"L'Italia non è pronta a ratificare il Mes". E ora l'Ue prepara una revisione
di Giuseppe ColomboROMA - La firma dell’Italia resta in stand-by, l’impegno del governo ancora non prende forma. Ma sulla ratifica della riforma del Mes qualcosa si muove. E il segnale che potrebbe far vacillare la contrarietà di Giorgia Meloni, sicuramente toglierle molti alibi, arriva da Pierre Gramegna, il direttore esecutivo del Fondo salva-Stati. Che dal Lussemburgo, dove ieri si è riunito il Consiglio dei governatori, ha sdoganato la revisione del trattato.
ROMA - La firma dell’Italia resta in stand-by, l’impegno del governo ancora non prende forma. Ma sulla ratifica della riforma del Mes qualcosa si muove. E il segnale che potrebbe far vacillare la contrarietà di Giorgia Meloni, sicuramente toglierle molti alibi, arriva da Pierre Gramegna, il direttore esecutivo del Fondo salva-Stati. Che dal Lussemburgo, dove ieri si è riunito il Consiglio dei governatori, ha sdoganato la revisione del trattato.
Ecco allora che Giorgetti non nega i problemi, tutt’altro: ricorda le posizioni contrarie dei partiti di maggioranza e dei 5 stelle. Il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni lo anticipa: "Il ministro ha ribadito le difficoltà che ci sono nel Parlamento italiano». Ma poi arriva l’apertura di Gramegna. Oggi nuovo round, all’Ecofin: tocca alla riforma del Patto di stabilità. L’Europa è spaccata, Gentiloni chiede che si costruiscano "ponti". Ma la strada è in salita.