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Pirelli, il golden power riscrive gli equilibri con gli azionisti cinesi

(ansa)
L’intervento del governo limita i poteri di Sinochem, socio al 37%. Le scelte strategiche dovranno essere prese dai 4/5 del consiglio di amministrazione
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ROMA - La Pirelli ha un nuovo patto di sindacato pienamente operativo. Con la notifica alle parti, venerdì sera a Borsa chiusa, del Dpcm emanato dalla presidente del Consiglio, gli accordi tra le società cinesi controllate da Sinochem, Camfin e Marco Tronchetti Provera, che erano entrati in vigore lo scorso 19 maggio ma la cui efficacia era sospesa in attesa delle decisioni sul golden power, ora sono pienamente operativi integrando automaticamente le prescrizioni presenti nel Dpcm.

Manca solo una comunicazione al mercato del contenuto delle prescrizioni di Palazzo Chigi e che presumibilmente la Consob imporrà prima dell’apertura dei mercati di domani mattina. E poi verrà convocata l’assemblea, che dovrà…

ROMA - La Pirelli ha un nuovo patto di sindacato pienamente operativo. Con la notifica alle parti, venerdì sera a Borsa chiusa, del Dpcm emanato dalla presidente del Consiglio, gli accordi tra le società cinesi controllate da Sinochem, Camfin e Marco Tronchetti Provera, che erano entrati in vigore lo scorso 19 maggio ma la cui efficacia era sospesa in attesa delle decisioni sul golden power, ora sono pienamente operativi integrando automaticamente le prescrizioni presenti nel Dpcm.

Manca solo una comunicazione al mercato del contenuto delle prescrizioni di Palazzo Chigi e che presumibilmente la Consob imporrà prima dell’apertura dei mercati di domani mattina. E poi verrà convocata l’assemblea, che dovrà svolgersi entro la fine di luglio, chiamata a ratificare il tutto eleggendo un nuovo cda, che alla prima riunione distribuirà le deleghe. Dunque venti giorni prima dell’assemblea verranno presentate le liste e secondo le nuove disposizioni quattro dei 12 consiglieri di amministrazione della lista di maggioranza dovranno essere designati da Camfin.

Salvo sorprese, saranno Tronchetti Provera che sarà anche vicepresidente esecutivo, Giorgio Bruno nel ruolo di amministratore delegato, più altri due consiglieri. Ai cinesi spetterà l’indicazione di 8 consiglieri senza la possibilità di interferire sulla scelta dell’ad. Tutto ciò varrà per i tre anni di durata del patto, poi un eventuale nuovo accordo dovrà essere rinotificato a Palazzo Chigi e si vedrà. Ma in questi tre anni la convivenza dovrà rispettare le prescrizioni indicate dal Dpcm, che nella sostanza ridimensionano i cinesi, ma senza cacciarli, né congelando le loro azioni, obbligando la Camfin ad andarci d’accordo essendo essi confermati nel ruolo di azionisti di maggioranza del gruppo che produce gli pneumatici made in Italy.

A meno che Sinochem, che in queste ore non ha voluto commentare in alcun modo l’intervento del governo, non decida che le prescrizioni rendono non più interessante il loro investimento e decidano di loro sponte di uscire dall’azionariato.

Palazzo Chigi ha infatti provveduto a creare uno scudo per garantire l’italianità delle attività di Pirelli, in alcuni casi considerate strategiche. L’attenzione è stata posta, in particolare, sul sensore Cyber che si impianta negli pneumatici: è in grado di raccogliere dati dal veicolo e trasmetterli a sistemi cloud. Una tecnologia ritenuta critica, oltre che diffusa in molti settori, dall’intelligenza artificiale alla manifattura avanzata.

La lunga lista di prescrizioni dice che i cinesi avranno le mani legate sulle scelte strategiche. Con otto consiglieri su quindici, la strada è sbarrata per decidere in autonomia su partite di peso, dall’energia alle telecomunicazioni, che necessitano di una maggioranza di 4/5 del consiglio di amministrazione, quindi di 12 consiglieri su 15.

Ai paletti piantati dal governo bisogna poi aggiungere le autolimitazioni, comunicate dai soci cinesi al Comitato di Palazzo Chigi tra aprile e giugno. E che sono tutte riconducibili al divieto di esercitare un’attività di direzione e coordinamento: i cinesi dovranno garantire, ad esempio, che Pirelli sia autonoma nella gestione dei rapporti con i fornitori e la clientela, ma anche nella messa a punto dei piani strategici, finanziari e industriali e del budget della società e del gruppo. Ancora, non potranno emanare atti relativi a operazioni straordinarie come acquisizioni e dismissioni. Un passaggio, più di tutti gli altri, dà il senso dello spazio che dovranno lasciare: Pirelli non potrà essere soggetta a istruzioni da parte di Sinochem.


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