MILANO - Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia fa quadrato attorno all'amministratore delegato Pietro Labriola e al comitato nomine, che il primo azionista Vivendi aveva sfiduciato in assemblea. A dispetto di tutti i pronostici il nome di Luciano Carta ex presidente di Leonardo indicato dal socio francese (23,8% di Tim) e in possesso dei requisiti di indipendenza, viene bocciato a favore di quello di Alessandro Pansa, attualmente presidente di Sparkle, dal 2013 al 2016 capo della Polizia e dal 2016 al 2018 direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, indicato dal comitato nomine di Tim, e che ricoprendo dei ruoli esecutivi in azienda non ha i requisiti di indipendenza. Peraltro Pansa andrà a occupare in consiglio il posto lasciato vuoto dall'ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine lo scorso 16 gennaio. Il nome di Pansa ha ricevuto 9 voti su 14, tra cui quello del presidente Salvatore Rossi, dell'ad Labriola, del presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini e perfino di Massimo Sarmi, presidente di Fibercop (al 37,5% di Kkr), ma nominato in consiglio su indicazione di Vivendi.
Il colosso francese viene messo in un angolo dall'azienda su cui ha investito oltre 3 miliardi di euro, e in un certo senso anche dal governo che finora ha preteso di restare neutrale, ma con il voto del presidente di Cdp dà indirettamente un segnale ai francesi. La scelta di Pansa è stata motivata dal fatto che è un profilo simile a quello di Carta, ma essendo in azienda da quattro anni conosce bene la situazione dall'interno. Peraltro Vivendi avrebbe indicato l'ex presidente di Leonardo, senza attribuirsene la candidatura, una cavillo legale che ha convinto alcuni consiglieri ad appoggiare Pansa.
La vendita della Netco si avvicina
Morale: se le ragioni di Vivendi, che da mesi si oppone alla "svendita" delle rete erano in minoranza in cda, ora lo saranno ancora di più. Giovedì prossimo è infatti convocato un cda straordinario per esaminare e votare sulle due offerte per la Netco, la rete primaria e secondaria e i cavi sottomarini di Sparkle. Non è chiaro se Pansa potrà esprimersi al riguardo, dato che è presidente di Sparkle, ma del resto un simile veto era stato tolto anche su Sarmi che è presidente della rete secondaria partecipata da Kkr. Fatto sta che la maggioranza del consiglio è orientata ad andare avanti con la vendita della Netco, e l'offerta di Kkr è in vantaggio su quella di Cdp-Macquarie. Il fondo Usa sarebbe pronto a far entrare in cordata il fondo italiano F2i con il 15%. Difficile invece che in questa fase possa partecipare la Cdp, che essendo socia al 60% della rivale Open Fiber, per motivi Antitrust potrebbe affiancare Kkr solo con un 3%.
In Europa riparte il consolidamento sui servizi tlc
Vivendi da giorni lascia capire di essere pronta a convocare un assemblea per chiedere la revoca di parte del cda Tim, che peraltro scade a fine anno; ma a questo punto l'eventuale assemblea sarebbe comunque tardiva e successiva al cda che deve votare sulla Netco. Mentre Tim studia la vendita della sua rete, in Europa riparte il consolidamento tra operatori telefonici. Ieri Vodafone ha infatti approvato il matrimonio d'interessi in Inghilterra tra le sue attività Uk, con quelle del colosso anglocinese H3g. Nell'ambito dell'accordo è previsto che la società guidata da Margherita Della Valle abbia il 51% del capitale, e quella che in italia controlla il 100% di WindTre il 49%. Gli analisti non escludono che le prossime nozze potrebbero essere centrate in Italia tra le attività di Vodafone e quelle di Iliad.