Il sogno saudita: diventare il Regno del gaming. Maxi investimenti sui videogiochi
di Giulia CimpanelliTrasformare una passione in un nuovo asset di crescita per il proprio Paese. Un'impresa in cui soltanto un principe arabo si può cimentare. È quello che sta facendo Mohammed bin Salman, 37 anni, grandi appassionato di videogiochi che, grazie a Savvy Games, fondo da 38 miliardi di dollari di proprietà esclusiva del Public Investment fund dell'Arabia Saudita, sta cercando di comprare l'industria dei videogiochi globale.
Lo scorso aprile Savvy Games ha acquistato per 4,9 miliardi di dollari Scopely, una delle software house americane di videogames in più rapida crescita. Questo è soltanto uno degli investimenti del paese mediorientale nel settore: "l'Arabia Saudita diventerà entro i prossimi sette anni il centro globale per il settore dei videogame e degli eSport", ha dichiarato il principe. Il gaming dovrà contribuire all'1% del pil nazionale, con 250 aziende di videogiochi e studi in loco, che creeranno 39.…
Trasformare una passione in un nuovo asset di crescita per il proprio Paese. Un'impresa in cui soltanto un principe arabo si può cimentare. È quello che sta facendo Mohammed bin Salman, 37 anni, grandi appassionato di videogiochi che, grazie a Savvy Games, fondo da 38 miliardi di dollari di proprietà esclusiva del Public Investment fund dell'Arabia Saudita, sta cercando di comprare l'industria dei videogiochi globale.
Lo scorso aprile Savvy Games ha acquistato per 4,9 miliardi di dollari Scopely, una delle software house americane di videogames in più rapida crescita. Questo è soltanto uno degli investimenti del paese mediorientale nel settore: "l'Arabia Saudita diventerà entro i prossimi sette anni il centro globale per il settore dei videogame e degli eSport", ha dichiarato il principe. Il gaming dovrà contribuire all'1% del pil nazionale, con 250 aziende di videogiochi e studi in loco, che creeranno 39.000 posti di lavoro, entro il 2030.
Gli investimenti
Negli ultimi 18 mesi i sauditi hanno speso già 8 miliardi in acquisizioni di quote in aziende di giochi in tutto il mondo, tra cui la cinese VSPO e l'emittente svedese Embracer Group, ma anche azioni di Nintendo, EA e Take-Two per incrementare le quote in possesso del fondo monetario pubblico su tali compagnie. In Nintendo l'Arabia Saudita aveva prima aumentato le quote azionarie fino a superare il 7%, quindi il fondo pubblico d'investimento ha raggiunto l'8,26% posizionandosi di fatto come il più grande azionista straniero del colosso giapponese.
Nel 2022 Savvy Games ha acquisito per 1,5 miliardi di dollari le aziende e-sport ESL e Face It. L'obiettivo, dichiarato in più occasioni, è di attirare sempre più talenti e società nel regno saudita e trasformare Riad in un hub internazionale del gaming.
L'idea del paese arabo è quello di differenziarsi rispetto al petrolio costruendo da zero una industria. I videogiochi sono popolari in Arabia Saudita, dove il 70% della sua popolazione di 36 milioni di abitanti ha meno di 35 anni.
L'innovazione in Arabia Saudita
Ma gli investimenti in innovazione e hi-tech non sono nuove al Paese che, lo scorso anno, ha stanziato 6,4 miliardi di dollari in investimenti in tecnologie del futuro e nelle startup. L'Arabia Saudita è il più grande mercato tecnologico della regione MENA, con un settore che vale più di 40 miliardi di dollari. Sembra che il Paese offra a queste aziende cifre da capogiro per assicurarsele e convincerle a trasferirsi.
I dubbi
L'omicidio di Jamal Khashoggi, commesso nel 2018 da agenti dello Stato saudita, ha creato una diffidenza nelle imprese che considerano di fare affari a Riad. Nonostante le accuse della Cia secondo cui il Principe Mohammed avrebbe ordinato l'operazione, lui ha negato ogni responsabilità. Tuttavia, l'attrattiva di decine di miliardi di dollari spesi dal fondo di Stato in investimenti nazionali e internazionali ha portato molte imprese a tornare nella capitale araba.
In passato il Public Investment fund aveva investito principalmente nello sport, acquistando squadre di calcio come l'inglese Newcastle United e nel golf. Molti investitori ritengono che l'Arabia Saudita non sia un acquirente ambizioso per la maggior parte degli studi di giochi e che le preoccupazioni etiche di fare affari con il regime permangano. Ma con il rallentamento dell'industria del gaming e i costi di marketing in aumento, gli studi di giochi privati potrebbero preferire vendere a Savvy anziché intraprendere il complicato percorso di una quotazione in patria