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La Borsa scuote Mediaset Pier Silvio: “Avanti per lui”

Mfe guadagna un altro 13% sulle voci di un riassetto ma ci vorranno due settimane per aprire il testamento. L’ad scrive ai dipendenti ringraziandoli a nome del padre. Cairo smentisce di essere interessato alle televisioni del gruppo, Vivendi alla finestra
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Milano — Il giorno dopo la scomparsa del fondatore Silvio Berlusconi non si placa la speculazione in Borsa sul titolo Mfe (MediaForEurope) mentre il figlio Pier Silvio invia all’esterno un nuovo segnale di continuità aziendale. Gli acquisti a Piazza Affari hanno spinto le azioni Mfe di categoria A (che danno diritto a un voto in assemblea) al rialzo del 13,39%, mentre le Mfe B (con diritto a 10 voti) hanno segnato un +7,31%. Mondadori ha invece ha archiviato la giornata con un rialzo dell’1,92% e Banca Mediolanum dello 0,56%. Evidentemente gli investitori finanziari si aspettano novità sia dall’apertura del testamento di Berlusconi, sia sul destino del gruppo televisivo.

Sul primo punto si è saputo che un testamento esiste ed è depositato presso lo studio Rlcd del notaio Arrigo Roveda, che da anni segue la Fininvest e il Milan, e che entro 10-15 giorni dovrebbe pubblicarlo e poi convocare gli eredi. L’attenzione è volt…

Milano — Il giorno dopo la scomparsa del fondatore Silvio Berlusconi non si placa la speculazione in Borsa sul titolo Mfe (MediaForEurope) mentre il figlio Pier Silvio invia all’esterno un nuovo segnale di continuità aziendale. Gli acquisti a Piazza Affari hanno spinto le azioni Mfe di categoria A (che danno diritto a un voto in assemblea) al rialzo del 13,39%, mentre le Mfe B (con diritto a 10 voti) hanno segnato un +7,31%. Mondadori ha invece ha archiviato la giornata con un rialzo dell’1,92% e Banca Mediolanum dello 0,56%. Evidentemente gli investitori finanziari si aspettano novità sia dall’apertura del testamento di Berlusconi, sia sul destino del gruppo televisivo.

Sul primo punto si è saputo che un testamento esiste ed è depositato presso lo studio Rlcd del notaio Arrigo Roveda, che da anni segue la Fininvest e il Milan, e che entro 10-15 giorni dovrebbe pubblicarlo e poi convocare gli eredi. L’attenzione è volta alla ripartizione tra i figli della partecipazione del 61,2% della Fininvest che apparteneva al padre Silvio.
A seconda di come sarà suddivisa tra i figli di primo letto, Marina e Pier Silvio, e di secondo letto, Barbara, Luigi, Eleonora, gli equilibri azionari in Mediaset, Mondadori e Mediolanum potrebbero variare.

Sul fronte del controllo gestionale di Mediaset, invece, è arrivata una lettera di Pier Silvio ai dipendenti. «Sento il bisogno di scrivervi perché so quanto era importante per mio padre farvi sapere l’amore e il grande orgoglio che ha sempre provato per la nostra azienda e per tutti noi. Dobbiamo costruire un gruppo ancora più forte e ancora più vivo. Lo dobbiamo fare per Mediaset. Lo dobbiamo fare per tutti noi. Ma soprattutto lo vogliamo fare per lui. Vi abbraccio forte. Siete nel mio cuore. E sarete per sempre nel suo cuore».

Non sembrano parole di uno che vuole abbandonare la nave, anzi. L’idea di Pier Silvio è quella di continuare nel tentativo di costruire un gruppo paneuropeo attorno a Mfe, che al momento è presente in Italia, Spagna e ha una partecipazione importante nella tedesca ProsiebenSat. Ma il disegno è di difficile realizzazione e non basta stroncare le voci che indicano percorsi alternativi. Come quello che avrebbe in mente l’ex assistente di Berlusconi, Urbano Cairo, oggi a capo del gruppo Rcs e de La7, dato in avvicinamento a Mediaset. Il diretto interessato ha smentito ieri alla tv Class-Cnbc questa possibilità, ma chi lo conosce bene dice che sarebbe felice di compiere l’ennesimo passo nel tentativo di emulare il suo maestro. Mfe non è comunque scalabile, come invece lo era Rcs nel 2016, e dunque una qualsiasi operazione dovrebbe passare per un accordo tra Cairo e i figli Berlusconi. E qualche abboccamento potrebbe esserci già stato.

Non è da trascurare il fatto, poi, che il 22% delle azioni Mfe sia ancora nel portafoglio del gruppo Vivendi di Vincent Bolloré. I cinque anni di battaglia legale e la pace dell’estate 2021 hanno raffreddato gli animi, ma qualcuno sospetta che a un certo punto i francesi potrebbero tornare alla carica facendo un’offerta che non si possa rifiutare. Tuttavia Vivendi si sta rovinando i rapporti con il governo italiano nella partita Tim e la vendita della sua rete. Se non si trova una soluzione da quella parte difficilmente si potrà aver via libera sul fronte televisivo, su cui il governo vigila attraverso il Golden Power.

L’ultima opzione sul tavolo sarebbe l’apporto di Mfe da parte della famiglia Berlusconi in un grande gruppo internazionale, in cambio di azioni. Due anni fa si era presentata l’opportunità Discovery ma Silvio, Pier Silvio e Marina hanno detto di no a John Malone. E ora quella porta si è chiusa.
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