva già molto avanzata.