Il patrimonio lasciato da Berlusconi: da Mediaset al Monza, con gli immobili si superano i 3,6 miliardi. Il nodo del passaggio delle quote Fininvest ai figli
di Luca PianaUn patrimonio di partecipazioni quotate in Borsa che ai valori di mercato sfiora i 2,9 miliardi di euro, al quale va aggiunto un reticolo di altre società che comprendono le ville e le altre proprietà immobiliari, la squadra di calcio del Monza in Serie A, una serie di investimenti finanziari in aziende digitali come Satispay e Soldo, una flotta di tre jet e un elicottero, più molto altro ancora. È questo a grandi linee il patrimonio che Silvio Berlusconi lascia in eredità, racchiuso in gran parte sotto il controllo della holding Fininvest ma con qualche eccezione di rilievo, come le dimore di famiglia più conosciute, racchiuse nell'immobiliare Idra, che a bilancio conta terreni, fabbricati e altri beni funzionali per un valore di 425 milioni di euro. Facendo le somme fra le partecipazioni nelle tre società quotate - Mfe-MediaForEurope, come si chiama Mediaset dopo il trasferimento ad Amsterdam, Banca Mediolanum e la casa editrice M…
Un patrimonio di partecipazioni quotate in Borsa che ai valori di mercato sfiora i 2,9 miliardi di euro, al quale va aggiunto un reticolo di altre società che comprendono le ville e le altre proprietà immobiliari, la squadra di calcio del Monza in Serie A, una serie di investimenti finanziari in aziende digitali come Satispay e Soldo, una flotta di tre jet e un elicottero, più molto altro ancora. È questo a grandi linee il patrimonio che Silvio Berlusconi lascia in eredità, racchiuso in gran parte sotto il controllo della holding Fininvest ma con qualche eccezione di rilievo, come le dimore di famiglia più conosciute, racchiuse nell'immobiliare Idra, che a bilancio conta terreni, fabbricati e altri beni funzionali per un valore di 425 milioni di euro. Facendo le somme fra le partecipazioni nelle tre società quotate - Mfe-MediaForEurope, come si chiama Mediaset dopo il trasferimento ad Amsterdam, Banca Mediolanum e la casa editrice Mondadori - le altre società controllate da Fininvest (con un valore di bilancio di circa 350 milioni) e gli immobili di Idra, si arriva dunque a un patrimonio che supera i 3,6 miliardi di euro. Anche se si tratta sicuramente di una stima per difetto.
Le quote dei figli
Anche se aveva fatto entrare i cinque figli nel capitale della Fininvest già da tempo, Berlusconi si era riservato ancora la fetta più importante della capogruppo, il 61,2%, distribuito fra quattro delle celebri 22 holding che un tempo ne custodivano il capitale. Le altre tre che sono rimaste in vita dopo la riorganizzazione compiuta qualche anno fa, sono divise tra i cinque figli. La primogenita Marina e il fratello Pier Silvio possiedono il 7,65% ciascuno della Fininvest. Barbara, Eleonora e Luigi - i tre figli avuti con Veronica Lario - detengono invece un pacchetto del 21,42%, custodito attraverso la Holding Quattordicesima, il cui capitale è equamente distribuito un terzo per ognuno.
L'eredità di Berlusconi, dunque, è destinata a ridisegnare in profondità la struttura di controllo del gruppo di famiglia. L'ex premier aveva affidato a Marina la guida della Fininvest e della Mondadori, mentre Pier Silvio era stato designato come suo successore nelle televisioni di Mediaset, ora Mfe. Nessuna indicazione pubblica, però, è mai arrivata sulla destinazione delle quote di Fininvest in suo possesso. Se per ipotesi avesse deciso di distribuire in parti uguali ai cinque figli il suo 61,2%, a ognuno di loro andrebbe un ulteriore 12,24%. Basta fare le somme per vedere che i tre figli di Veronica Lario avrebbero più del 58% della Fininvest, mentre Marina e Pier Silvio si ritroverebbero con il 19,9% circa ciascuno (la somma non fa cento perché Fininvest detiene un 2% di azioni proprie).
Il rischio di una rottura
Sulla carta ci sono però numerose altre possibilità, a partire dalla quota di eredità disponibile prevista dalla legge: un terzo del totale. Anche qui è possibile soltanto fare delle ipotesi, in attesa del testamento. Se a venir distribuito in parti uguali tra i cinque figli fosse solo il 40,8% della Fininvest, gli equilibri cambierebbero in misura significativa. Infatti Barbara, Eleonora e Luigi si fermerebbero tutti insieme al 46% circa. Da quel 20,4% del capitale di quota disponibile nelle libere scelte di Silvio, dunque, passerebbe la maggioranza della società e dunque il suo controllo. È possibile che le volontà del fondatore, oltre che dall'assegnazione delle quote azionarie, passino anche da un sistema di regole per la gestione del governo societario, così com'è accaduto con Leonardo Del Vecchio, in modo da limitare il rischio che visioni differenti sul futuro possano portare a una rottura tra i figli, che avrebbe conseguenze anche sull'integrità del gruppo.
Fuori dal perimetro di Fininvest
Va segnalato infine che Berlusconi aveva conservato al di fuori della Fininvest altre proprietà immobiliari, custodite attraverso la holding immobiliare Dolcedrago, della quale lui aveva il 99.5% e i soli Marina e Pier Silvio una micro fettina dello 0,25%. Nel perimetro della Dolcedrago a spiccare in particolar modo è il pacchetto azionario di un'altra società, per l'appunto l'Immobiliare Idra, che custodisce alcune delle case di famiglia, compresa la famosa Villa Certosa, in Costa Smeralda.